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	<title>Nemo Blog &#187; Chamonix</title>
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	<description>Non vi sono sommari, solo interi capitoli.</description>
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  <title>Nemo Blog</title>
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		<title>Inutile</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jan 2007 18:13:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nemo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chamonix]]></category>

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		<description><![CDATA[Ok, lo ammetto&#8230;Ho aspettato sveglio fino all&#8217;ultimo secondo. Ho atteso che le lancette del mio orologio si trovassero esattamente sul numero 12. Tutt&#8217;e tre! Allora ho cominciato a considerare quello scarto di pochi minuti che ci pu&#242; essere tra un orologio e l&#8217;altro. Passati anche quelli, ho spento il cellulare, ho tolto gli occhiali e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="imageStyle" alt="PICT0695" src="http://homepage.mac.com/antonionemoamato/files//page0_blog_entry7_1.jpg" width="480" height="380"/></p>
<p>Ok, lo ammetto&#8230;<br />Ho aspettato sveglio fino all&#8217;ultimo secondo. Ho atteso che le lancette del mio orologio si trovassero esattamente sul numero 12. Tutt&#8217;e tre! Allora ho cominciato a considerare quello scarto di pochi minuti che ci pu&ograve; essere tra un orologio e l&#8217;altro. Passati anche quelli, ho spento il cellulare, ho tolto gli occhiali e mi sono tirato le coperte fin sotto il naso. Alle 03:25 mi sono svegliato di soprassalto. Nel momento in cui ho allungato la mano per cercare nel buio il telefonino, mi sono reso conto che era inutile. Dentro di me, era come se sapessi che non sarebbe arrivato alcun messaggio. Ma, e questa &egrave; forse la contraddizione pi&ugrave; grande, ho continuato ad aspettare. Stamattina, a 3842 metri di altezza, sulle piste da sci, mentre il vento sferzava i miei capelli e congelava ci&ograve; che, mio malgrado, usciva dai miei occhi. L&#8217;ho aspettato fino ad adesso. Sono rientrato al residence, ho chiuso la porta alle mie spalle e&#8230; ho spento il cellulare. Rimarr&agrave; spento per un bel po&#8217;. E anche se sar&agrave; acceso, per me sar&agrave; come morto. Se qualcosa dovesse arrivare, non credo che comunque ne sarei felice. Almeno, non quanto lo sarei stato se fosse arrivato ieri. Il tempo passa.<br />Oggi ho gi&agrave; ventiquattro anni e un giorno. Excuse moi!<br />P.S.: ogni riferimento a fatti o persone realmente esistite, NON &egrave; puramente casuale (Carmen docet!)&#8230;</p>
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		<title>Un anno in pi&#xf9;</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jan 2007 14:33:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nemo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/yZba-7ZiO4M"></param> <embed src="http://www.youtube.com/v/yZba-7ZiO4M" type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385"></embed></object></strong></p>
<p>Anche quest&#8217;anno &egrave; arrivato il fatidico giorno in cui mi appresto a constatare che in fondo &egrave; vero che il tempo passa. I miei anni diventano cos&igrave; ventiquattro e lentamente mi avvicino al traguardo del quarto di secolo. Un volta, quando ero bambino, consideravo inutili gli anni tra i diciotto e i trenta, tra la conquista di una presunta maturit&agrave; e il tempo in cui ci si doveva formare una famiglia propria. Adesso mi rendo conto che mi sbagliavo di grosso; sono questi gli anni in cui sto crescendo, in cui mi accorgo di fare minchiate o mi congratulo con me stesso per ci&ograve; che faccio nei momenti di crisi. Li sto vivendo questi anni &#8220;inutili&#8221; e il destino oggi mi ha messo di fronte alla realt&agrave;: due occhioni azzurri. Mi guardavano e, nel silenzio, mi facevano decine di domande. Lei mi osservava e, istintivamente, io le sorridevo. Il cappuccio