I timidi notano tutto.
«I timidi notano tutto ma sono molto bravi a non farsene accorgere.»
(Titta Di Girolamo, Le conseguenze dell’amore)
C’è stato un attimo, ieri, in cui ho avuto la nitidissima percezione dell’inverno.
Finita la lavatrice, stavo raccogliendo i panni in una bacinella per poterli sistemare successivamente nello stendino in balcone. Le cuffie piantate nelle orecchie, trascinavo un piede dietro l’altro cercando di non perdere il ritmo della canzone. Aprivo la vetrata e uscivo in balcone, i piccoli capannelli di persone che aspettavano l’autobus si giravano lentamente all’unisono verso di me; tutti mi fissavano, come se il mio stendere la biancheria fosse di dominio pubblico. In quel preciso istante, Roma si trasformava in un luogo incantevole di natale, corse per i regali, giocate a carte, pandori, panettoni, uvetta passa, il sugo della nonna nelle domeniche di gennaio, il mio compleanno, lo scrollarsi di dosso le gocce di pioggia, i maglioni caldi, le innumerevoli preghiere di non correre in autostrada, c’è troppa pioggia, tu confondi l’amore con la gioia, piccole note di pianoforte, andirivieni nella via principale, la mia città, il rumore sordo del mare dicembrino, la corsa per le scale.
E la nitidissima percezione dell’inverno.
E della tristezza che si risveglia dal letargo.
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- Published:
- giovedì, ottobre 15th, 2009 at 19:03
- Author:
- Nemo
- Category:
- Roma








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