Dizionario dei giorni felici (dalla F alla L)

di Nemo

fúga prov. fug|u|a; fr. fugue [efuite]; cat. sp. e port. fuga: = lat. FÚGA [gr. PHYGÈ] da FÚG-ERE fuggire. L’atto di fuggire; ed anche Direzione o Parte, donde una cosa fugge o passa via; Il succedersi non interrotto di atti o di cose consimili.
« Fuga » è anche termine di musica, ed è un Genere di composizione, in cui la frase si ripiglia più volte e s’intreccia. I Tedeschi in questo senso speciale dicono Fuge, che vogliono derivi da FÚGEN aggiustare, adattare, osservando come esso sia una adattazione di parti secondo il contrappunto più complicato. Tuttavia a favore della origine italiana occorre dire, che i motivi fra loro somiglianti offrono col loro intimo avvicendarsi la sensazione di corrersi dietro in giro.
« Fuga di stanze » vale Serie o quantità di stanze, che sieno fra loro sulla medesima dirittura e con usci di comunicazione, che si succedono sulla stessa linea.
Deriv. Fugàce [rum. fugaciu, sp. e port. fugaz] onde Fugacità; Fugàre; Fóga (=fougue).

Certo, si tratta sempre di una fuga, comunque la si voglia intendere; le nostre storie non sono altro che fughe, ci si ripiglia più volte e ci si intreccia; qualcuno si affeziona alla fuga, altri prediligono una fuga di stanze, una serie di fughe, una porta dopo l’altra senza soluzione di continuità; spalancare una porta, entrare in una stanza respirandone l’aria, poi aprire un’altra porta e cambiare ancora; di casa in casa, di giardino in giardino; fuggire per costruire porte da prendere a spallate.

giudízio e giudício rum. judet; prov. judicis, juzizis, juzis; fr. jugement [=*judicamèntum]; cat. judici, juhii; sp. juicio; port. juizo: = lat. JUDÍCIUM da JÚDEX[-ICIS] giudice.
Sentenza pronunziata dal giudice; indi Il complesso delle forme per pronunziarla, ossia il Processo; e poi il Magistrato stesso che la pronunzia. In generale Sentenza su qualsiasi cosa; Parere, Opinione; Prognostico; L’atto della mente che afferma o nega una cosa; Facoltà intellettiva di vedere la convenienza per soggetto e predicato; quindi Senno, Prudenza.
Deriv. Giudiciàle-ziàle; Giudiziàrio-ciàrio; Giudizióso = fatto con saviezza, con discernimento; Che ha senno, prudenza, discernimento.

I giorni felici finiranno, i giorni felici finiscono sempre; quando una parola giunge a precedere l’aggettivo felice, prima o poi finirà; i giorni verranno giudicati, appaiati, messi in fila e fucilati; verranno fabbricati mucchi di munizioni di giudizi e ogni giudizio si infilerà nella carne di un giorno e ne spolperà l’essenza; ogni proiettile lascerà una traccia impercettibile sulla superficie del giorno ma riuscirà a farne crollare la struttura interna, i muscoli collasseranno, il sangue si propagherà e i giorni divorzieranno da un aggettivo per sposarsi con un altro: colpevole.

herpes lat. hĕrpete(m), nom. hĕrpes, gr. hérpēs, v. hérpein strisciare, perché malattia che striscia e si diffonde sulla pelle.
Una delle numerose affezioni cutanee, di origine virale, caratterizzata dalla formazione di grappoli di vescicole acquose su una base infiammatoria.
Sin. Fuoco di Sant’Antonio.

Non nominarmi, non farlo mai o diventerò pericoloso; il mio nome è grumo di affetto, il mio nome sa fare male e sa incendiare.

innaspàre [=ANNASPÀRE] Avvolgere il filo nell’ÀSPO o NÀSPO per formare la matassa; metaf. Armeggiare, Non sapere quel che uno fa; e anche Dimenare le zampe davanti, detto di cani, cavalli e simili, come fanno tali quadrupedi quando nuotano.
Deriv. Innaspatúra.

Il primo gesto è un pronunciamento, intenzione vivida di cominciare; poi tutto si aggroviglia, i gesti si accavallano, l’intenzione iniziale non corrisponde mai alle conseguenze; ti ho fatto male con la voglia di farti bene, ti ho fatto bene proprio perché so come fare male.

lòtta rum. lupta; prov. lucha, locha, loita; ant. fr. luite, mod. lutte; cat. luyta, lluyta; sp. lucha; port. luta: = lat. LÚC-TA, che il Pott molto felicemente riferisce alla stessa radice del gr. lyg-òô piego, avvinco, lyg-ízô piego, attorco ed anche lotto, lygismòs piegatura e nella ginnastica destri movimenti (della persona), coi quali si cerca di abbattere l’avversario; propriam. combattimento che si fa avvinghiando con le braccia il corpo dell’avversario (v. Legare). Il Bailly invece sulle orme del Curtius riferisce questa voce alla radice del sscr. RUG’ATI rompe|re|, convertita la R in L, come se ne hanno altri esempi nel passaggio dal sanscrito ad altre lingue (v. Lugubre e Lutto).
Sorta di esercizio nel quale due cercano per forza o per destrezza di abbattersi l’un l’altro, prendendosi corpo a corpo, quasi intrecciandosi insieme; per estens. Qualsivoglia combattimento; fig. Travaglio, Contrasto, Disputa e simili.
Deriv. Lottàre, onde Lottatóre-tríce.

Un letto è un campo di battaglia, in un letto si comincia e in un letto si finisce; in un letto sei nata tu e io non c’ero, altrimenti avrei fatto la lotta con te, ti avrei abituata fin da subito alla vita, ti avrei fatto capire che le tue ossa erano molli e indefinite e lo sarebbero state ancora per molti anni; a volte non si vuole abbattere l’avversario ma solo abbracciarlo per abbattersi insieme.

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Vedi anche:

  • Dizionario dei giorni felici (dalla A alla E);
  • Dizionario dei giorni felici (dalla M alla Q);
  • Dizionario dei giorni felici (dalla R alla V).
  • Dizionari correlati:

  • Dizionario dei giorni disperati, a cura di Malapuella;
  • Dizionario dei giorni normali, a cura di Yellow Letters;
  • Dizionario delle notti smarrite, a cura di La Sposa in Nero;
  • Dizionario delle notti distanti, a cura di ViolentaFiducia.
  • 3 Commenti a “Dizionario dei giorni felici (dalla F alla L)”

    1. [...] il Dizionario dei giorni felici di Nemo (dalla F alla L) + il Dizionario dei giorni disperati di Malapuella (dalla F alla [...]

    2. [...] indefinibile, ho scordato ogni cosa. Prima parte. Dizionario dei giorni normali, disperati e felici dalla F alla [...]

    3. [...] dei giorni normali, disperati e felici dalla F alla [...]

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