Le parole costano. Più passa il tempo, più il loro valore aumenta. Un “ti amo” sussurrato nei primi mesi di una relazione ha un costo infinitamente minore del “ti amo” gridato a squarciagola nel momento in cui ci si sta perdendo. E allora ho deciso. Io voglio conservare le mie parole, perché un domani potrei averne bisogno. Potrei aver bisogno di chiamare insistentemente qualcuno che non vuole sentirmi, potrei aver bisogno di mille parole per circoscrivere un sentimento, spiegare la mia posizione, valutare ogni mio desiderio. Dunque adesso dimmi un diminutivo che posso usare con te. Sceglilo tu, scrivilo su un pezzo di carta e allungamelo tra le tazzine di caffè sporche del tuo rossetto e delle mie labbra. Dimmi un diminutivo e quello sarà il tuo nome.