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	<title>Nemo Blog &#187; Pace del Mela</title>
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	<description>Non vi sono sommari, solo interi capitoli.</description>
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  <title>Nemo Blog</title>
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		<title>Dico solo che&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Aug 2008 17:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nemo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pace del Mela]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8230; avrei voluto tenerti ancora qui.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; avrei voluto tenerti ancora qui.</p>
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		<title>Muse</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Aug 2008 17:46:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nemo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pace del Mela]]></category>

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		<description><![CDATA[© dr-feelgood Premo il pulsante sulla radio. ON. Le gomme gracidano per qualche istante sul ghiaino, poi mordono la terra con caparbietà e si lasciano dietro qualche sbuffo di polvere. Una di quelle tracce invisibili tanto desiderate dai criminali; una di quelle tracce che vorresti lasciare da qualche parte, aspettare che qualcuno più intelligente degli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nemoblog.org/wp-content/uploads/2008/08/449.png" rel="lightbox[groupname]" title=""><img src="http://www.nemoblog.org/wp-content/uploads/2008/08/449.png" width="450" height="300" alt="" /></a><br />
© <a href="http://www.flickr.com/photos/dr-feelgood/">dr-feelgood</a></p>
<p>Premo il pulsante sulla radio.<br />
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ON.<br />
Le gomme gracidano per qualche istante sul ghiaino, poi mordono la terra con caparbietà e si lasciano dietro qualche sbuffo di polvere. Una di quelle tracce invisibili tanto desiderate dai criminali; una di quelle tracce che vorresti lasciare da qualche parte, aspettare che qualcuno più intelligente degli altri se ne accorga e ti dia la caccia. Un po&#8217; come quando stai in silenzio ma vuoi dire mille cose, come quando le parole non bastano più e l&#8217;unico modo per fare baccano, per farsi sentire, è ammutolirsi. Sigillarsi nelle labbra più serrate.<br />
Ci sono tante cose che non vanno qui.<br />
Gli atteggiamenti, tanto per fare un esempio. E questo diventa un motivo più che sufficiente per scappare, per gettarsi alle spalle secoli di omertà, curvare con il culo incollato al sedile e sentirsi <em>provvisoriamente</em> liberi. Anche le strade non vanno qui. Ma le affronti, le rendi docili, le fai intenerire con la tua guida spericolata e azzardata.<br />
Un istante prima, una placida lucertola si insinua tra le piccole pietre della stradina (divisa, come tutti i sentieri di campagna d&#8217;Italia, da una sottile striscia di erba secca). Un istante dopo, il rombo del motore segue lo schiamazzo delle ruote su quelle stesse pietre. Capita che abbassi tutti i finestrini prima di partire e poi ti sporgi pericolosamente da quello lato guida e cominci a gridare a squarciagola. Le pecore ti guardano passare e sentono solo un velocissimo <em>yaaooouuuuu</em>. Poi tutto torna normale. La quiete della campagna siciliana inghiotte le cose peggio di quanto facciano la notte e l&#8217;oscurità.<br />
Poi blocchi le ruote, l&#8217;automobile si inclina un po&#8217; e tutto tace.<br />
Scendi dalla vettura e il <em>pubbirazzu</em> ti si appiccica con dolcezza alla pelle sudata.<br />
Inspiri ed espiri.<br />
E questo profumo di erba secca, misto a quello degli olivi, dei limoni, della terra bagnata da qualche contadino, del fumo di sterpaglie messe a bruciare, questo profumo &#8211; dicevo &#8211; non riuscirai mai a dimenticarlo, neanche se lo volessi. I Muse suonano ancora. Risali in macchina e spegni la radio. Ora solo cicale e grilli fanno da contrappunto sonoro a questa Sicilia.</p>
<p><em>Post scritto per <a href="http://unpiccolopasso.wordpress.com/"><strong>Un piccolo passo</strong></a></em></p>
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		<title>Imperscrutabile verrà&#8230;</title>
		<link>http://www.nemoblog.org/2007/12/28/imperscrutabile-verra/</link>
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		<pubDate>Fri, 28 Dec 2007 15:19:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nemo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pace del Mela]]></category>

