La casa è piena di libri.
Impilati lungo i gradini delle scale, accartocciati a mucchi sugli angoli delle pareti, distesi a prendere fiato su comodissimi scaffali di abete. Molti sono in doppia fila, alcuni libri sembrano esser stati parcheggiati lì in un pomeriggio autunnale e piovoso, altri stanno fieri nella propria compostezza fin dalla mattina di luglio nella quale sono passati dalla sabbia al legno.
Mi dice di averli riposti lì subito dopo averli finiti di leggere. Un libro alla volta. Mai più di uno alla volta. I libri sono come le donne, dice, non è mai così facile portarsene due nello stesso letto e nella stessa notte. Lo guardo aggirarsi in quella casa fatta di libri, ogni tanto si ferma, il bastone si appoggia determinato sul pavimento pulito e vedo il padrone di casa spostare lo sguardo sui titoli dei libri, accarezzarne un paio e continuare a camminare.
Li ha letti tutti una sola volta, mi confessa. I libri sono come le donne, dico io. E lui mi guarda un po’ triste e mi dice che c’è un motivo per quei libri in doppia fila. Sono le mie donne, mi sono stati regalati dalle mie donne (o li ho letti insieme alle mie donne), mormora. Quando una donna andava via (o quando cacciava una donna dalla propria vita), lui spostava i libri regalatigli da lei (o letti con lei) nella seconda fila. Per dimenticarle?, chiedo io. No, dice lui, per ricordarle.
Perché così, a distanza di anni, sa che ogni doppia fila di libri corrisponde a una storia d’amore. Può individuare ogni donna con precisione e può riviverla. Può toccarne il corpo e può sfogliarne le pagine, nello stesso momento.
Soundtrack: Variazione di un Tango, Dustin O’Halloran