peloso del cappotto incorniciava un visino tondo e accalorato, ma lei non ricambiava il mio sorriso. Continuava a guardarmi e a tirare s&ugrave; con il naso. Mi sono sentito &#8220;vecchio&#8221;. Ho sentito tutto il peso dei miei ventiquattro anni. Fissavo i miei occhi scuri dentro i suoi, non sorridevo pi&ugrave; e una gran tristezza mi stava opprimendo. Lei dovette accorgersene e scoppi&ograve; in lacrime. Il padre cercava di consolarla e le chiese in francese se le andava di sedersi accanto a me. Forse pensava che la bambina fosse stanca. Ma la piccola oppose un netto rifiuto alla proposta del pap&agrave;. Io rimisi le cuffie nelle orecchie, le sorrisi un&#8217;ultima volta e mi girai verso il finestrino, prima che lei potesse diventare nuovamente triste. Qui nevica oggi. Anche dentro me nevica. I fiocchi si posano senza far rumore, cos&igrave; come i miei pensieri passano senza che io li percepisca. Credo che qualcuno mi stia pensando. Lo sento quando accade. Spero solo che lo sentano anche gli altri, quando sono io a pensarli. Auguri a me stesso. Che possano essere i migliori ventiquattro anni della mia vita!<br />P.S.: tra i miei diciotto anni (passati nel periodo pi&ugrave; bello della mia vita, finora) e i miei trent&#8217;anni (che passeranno senza che io mi sia formato una famiglia tutta mia) c&#8217;&egrave; l&#8217;Antonio di adesso. Non c&#8217;&egrave; nessuno che vuole scoprirmi? Nessuno che voglia fare un giro?</p>
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		<title>Nomade</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Jan 2007 16:14:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nemo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho appena scoperto che &#8220;nemo&#8221; in greco antico vuol dire &#8220;conduco al pascolo&#8221;; da qui, &#8220;nomade&#8221;. Piccolo sondaggio: chi di voi riscontra nel mio carattere tracce di nomadismo? Commentate, gente, commentate (non sono ammesse battute di dubbio gusto!)&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho appena scoperto che &#8220;nemo&#8221; in greco antico vuol dire &#8220;conduco al pascolo&#8221;; da qui, &#8220;nomade&#8221;. Piccolo sondaggio: chi di voi riscontra nel mio carattere tracce di nomadismo? Commentate, gente, commentate (non sono ammesse battute di dubbio gusto!)&#8230;</p>
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		<title>Capita&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Jan 2007 15:57:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nemo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Baustelle nelle orecchie, ali nei piedi, vento tra i capelli, neve sulla faccia&#8230; E&#8217; questa la vita di questi giorni! Ogni tanto qualche ricordo &#8220;scomodo&#8221;. Allora prendo velocit&#224;, inghiotto il groppo in gola, osservo la tranquillit&#224; della e mi butto gi&#249; sulla neve fresca. E&#8217; comodo cos&#236;. Lo si potesse fare sempre, nella vita! Non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="imageStyle" alt="PICT0548" src="http://homepage.mac.com/antonionemoamato/files//page0_blog_entry4_1.jpg" width="380" height="280"/><br /><strong><br /></strong>Baustelle nelle orecchie, ali nei piedi, vento tra i capelli, neve sulla faccia&#8230; E&#8217; questa la vita di questi giorni! Ogni tanto qualche ricordo &#8220;scomodo&#8221;. Allora prendo velocit&agrave;, inghiotto il groppo in gola, osservo la tranquillit&agrave; della e mi butto gi&ugrave; sulla neve fresca. E&#8217; comodo cos&igrave;. Lo si potesse fare sempre, nella vita! Non appena ci si accorge che qualcuno ci sta per fare del male, via&#8230;! Lontano, su un paio di sci&#8230; Ma non &egrave; cos&igrave;. Ci sbatti sempre con la realt&agrave;; cerchi di aggirarla, ma lei ti aspetta alla curva dopo, dove il tracciato &egrave; pi&ugrave; insidioso e sei costretto a rallentare. Ed &egrave; l&igrave; che ti trovi il cumulo di neve fresca; tenti di usarlo come rampa per un salto ma i tuoi sci si inchiodano e ci si conficcano