Riesco quasi ad immaginare la scena.
Questi bambini che si tappano le orecchie.
Quest’auletta con i muri scrostati, il crocifisso sbilenco, i banchi in formica con il piano verdemare ormai smangiucchiato, gli zainetti sparsi qua e là sul pavimento, quell’odore di pane e prosciutto tipico delle scuole elementari. Riesco ad immaginare questa maestra che fa educazione sessuale a questi bambini di quinta elementare. Percepisco anche la sua preoccupazione per quelle che – lei lo sa – saranno le domande di rito a lezione finita.
Le domande arrivano, lei para i colpi, risponde a tono, svela tutto – ma proprio tutto – a quelle anime candide che, non si sa come non si sa perché, avevano dubbi su sesso orale, masturbazione, piercing nei genitali, frustini e manette. E lo fa con la consapevolezza di contribuire a non creare altra morbosa attenzione sull’argomento; le hanno insegnato che spiegare le cose è meglio che lasciare il dubbio. Ma nessun tutor le ha spiegato che avrebbe avuto a che fare con una masnada di piccoletti già iniziati agli inquietanti (?) segreti del sesso. Iniziati da chi? O da cosa?
I genitori dei pargoli si sono immediatamente scagliati contro la maestra, asserendo che c’è modo e modo di dire le cose. Giusto. Ma sappiano gli innocenti genitori che c’è anche modo e modo di far scoprire le cose ai bambini. E dato che io generalmente posso credere al fatto che tali sconcezze i loro figli non le abbiano potute origliare dalla stanza accanto, sarebbe il caso che i suddetti genitori controllino i loro figli quando sono davanti alla Tv o su Internet, dato che tengono in maniera così morbosa alla (presunta) innocenza della loro prole.

quoto il tuo pensiero
già il fatto che han chiesto dimostra che conoscono il discorso
di tempo ne è passato tanto ma di manette alle elementari non ne parlava nessuno
il problema è che è difficile mettere a tacere un genitore
che di norma ha torto al 90%
Concordo. E’ vero… Ci sono bambini troppo svegli e spesso troppo avviati… Anche ai miei tempi c’erano compagnucci di classe che sapevano un po’ troppo per quell’età. Però penso anche che quando si prepara una lezione di questo tipo a dei bambini così piccoli se ne dovrebbe parlare prima al dirigente scolastico e organizzarla meglio, magari con la presenza di un esperto (intendo un medico ovviamente, non Rocco Siffredi) :D