71


© suensyan

Il 71 arriva a Piazza San Silvestro.
È una delle poche certezze acquisite in tre anni romani. Il 71 arriva a Piazza San Silvestro, raccoglie un infinito e variegato (nonché interculturale) conglomerato di passeggeri e si dirige al centro della città. Sono quei finestrini a mancarmi, i finestrini rigati di pioggia, i Travis nelle orecchie e il silenzioso tumulto che contraddistingue tutte le cose che ci portiamo dentro e che non riusciamo mai a tirare fuori. Appendevo ricordi su quel bus, li appendevo e li dimenticavo lì. Inconsciamente li lasciavo sedimentare su quei finestrini sporchi di condensa, pioggia e parole. Inutile dire che adesso non sarà facile passare il dito sul vetro e ricominciare a tracciare un nuovo anno.

4 Commenti a “71”

  1. Kika23 scrive:

    Il 71 non è mai al capolinea.
    Il 71 non passa mai e se lo fa è strapieno.
    [e scusa se ho rovinato l'atmosfera del post v.v]

  2. Nemo scrive:

    Kika, c’hai ragione anche te. Il 71 è uno dei bus più strani che esistano. Passa di rado e, quando passa, è pienissimo. (Oltre al fatto che fa due fermate a distanza di 10 metri l’una dall’altra.)

  3. signora maria scrive:

    il 71 passava davanti a un locale che per un periodo frequentavo spesso, prima che lo facessero chiudere. e ogni volta che passava, dicevo “settantuno, omm’e'mmerda.” (e in effetti in quel locale ci ho conosciuto solo settantuni…)- ho rovinato anche io l’atmosfera, però è bello sapere che ci sono autobus che in un certo senso costituiscono memoria condivisa. :)

Lascia un Commento