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	<title>Nemo Blog &#187; Milano</title>
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	<description>Non vi sono sommari, solo interi capitoli.</description>
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  <title>Nemo Blog</title>
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		<title>Quel mazzolin di fiori&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Oct 2007 16:05:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nemo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Milano]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sera ricevo una telefonata in gran segreto. La voce &egrave; quella di mia zia, per&ograve; settata in &ldquo;modalit&agrave; cospiratrice&rdquo;. Mi chiede se posso comprare un mazzo di fiori per mia cugina, da parte sua. Ora, io non so se mia zia &egrave; al corrente del fatto che chiedere a me di comprare un mazzo di fiori &egrave; lo stesso che chiedere ad un andino di acquistare un chilo e mezzo di cozze. Prima di uscire, stamane, mi collego ad internet e chiedo al fido google quale sia il fioraio pi&ugrave; vicino all&rsquo;unica via di Milano che conosco bene. Dopo aver pranzato con Odette, mi reco allegramente all&rsquo;indirizzo segnalatomi dal motore di ricerca. Fa un freddo boia, ma devo sbrigare questa commissione prima di tornare a casa. Trovo il negozio, entro e mi viene incontro una signora dall&rsquo;aspetto vagamente elisabettiano.</p>
<p><strong>Fioraia:</strong> Prego, mi dica&hellip;<br /><strong>Nemo:</strong> Avrei bisogno di un mazzolino di fiori da 10 euro&hellip; E&rsquo; per il compleanno di una ragazza.<br /><strong>Fioraia:</strong> <em>(con aria di rammarico)</em> Qui vendiamo fiori finti.<br /><strong>Nemo:</strong> &hellip;<br /><strong>Fioraia:</strong> <em>(sinceramente dispiaciuta)</em> Se vuole&hellip; <em>(e fa cenno a Nemo di accomodarsi)</em><br /><strong>Nemo:</strong> Immagino costino tanto, vero?<br /><strong>Fioraia:</strong> <em>(a met&agrave; tra l&rsquo;imbarazzo e il fastidio)</em> No, &egrave; che&hellip;<br /><em>(Nemo &egrave; gi&agrave; fuggito dal negozio)</em></p>
<p>Riprende la mia ricerca disperata. Mi imbatto in un negozio di fiori che non mi convince molto, ma tant&rsquo;&egrave;&hellip; Che sar&agrave; mai? Devo solo comprare un mazzo di fiori&hellip; Entro e mi accorgo del fatidico errore, ma ormai non posso pi&ugrave; tornare indietro. Mi viene incontro un tizio basso, tarchiato, con le unghie delle mani lunghe e poco curate. Penso che da un fioraio non posso mica aspettarmi uno che ha sempre la manicure fresca fresca&hellip;</p>
<p><strong>Fioraio:</strong> S&igrave;?<br /><em>(Sono gi&agrave; tentato di andarmene dopo un approccio del genere, ma resisto)</em><br /><strong>Nemo:</strong> Avrei bisogno di un mazzolino di fiori da 10 euro&hellip; E&rsquo; per il compleanno di una ragazza.<br /><strong>Fioraio:</strong> <em>(dirigendosi verso il retro del negozio)</em> Ho giusto <strong>UN</strong> girasole.<br /><strong>Nemo:</strong> <em>(con la bocca aperta)</em> <strong>UN</strong>&hellip;?<br /><strong>Fioraio:</strong> <em>(concludendo la frase precedente)</em> &hellip; girasole, esatto!<br /><strong>Nemo:</strong> Oppure?<br /><strong>Fioraio:</strong> <em>(guardandosi intorno)</em> Oppure un mazzolino di tulipani.<br /><strong>Nemo:</strong> <em>(radioso in viso)</em> Ecco, perfetto&hellip;<br /><em>(Ne prende giusto cinque da un vaso, li depone tutti gocciolanti su un foglio di plastica e comincia a &ldquo;comporre&rdquo; il mazzo&hellip; in realt&agrave;,&rdquo;comporre&rdquo; &egrave; un verbo inesatto: diciamo che li lega insieme, senzacoccarda, senza uno straccio di decoro minimalista, senza nulla. Solo tulipani e basta. Anzi, solo tulipani e un foglio di plastica)</em><br /><strong>Nemo:</strong> <em>(con il portafogli in mano e il cervello in frenetica attivit&agrave; per trovare le parole necessarie affinch&egrave; la cugina capisca il motivo della bruttezza del suo mazzo di fiori)</em> Quant&rsquo;&egrave;?<br /><strong>Fioraio:</strong> Dieci e cinquanta.<br /><em>(Esco una carta da cinquanta euro e lo vedo scuotere la testa)</em><br /><strong>Fioraio:</strong> Cambiali al bar qui accanto.</p>