come un coltello nel burro. La finestra davanti a me &egrave; aperta; le cime delle montagne sono inondate dagli ultimi raggi del sole che tramonta e una nebbiolina sottile aleggia tra gli alberi qui di fronte. A volte capita di pensare che, andando lontano da casa, si riesca a dimenticare qualcosa o qualcuno, oppure quantomeno si riesca a non pensarci, a tramortire un ricordo. Non ucciderlo, ma renderlo innocuo per qualche tempo. Ma poi basta poco per far ricominciare il cervello (o il cuore, dipende dai casi) a pensare. A volte mi capita con un profumo, altre volte con una canzone; ma anche con una scena che mi capita sotto gli occhi. Come sempre, divago. Non so dove voglio andare a parare con questo discorso; dunque mi sa che &egrave; meglio se lo tronco qui&#8230;</p>
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		<title>L&#039;importante &#xe8; crederci (?)</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Jan 2007 18:40:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nemo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chamonix]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho camminato per un&#8217;ora. Sotto i fiocchi di neve fresca. Assaporando una gustosa cr&#232;pes alla Nutella. Passando accanto a una chiesetta in perfetto stile gotico d&#8217;alta montagna: l&#8217;eleganza maestosa resa attraverso l&#8217;utilizzo di pietre massicce e grossolane. Lungo la strada, pensavo. Come sempre. Ritrovo la mia identit&#224; perdendomi nel mio respiro ritmato, nello scalpiccio delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="imageStyle" alt="PICT0696" src="http://homepage.mac.com/antonionemoamato/files//page0_blog_entry3_1.jpg" width="480" height="580"/></p>
<p>Ho camminato per un&#8217;ora. Sotto i fiocchi di neve fresca. Assaporando una gustosa cr&egrave;pes alla Nutella. Passando accanto a una chiesetta in perfetto stile gotico d&#8217;alta montagna: l&#8217;eleganza maestosa resa attraverso l&#8217;utilizzo di pietre massicce e grossolane. Lungo la strada, pensavo. Come sempre. Ritrovo la mia identit&agrave; perdendomi nel mio respiro ritmato, nello scalpiccio delle scarpe sulla neve fresca, nel forte odore di legna che arde. Un cane randagio mi ha fatto compagnia per un tratto di strada, finch&eacute; la mia cr&egrave;pes non &egrave; finita e cos&igrave; ho smesso anche di dividerla con lui. Sono stato lontano dalla Sicilia, per ora; tra Roma e questa vacanza in Francia, il poco tempo che ho passato sulla mia isola non mi &egrave; bastato. Non appena torner&ograve; gi&ugrave;, andr&ograve; subito in riva al mare. Prender&ograve; fiato, raccoglier&ograve; quanta pi&ugrave; aria che sa di salsedine possibile, mi tapper&ograve; la bocca e correr&ograve; via. Risalir&ograve; a Roma, mi impegner&ograve; a non piangere per niente e nessuno, e mi butter&ograve; sui libri. Giuro! Non chiedo altro adesso&#8230; Stasera qualcuno mi ha detto che l&#8217;importante &egrave; crederci nell&#8217;amore. Fatto ci&ograve;, lui arriver&agrave;. Non me ne voglia a male la persona che cos&igrave; gentilmente ha tentato di tirarmi s&ugrave;, ma spesso mi rendo conto che, quantomeno su di me, queste frasi non hanno effetto. Se ci fosse davvero una relazione tra ci&ograve; che diciamo e una diretta conseguenza pratica, ecco&#8230; su di me, comunque non funzionerebbe. Chi ci crede nell&#8217;amore? Chi lo vive giorno dopo giorno, chi lo sperimenta, chi sta male per via di un sentimento cos&igrave; fantastico ma anche cos&igrave; pericoloso. Io no di certo! Io non riesco pi&ugrave; a crederci. Ho fatto stare male molte persone a causa di questa mia mancanza di fede, e me ne dispiaccio sempre pi&ugrave;. Ma, pi&ugrave; passa il tempo, e pi&ugrave; mi rendo conto che io sono l&#8217;antitesi dell&#8217;innamorato. Sono il &#8220;lato oscuro&#8221; dell&#8217;amore, il capolinea del sentimento. Stazione di arrivo raggiunta, gente! Si scende!</p>
