Una mosca

di Nemo


Quell’oscuro oggetto del desiderio (1977), Luis Buñuel

Certo, potrebbe essere colpa degli strascichi di un inverno avaro di attenzioni ma pieno di avvenimenti. In fondo quel freddo me lo sento ancora addosso; avevo comprato un cappotto nuovo per l’occasione, facevo le smorfie davanti allo specchio mentre lo provavo. Mi serviva per andare lontano e non tornare mai più, secondo i miei sogni. Ma i sogni non coincidono mai con i progetti.
Potrebbe anche essere colpa di una primavera tutto sommato inesistente, evanescente, così tropicale nel clima e così indifferente davanti a ciò che (non) mi stava accadendo. Quel sole l’ho visto apparire la mattina e sparire il pomeriggio, surclassato da nuvole nere e gocce pesanti. Non avevo comprato nulla per l’occasione, mi aggiravo tra le bancarelle di Porta Portese con una cravatta nella mano e la macchina fotografica nella borsa.
E forse sarà colpa di quest’inizio d’estate se ancora mi capita di pensare. Non a qualcuno, non a qualcosa. A un’idea, forse. Ma le idee sono anche peggio dei sogni e dei progetti, ti portano lontano con la mente e poi ti inchiodano alla sedia quando decidi di seguirle.

Lascia un Commento