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		<description><![CDATA[© lonelydxb &#8230; il tuo pensiero, per dissotterrare lembi di vita mai nascosti definitivamente; &#8230; il mio odio, per condire frammenti di viso con indicibile disprezzo; &#8230; la tua sincera devozione, per sbranare ancora un po&#8217; di ciò che resta della mia malattia; &#8230; il mio affanno, per celebrare l&#8217;immutabile destino che inevitabilmente spadroneggia; &#8230; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nemoblog.org/wp-content/uploads/2007/12/281.png" rel="lightbox[groupname]" title=""><img src="http://www.nemoblog.org/wp-content/uploads/2007/12/281.png" width="450" height="341" alt="" /></a><br />
© <a href="http://www.flickr.com/photos/lonelydxb/">lonelydxb</a></p>
<p>&#8230; il tuo pensiero,<br />
per dissotterrare lembi di vita mai nascosti definitivamente;<br />
&#8230; il mio odio,<br />
per condire frammenti di viso con indicibile disprezzo;<br />
&#8230; la tua sincera devozione,<br />
per sbranare ancora un po&#8217; di ciò che resta della mia malattia;<br />
&#8230; il mio affanno,<br />
per celebrare l&#8217;immutabile destino che inevitabilmente spadroneggia;<br />
&#8230; la tua fuga,<br />
per sancire ancora una volta la mia parvenza di potere;<br />
&#8230; la nostra fine,<br />
per ingabbiare ogni prospettiva.</p>
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		<title>Sullo scrivere un blog</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Aug 2007 08:58:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nemo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pace del Mela]]></category>

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		<description><![CDATA[&#169; antonionemoamatoGli eventi degli ultimi giorni mi hanno posto inquietanti interrogativi circa lo scrivere un blog. Cosa significhi per me credo di averlo spiegato gi&#224; in altri post, cosa significa per gli altri lo so dai vostri commenti, dal vostro entrarci quotidianamente, dal vostro interesse. Ma questo blog, un po&#8217; come un figlio, mi ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/antonionemoamato/529550657/" rel="external"><img class="imageStyle" alt="nemo0000" src="http://homepage.mac.com/antonionemoamato/files//page0_blog_entry199_1.jpg" width="480" height="360"/></a><br />&copy; <a href="http://www.flickr.com/photos/antonionemoamato/" rel="external">antonionemoamato</a><span style="font-size:13px; "><br /></span><span style="font-size:11px; "><br /></span>Gli eventi degli ultimi giorni mi hanno posto inquietanti interrogativi circa lo scrivere un blog. Cosa significhi per me credo di averlo spiegato gi&agrave; in altri post, cosa significa per gli altri lo so dai vostri commenti, dal vostro entrarci quotidianamente, dal vostro interesse. Ma questo blog, un po&#8217; come un figlio, mi ha creato problemi o mi ha reso felice. La mia scelta di renderlo, sotto certi versi, &#8220;pubblico&#8221; mi ha esposto e mi ha reso vulnerabile agli attacchi di chi, pi&ugrave; o meno velatamente, ha sempre cercato di dare un senso a ci&ograve; che scrivo. Un senso che, inevitabilmente, non corrisponde che raramente al <em>mio</em> senso, perch&egrave; i miei occhi non sono i vostri occhi. Qualcuno ha affermato che ingigantisco sempre le cose, le rendo pi&ugrave; appetibili, pi&ugrave; entusiasmanti da leggere; io credo invece che il mio problema principale siano le parole. Mi piace giocarci e spesso le frasi diventano iperboliche, assumono significati ancora pi&ugrave; ampi di quelli gi&agrave; stabiliti, si colorano di sfumature ancora pi&ugrave; contrastate di quelle che avrei voluto dargli. C&#8217;&egrave; da qualche parte un contro-blog, un posto dove scrivo ci&ograve; che qui non posso scrivere (per vari motivi); l&igrave;, sotto uno pseudonimo, paradossalmente sono me stesso. E&#8217; anche vero, per&ograve;, che ci&ograve; che manca qui lo si trova l&igrave;, ma ci&ograve; che c&#8217;&egrave; qui l&igrave; non lo si trova. Due blog paralleli che si completano solo sotto i miei occhi, sebbene io continui a ritenere questo il mio vero blog, quello pi&ugrave; importante perch&egrave; &egrave; quello in cui si attua il motivo principale dello scrivere un blog: che qualcuno lo legga, ci sbatta la testa, tenti di conoscermi tramite le mie parole.</p>
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		<title>In partenza</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Aug 2007 11:13:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nemo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pace del Mela]]></category>