<p>Esco e anche lui non mi vedr&agrave; pi&ugrave;. Penso di essere stato fortunato, tutto sommato. Le mie cinquanta euro mi hanno risparmiato una figuraccia con mia cugina. Comincio a correre a perdifiato lungo la via principale per mettere quanti pi&ugrave; metri possibili tra me ed il fioraio incompetente. Mi immagino quel misero mazzolino ancora sul tavolo e lui che mi maledice. Per&ograve; l&rsquo;euforia svanisce quasi subito. Praticamente sono ancora al punto di partenza. Mi fermo in un bar, prendo un caff&egrave; e chiedo alla barista se l&igrave; vicino c&rsquo;&egrave; un fioraio. Anzi, credo proprio di averle chiesto se ci fosse una fioraia <strong>DONNA</strong>. Lei mi risponde di s&igrave; e nella mia testa sento una di quelle colonne sonore che mettono nei film quando al protagonista va improvvisamente tutto bene&hellip; Mi fiondo a folle velocit&agrave; verso il negozio indicatomi dalla gentilissima barista. Ne esco pochi minuti dopo con un mazzo di fiori che, per dieci euro, ha finalmente una parvenza di mazzo di fiori&hellip;</p>
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		<title>Un caff&#xe8; amaro&#x2c; please&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Oct 2007 08:47:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nemo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Milano]]></category>

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		<description><![CDATA[© ilpresbite “Sei cambiato molto in questi ultimi anni.” Mi accoglie così mia cugina, dopo una serata passata a parlare di blog, di internet, trascorsa a leggere insieme il mio blog e quello degli altri “degni di nota”. E lì per lì non ci faccio caso, non bado a quel giudizio o, meglio ancora, a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nemoblog.org/wp-content/uploads/2007/11/215.png" rel="lightbox[groupname]"><img src="http://www.nemoblog.org/wp-content/uploads/2007/11/215.png" height="238" width="450" /></a><br />
© <a href="http://www.flickr.com/photos/7761395@N07/" rel="external">ilpresbite</a></p>
<p><em>“Sei cambiato molto in questi ultimi anni.”</em><br />
Mi accoglie così mia cugina, dopo una serata passata a parlare di blog, di internet, trascorsa a leggere insieme il mio blog e quello degli altri “degni di nota”. E lì per lì non ci faccio caso, non bado a quel giudizio o, meglio ancora, a quella constatazione. Poi capita che stamattina ci svegliamo e, mentre lei si prepara per uscire, io disteso nel lettone enorme comincio a pensarci sù. E mi dico che, in fondo, è vero. Sono diventato un cinico bastardo, non credo più a molte cose nelle quali credevo fino a pochi anni, se non mesi, fa. E quando io le ho detto che sì, insomma, a parte qualche amico vero giù a Milazzo e in qualche altra parte d’Italia, alla fine sono sostanzialmente solo. lei mi ha guardato e ha capito cosa volessi dire. E voglio dire, giuro che da mia cugina mica me l;aspettavo una cosa così. Ma, si sà, c’era qualcuno una volta che diceva che la vita a volte fa dei giri assurdi e poi ti coglie alle spalle. Così, all’improvviso. Come un pugno tra le scapole, una botta di vento a tradimento dopo un angolo apparentemente tranquillo. E tu sei lì, intriso della tua solita normalità, non senti arrivare nulla ma il colpo, nitido, preciso, ti piomba addosso. Con la certezza di una pena.</p>
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