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		<title>Sospeso</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Jan 2007 22:45:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nemo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stavo pensando al mio essere sospeso tra passato e futuro. Mi capita con le mie passioni: l&#8217;archeologia e l&#8217;informatica; mi capita con la mia vita in generale (vivo pensando al passato e immaginando il mio futuro). Forse qualcuno potrebbe obiettare che, in fondo, cos&#236; non si vive affatto. Ma credo di non riuscire a rispondere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="imageStyle" alt="PICT0654" src="http://homepage.mac.com/antonionemoamato/files//page0_blog_entry2_1.jpg" width="380" height="280"/><br /><strong><br /></strong>Stavo pensando al mio essere sospeso tra passato e futuro. Mi capita con le mie passioni: l&#8217;archeologia e l&#8217;informatica; mi capita con la mia vita in generale (vivo pensando al passato e immaginando il mio futuro). Forse qualcuno potrebbe obiettare che, in fondo, cos&igrave; non si vive affatto. Ma credo di non riuscire a rispondere o a difendermi da un&#8217;accusa del genere.<br />Qualcuno mi ha chiesto i miei propositi per il 2007. Li avessi, saprei cosa dire!</p>
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		<title>Se mi concentro&#x2c; l&#039;India la invento&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Jan 2007 02:10:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nemo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chamonix]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa notte &#232; strana.Chi mi conosce davvero bene, sa gi&#224; cosa vuol dire se una cosa appare strana ai miei occhi. Un ultimo dell&#8217;anno un po&#8217; in sordina, senza grandi festeggiamenti e lontano da casa. &#8220;Cenone&#8221; senza alcuna pretesa; una buona pasta con il rag&#249; ai funghi; vino rosso e poi champagne e flan. Alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="imageStyle" alt="PICT0592" src="http://homepage.mac.com/antonionemoamato/files//page0_blog_entry1_1.jpg" width="480" height="380"/></p>
<p>Questa notte &egrave; strana.<br />Chi mi conosce davvero bene, sa gi&agrave; cosa vuol dire se una cosa appare strana ai miei occhi. Un ultimo dell&#8217;anno un po&#8217; in sordina, senza grandi festeggiamenti e lontano da casa. &#8220;Cenone&#8221; senza alcuna pretesa; una buona pasta con il rag&ugrave; ai funghi; vino rosso e poi champagne e flan. Alle 00:30 eravamo gi&agrave; in giro per le vie del centro di Chamonix. C&#8217;era chi festeggiava il nuovo anno ubriacandosi, chi facendo a botte, chi augurando le migliori cose a chiunque incontrasse per la strada. Gli italiani, con un certo retrogusto mondiale (fuoriluogo), cantavano l&#8217;inno nazionale e affibbiavano epiteti volgari alla madre di un noto giocatore francese. In puro Materazzi-style! Una ragazza mi si &egrave; avvicinata contentissima dicendo &#8220;Bon anne&eacute;!&#8221; e io le ho risposto forse un po&#8217; troppo blandamente. Credo mi abbia mandato &#8220;a quel pais&#8221;, o qualcosa del genere. Per fortuna, capisco poco il francese! Dopo pi&ugrave; di un&#8217;ora di fila davanti a un locale (tra l&#8217;altro, troppo pieno e con musica troppo commerciale), il buttafuori ci ha bruscamente e &#8220;strafottentemente&#8221; comunicato che non potevamo entrare. Credo che la sua decisione fosse strettamente connessa con il nostro essere intimamente e orgogliosamente italiani. Stamattina invece mi trovavo sulla &#8220;chairlift&#8221; (seggiovia) che mi avrebbe portato a circa 2500 metri di altezza. Posti per 4, ma ero l&#8217;unico l&igrave; sopra. Cuffie nelle orecchie, e il mio fido iPod (che, non so come faccia, mi spara sempre le canzoni giuste al momento giusto; tipo &#8220;Mission: Impossible&#8221; mentre scivolo di brutto su un costone di ghiaccio) fa partire una canzone di Concato. S&igrave;, lo so che non dovrei sentire certa roba, ma mi piace. Parte l&#8217;arpeggio iniziale e la seggiovia si blocca, il bianco della neve