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		<description><![CDATA[&#169; antonionemoamatoAncora pochi giorni nella mia terra nat&#236;a, poi sar&#242; di nuovo nella capitale, pronto ad affrontare le prossime settimane con un misto di paura ed eccitazione. Odio i resoconti, il tirare le somme e l&#8217;affannosa ricerca di una perfezione, ma se proprio non posso esimermi da tutto ci&#242;, potrei tranquillamente dire che questa strana [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/antonionemoamato/531404170/" rel="external"><img class="imageStyle" alt="nemo0000" src="http://homepage.mac.com/antonionemoamato/files//page0_blog_entry198_1.jpg" width="480" height="360"/></a><br />&copy; <a href="http://www.flickr.com/photos/antonionemoamato/" rel="external">antonionemoamato</a><span style="font-size:13px; "><br /></span><br />Ancora pochi giorni nella mia terra nat&igrave;a, poi sar&ograve; di nuovo nella capitale, pronto ad affrontare le prossime settimane con un misto di paura ed eccitazione. Odio i resoconti, il <em>tirare le somme</em> e l&#8217;affannosa ricerca di una perfezione, ma se proprio non posso esimermi da tutto ci&ograve;, potrei tranquillamente dire che questa strana estate rimarr&agrave; piacevolmente impressa nella mia mente e tra le pieghe dei miei ricordi. Mi porto addosso il profumo del mio mare, l&#8217;imprescindibile sensazione di trovarmi adeguato ed inadeguato, allo stesso tempo; e poi la chitarra, le nuove amicizie, e quelle vecchie, rassicuranti come alberi centenari o come muri maestri. Mi porto dentro tutti gli incontri che, in un modo o nell&#8217;altro, non ho potuto fare. E nella valigia porto anche tanti rullini, tanti scatti, tanti libri. Mi mancher&agrave; quest&#8217;amaca, questa sensazione di solitudine che mi prende quando la sera scende e mi trovo in campagna da solo, mi mancheranno le mille premure delle persone intorno a me. Ma sono pronto a ributtarmi nel caos di una metropoli, nelle centinaia di volti che mi guarderanno per pochi attimi e poi scivoleranno via, nell&#8217;armonia delle amicizie romane (tanto pi&ugrave; forti quanto pi&ugrave; si &egrave; distanti da casa). Tempo di bilanci, ma anche tempo di aprire i nuovi registri contabili. Come ogni anno (e come ogni settembre), per me inizia una nuova vita.</p>
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		<title>Il terzo occhio di Shiva</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Aug 2007 10:06:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nemo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pace del Mela]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Una leggenda del Mahābhārata racconta come Shiva giunse ad avere tre occhi. Un giorno la bella Figlia-della-montagna (Pārvatī) arriv&#242; dietro a Shiva e, per gioco, pose le proprie mani davanti agli occhi del dio. Immediatamente il mondo fu immerso nell&#8217;oscurit&#224; e tutta la vita sembr&#242; sospesa. Gli esseri tremarono per lo spavento. Siccome gli occhi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Una leggenda del Mahābhārata racconta come Shiva giunse ad avere tre occhi. Un giorno la bella Figlia-della-montagna (Pārvatī) arriv&ograve; dietro a Shiva e, per gioco, pose le proprie mani davanti agli occhi del dio. Immediatamente il mondo fu immerso nell&#8217;oscurit&agrave; e tutta la vita sembr&ograve; sospesa. Gli esseri tremarono per lo spavento. Siccome gli occhi del padrone dell&#8217;universo erano chiusi, la luce del mondo era estinta. Ecco allora che apparve un terzo occhio, come un sole, al centro della sua fronte, e l&#8217;oscurit&agrave; spar&igrave;.&#8221;</em><br />(Alain Daniēlou &#8211; Miti e d&egrave;i dell&#8217;India)</p>
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		<title>Tu</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Aug 2007 15:40:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nemo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La luce entra silenziosa dai buchini della tapparella mentre qualche cicala fa sentire il suo canto sopra gli alberi di questa immensa campagna. Sto vivendo delle giornate serene, da una settimana circa. Passo le mattine a studiare ed i pomeriggi in compagnia di lei. Poi una doccia veloce e di nuovo insieme, fino all&#8217;una, alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/antonionemoamato/1158275106/" rel="external"><img class="imageStyle" alt="nemo0000" src="http://homepage.mac.com/antonionemoamato/files//page0_blog_entry195_1.jpg" width="480" height="360"/></a></p>
