Julietta mi invita a guardare oltre i grandi palazzi, sede di oficinas*.
«Dovresti vedere le Ande», mi dice «ma non puoi a causa dello smog. Questa città vive sotto una nuvola di smog.»
Santiago conta poco più di sei milioni di abitanti ed è la settima città più popolosa del Sudamerica. Fondata nel 1541 da Pedro de Valdivia, uno dei due tenenti di Pizarro, la città venne chiamata Santiago del Nuevo Extremo con riferimento esplicito alla vecchia Santiago europea.
Stiamo passeggiando lungo una delle vie centrali. Julietta è una delle mie cugine sudamericane (le chiamo cugine anche se in realtà siamo figli di cugini), ha una figlia, Martina, e una sorella, Paula. Mi ospiteranno per un paio di giorni, fino alla mia partenza per Mendoza.
La piccola Martina è intelligentissima e, prima di uscire di casa, ha provato a leggere in italiano. Mi ha mostrato un vecchio quaderno di esercizi d’italiano e mi ha battuto a domino finché non ho deciso che il gioco era durato anche troppo.
Adesso prende a calci una lattina di Sprite in attesa che il semaforo diventi verde. Passiamo dal negozio di arredamento in cui lavora Paula, io sono un po’ stanco per il viaggio in aereo ma una cena a base di pesce non la si rifiuta per principio. Le tre ragazze insistono affinché io assaggi il salmone, che mi viene servito insieme a patatine fritte e insalata. Buonissimo.
Parliamo dei nonni, della nostra famiglia e io mi sento a casa. Le guardo e sono contento di trovarmi a cena con loro, come se ci conoscessimo da sempre.
Ho una casa anche dall’altra parte del mondo, mi dico. E forse non ho tutti i torti.
* In realtà capisco solo molti minuti più tardi che Julietta si riferisce agli uffici; inizialmente credevo esistessero meccanici così facoltosi da potersi permettere un intero grattacielo anziché il solito scalcinato garage.
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Che bello tornare a leggerti. E già mi manchi, stupido hobbit del mio cuore.
Ti leggo e mi pare di camminare con te per le strade di Santiago. Have fun, e scrivi di più, che a questo viaggio voglio partecipare pure io.
Capisco cosa intendi , e’ la sensazione che provai quando conobbi i miei parenti in Lucania .
Grande Blog ! E grandi Tweets!