Trastevere di brutte cose

di Nemo

Il mio assaggio di ribellione l’ho avuto quando ho regalato un concerto a due persone. Erano giorni di maggio ed ero stretto in un abbraccio disinteressato e quasi infinito. È stato come aprire il cancelletto del cortile di casa mia e farti vivere per un po’ lì, tra le mie piante preferite e i miei scatoloni pieni di giochi di quando ero bambino. Offrire a voi i miei gusti e vedervi entusiaste di ciò che stava succedendo. Poco importa se i testi li conoscevamo bene davvero in pochi, io ero lì con un paio di all star ai piedi e quella musica in testa. Prima di uscire ho posato dieci anni della mia vita in un cassetto e li ho ripresi solo quando ho fatto ritorno a casa, le all star ai piedi del letto, la musica ancora in testa e le orecchie calde a contatto con il cuscino freddo.
Poi sono cresciuto; solo in una notte, o forse in un paio di notti. Ho ripreso quei dieci anni e ho aggiunto qualche mese di inquietudine. Mescolare bene e servire freddo. Mai a temperatura ambiente. Cosa vorrà mai dire “a temperatura ambiente”? Un vino sarà inevitabilmente diverso se servito a temperatura ambiente in una cascina di Spello o a temperatura ambiente in un attico di Helsinki.

3 Commenti a “Trastevere di brutte cose”

  1. laura scrive:

    nn so se ho capito tutto.
    ma il vino a temperatura ambiente… troppo giusto. soprattutto quando l’ambiente è a 40° :) quanti vini rovinati, e in senso lato…. pure.

  2. Nemo scrive:

    In questi casi è difficile riuscire a capire tutto, si tratta di pensieri vorticosi che si sommano e si intrecciano. Però, ecco, “a temperatura ambiente” è un’indicazione criptica pari solo a “quanto basta”.

  3. Sleepingcreep scrive:

    Bello. Bello davvero.

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