<p>La luce entra silenziosa dai buchini della tapparella mentre qualche cicala fa sentire il suo canto sopra gli alberi di questa immensa campagna. Sto vivendo delle giornate serene, da una settimana circa. Passo le mattine a studiare ed i pomeriggi in compagnia di lei. Poi una doccia veloce e di nuovo insieme, fino all&#8217;una, alle due o alle tre di notte. E&#8217; tutto cos&igrave; particolare che mi sembra quasi di vivere in un sogno. Avevo fatto le valigie e stavo quasi per congedarmi dall&#8217;amore, sconfitto, deluso ed amareggiato. E invece quelle valigie sono ancora dietro la porta perch&egrave; &#8220;qualcuno&#8221; mi ha convinto che non si pu&ograve; scappare per sempre da ci&ograve; che cerchiamo disperatamente; perch&egrave; comunque, dopo esser andato via con le mie valigie, mi sarei guardato indietro e avrei provato una fitta di rimorso, di rimpianto, di disillusione. Invece mi trovo ancora qui, a mordere, a sognare, a cercare di non parlare, di non spiegare per forza tutto con le parole; sono qui a meravigliarmi, a piacermi, ad osservarla muoversi insieme a me. E mi sento diverso quando in macchina, mentre guido, sento le sue braccia stringermi e la sua testa poggiarsi delicatamente sulla mia spalla. Mi stupiscono le coincidenze, il nostro esistere solo per noi stessi, la nostra perfetta alchimia sin dal primo istante, da quando notai il suo sguardo su di me. Sto vivendo. E sto bene dove sto. Per tutto questo non ho che da ringraziare una sola persona&#8230; di cuore.</p>
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		<title>Stelle buone</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Aug 2007 08:44:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nemo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho la fortuna di avere una splendida terrazza dalla quale poter ammirare il Golfo di Milazzo nella sua straordinaria bellezza. Di sera, quando in basso si accendono le luci, la raffineria e la centrale elettrica smettono di essere aridi impianti moderni e si colorano di sfavillanti lampadine multicolore. La chiamiamo la Manhattan sicula, perch&#233; la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/antonionemoamato/1104386105/" rel="external"><img class="imageStyle" alt="nemo0000" src="http://homepage.mac.com/antonionemoamato/files//page0_blog_entry192_1.jpg" width="480" height="360"/></a></p>
<p>Ho la fortuna di avere una splendida terrazza dalla quale poter ammirare il Golfo di Milazzo nella sua straordinaria bellezza. Di sera, quando in basso si accendono le luci, la raffineria e la centrale elettrica smettono di essere aridi impianti moderni e si colorano di sfavillanti lampadine multicolore. La chiamiamo la <em>Manhattan sicula</em>, perch&eacute; la sensazione &egrave; quella di vivere a poca distanza dai grattacieli americani. Dopo il tramonto &egrave; possibile vedere le stelle, perch&eacute; qui in campagna l&#8217;inquinamento luminoso &egrave; ovviamente ridotto. Ieri sera ho aperto l&#8217;armadio, ho frugato tra i vestiti finch&eacute; non ho trovato ci&ograve; che cercavo: la giacca della tuta viola che indossavo quando ero un po&#8217; pi&ugrave; piccolo. L&#8217;ho messa (un po&#8217; a fatica), ho agguantato lo stuoino e sono corso s&ugrave; per le scale. Mi sono sdraiato ed era come avere di fronte un immenso telone nero bucherellato qua e l&agrave;. Dietro il telone, una gigantesca lampadina faceva penetrare la propria luce attraverso i fori. Non era San Lorenzo ieri, ma ho visto tre stelle cadenti. Ho espresso solo un desiderio prima di addormentarmi sotto le stelle. Il <em>sir&igrave;nu</em> (nome siculo per identificare il fresco serale) mi ha svegliato pian piano, ho preso i miei pensieri sparsi sulla terrazza e sono sceso, per coricarmi nel mio letto.</p>
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		<title>Una ruga di ridente nostalgia</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Aug 2007 21:08:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nemo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pace del Mela]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; mio nonno. E&#8217; anche una delle persone pi&#249; care della mia vita. Mi sono legato a lui negli ultimi anni, quando per lui &#232; diventato indispensabile un appoggio esterno. Quando penso a lui, un brivido mi percorre la schiena e sento che pianger&#242; quando se ne andr&#224;. Dedicher&#242; a lui le mie prime lacrime [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/antonionemoamato/1104377587/" rel="external"><img class="imageStyle" alt="nemo0000" src="http://homepage.mac.com/antonionemoamato/files//page0_blog_entry191_1.jpg" width="480" height="360"/></a></p>