diventa ancora pi&ugrave; accecante, un venticello freddo mi costringe a ritirare la testa come fanno le tartarughe. Tutto si blocca; scorrono solo le parole e le note di questa canzone e, insieme a loro, i miei pensieri, i miei ricordi, le mie senzazioni. Tutte cose di ieri che, improvvisamente, diventano attuali. Ho pensato alla persona che mi ha fatto scoprire questa canzone. Ti ho pensata cos&igrave; intensamente, Luli, da star male. La seggiovia &egrave; ripartita, ma c&#8217;&egrave; un pezzo di te anche lass&ugrave; sulla montagna. Cos&igrave; come ci sei nella mia casa a Roma, nel lungomare della mia citt&agrave;, nella mia casa di campagna, vicino al Colosseo, nelle mie librerie preferite, nelle tazzone di t&eacute; alla vaniglia. C&#8217;&egrave; un pezzo di te l&igrave; dove c&#8217;&egrave; un pezzo di me, ma &egrave; difficile che ormai io riesca a trovare il pezzo pi&ugrave; grosso, quello pi&ugrave; vero. Quello giusto.<br />O forse un giorno cambier&agrave;. O cambier&ograve; io, e tu non sarai pi&ugrave; l&igrave; dove sar&ograve; io.</p>
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		<title>L&#039;inizio</title>
		<link>http://www.nemoblog.org/2006/12/30/linizio/</link>
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		<pubDate>Sat, 30 Dec 2006 20:45:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nemo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8230; e riprendo da adesso.Da come sono ora, da ogni singolo atomo della mia materia, da come molte parole mi hanno cambiato e da come, stranamente, i piccoli silenzi mi hanno distrutto a poco a poco. In silenzio, come la roccia viene scavata e ferita dall&#8217;acqua, cos&#236; io sono mutato. Sar&#224; stato il cambiamento epocale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="imageStyle" alt="PICT0625" src="http://homepage.mac.com/antonionemoamato/files//page0_blog_entry0_1.jpg" width="480" height="380"/><br /><strong><br /></strong>&#8230; e riprendo da adesso.<br />Da come sono ora, da ogni singolo atomo della mia materia, da come molte parole mi hanno cambiato e da come, stranamente, i piccoli silenzi mi hanno distrutto a poco a poco. In silenzio, come la roccia viene scavata e ferita dall&#8217;acqua, cos&igrave; io sono mutato. Sar&agrave; stato il cambiamento epocale di andare a vivere da solo in una grande citt&agrave;, sar&agrave; stata la sensazione di &#8220;vedermi crescere&#8221; e raggiungere traguardi che mai avrei pensato di poter superare&#8230; Forse ha sempre avuto ragione mio padre; pi&ugrave; una cosa la desideri e pi&ugrave; il mondo intero trama per non fartela avere. Ma, nel momento esatto in cui cessa il tuo interesse, ecco che quella cosa appare. E appare credendo di esser bella e desiderata, mentre tu ormai sei girato da un&#8217;altra parte. Il tempo passa e, se ieri c&#8217;era tutto il tempo perch&egrave; quel qualcosa accadesse, adesso no. La clessidra &egrave; stata voltata. Scrivo dal piccolo appartamento che ci &egrave; stato assegnato qui a Chamonix. Mio cugino Lorenzo e il suo amico Pascal stanno dormendo di brutto e dubito che si sveglieranno molto presto. Io sono da poco uscito dalla doccia e, in mancanza del mio Mac, scrivo il blog su un quaderno molto particolare. Un quaderno che acquistai mesi fa per scrivere i miei pensieri mentre mi trovavo lontano da Neli. Se stai leggendo questo post, questa frase di una poesia di Neruda &egrave; per te:</p>
<p><em>&#8220;Se a poco a poco cessi di amarmi,<br />cesser&ograve; di amarti a poco a poco.<br />Se d&#8217;improvviso mi dimentichi,<br />non cercarmi, che gi&agrave; ti avr&ograve; dimenticata&#8221;.</em></p>
<p>L&#8217;aria &egrave; fredda quass&ugrave;; sa di neve, come tutto qui intorno. Il silenzio &egrave; immenso in certi momenti, e fende l&#8217;aria, mentre i raggi del sole vengono centuplicati dal candore della neve. Avevo un sogno quando ero bambino. Ce l&#8217;ho ancora. Spero di riuscire a farlo avverare.</p>
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