<p>E&#8217; mio nonno. E&#8217; anche una delle persone pi&ugrave; care della mia vita. Mi sono legato a lui negli ultimi anni, quando per lui &egrave; diventato indispensabile un appoggio esterno. Quando penso a lui, un brivido mi percorre la schiena e sento che pianger&ograve; quando se ne andr&agrave;. Dedicher&ograve; a lui le mie prime lacrime ad un funerale. E&#8217; come un bambino, anche se le rughe gli conferiscono un&#8217;aria vissuta. E&#8217; come un anziano, anche se i suoi comportamenti lo rendono infantile. Certe fissazioni, alcuni stati d&#8217;animo, certi sguardi ti bloccano, non riesci a non affezionarti a questo piccolo grande uomo. Ricordo quando, negli anni del liceo, mi accompagnava ogni mattina a scuola con la macchina&#8230; nel senso pi&ugrave; letterale del termine: praticamente si fermava con la macchina davanti al portone, io mi facevo piccolo piccolo, gli stampavo un timido bacio sulla guancia e scendevo mentre lui canticchiava <em>&#8220;Ohi Mar&igrave;&#8230; ohi Mar&igrave;&#8230; quantu sonnu aggiu persu ppi tte&#8230; famme addurm&igrave;, ohi Mar&igrave;&#8230; ohi Mar&igrave;&#8230;&#8221;</em>. A guardarlo ora non sembra nemmeno lui, ma gli occhi sono quelli. Sono semi-nascosti da una ruga obliqua e divertentissima, ma sono vispi, sempre in movimento e splendidamente presenti. Ogni tanto cantano una vecchia canzone, lo capisci da come mio nonno li muove. E, anche se adesso &egrave; raro che lui canti qualcosa, i suoi occhi continuano a farlo; ed &egrave; un piacere starsene l&igrave; davanti ad ascoltarli. Ohi, Mar&igrave;&#8230;</p>
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		<title>Giri di valzer nella mia testa</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Aug 2007 15:30:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nemo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pace del Mela]]></category>

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		<description><![CDATA[Ebbrezze di un attimo, prima di perdere l&#8217;equilibrio e cadere inesorabilmente nel vuoto. Fa sempre piacere leggere il messaggio di una persona che si interessa a te, che vuole sapere come va. E&#8217; un po&#8217; come se venisse a farti visita ma, vista la distanza, cerca di esserti vicina in altri modi. Ho risposto a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="imageStyle" alt="PICT2828" src="http://homepage.mac.com/antonionemoamato/files//page0_blog_entry190_1.jpg" width="480" height="411"/></p>
<p>Ebbrezze di un attimo, prima di perdere l&#8217;equilibrio e cadere inesorabilmente nel vuoto. Fa sempre piacere leggere il messaggio di una persona che si interessa a te, che vuole sapere come va. E&#8217; un po&#8217; come se venisse a farti visita ma, vista la distanza, cerca di esserti vicina in altri modi. Ho risposto a <a href="http://towa-to.blogspot.com/" rel="external">Towa</a> che va tutto bene, le ho detto di invidiarla non poco, di non pensare troppo e di divertirsi. In effetti va tutto bene, questa (momentanea?) passione per la fotografia mi fa vedere tutto sotto un&#8217;altra luce, mi sento particolarmente bene mentre giro con la macchina fotografica in mano (anzi, sarebbe pi&ugrave; corretto dire &#8220;con le macchine fotografiche in mano&#8221;, visto e considerato che giro sempre con almeno due macchine). Non mi interessa particolarmente cosa fotografo, bens&igrave; cosa penso mentre sto premendo il pulsante dell&#8217;otturatore. Nell&#8217;attimo esatto in cui la fragilissima molla della Holga ruota su s&eacute; stessa per far aprire l&#8217;otturatore, ecco che nella mia testa non c&#8217;&egrave; nulla, solo giri di valzer. Li sento distintamente, riesco a vedere passi muoversi con grazia su un pavimento di marmo, percepisco l&#8217;odore dello champagne, l&#8217;aroma pungente del caviale, il pizzicore del primo sudore che impregna le giacche dei ballerini. Tutto ci&ograve; in un momento preciso, in un millesimo di secondo. Dura troppo poco per potersi perdere in questa sensazione. Diventa una droga e sei sempre l&igrave; a cercare di limitarti, dici &#8220;no, questa foto scattala con la digitale&#8221; ma poi finisci a consumare rullini su rullini, senza nemmeno rendertene conto.<br />P.S.: come avrete notato, scrivo da una citt&agrave; che non &egrave; la mia, infatti mi trovo nella residenza estiva della mia famiglia (oddio, sto parlando come un nobile!) e, quando scendo a Milazzo, posto tutto sul blog.<br />P.S. bis: ieri un incontro particolare (<strong>F.</strong>) ha scosso la mia serata&#8230; ma forse le mie sensazioni non sono poi cos&igrave; sbagliate!</p>
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