L’occasione per cambiare

di Nemo


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Chiedendo a una sessantina di volontari se Dio è coinvolto o meno nelle vicende del mondo, attraverso domande come “La sua volontà guida i tuoi atti?” o “Ti aspetti una punizione da lui?”, nel cervello si attivano aree della corteccia frontale legate al pensiero astratto e alle decisioni su quale sia il comportamento migliore da adottare.
La Repubblica

La Chiesa si trova ad un bivio.
Scegliere un’evangelizzazione di tipo tradizionale (portata avanti con stuoli di missionari in terre disastrate, scuole prefabbricate e Bibbie tascabili ed idrorepellenti, adatte per esempio al clima tropicale) oppure tentare la carta dell’evangelizzazione cerebrale, l’acculturazione cristiana del futuro. Fin dove può spingersi l’ardore della conversione?
La scelta è, appunto, ardua. Da un lato vi è un tipo di evangelizzazione che sa tanto di Ottocento e che, tutto sommato, è conforme al volere divino. Dall’altro vi è un’evangelizzazione prorompente, futurista nella sua invasività, tutta tesa a penetrare nelle profondità cerebrali dei nuovi nati per infondere in loro, fin dalla nascita, il desiderio di Dio, la religiosità per eccellenza.
C’è un ma, però.
E, a pensarci bene, si tratta di un ma grande quanto una casa. Si tratterebbe di un intervento di manipolazione del feto. Si tratterebbe di intervenire in maniera drastica per risolvere IL problema per eccellenza; e cioè il fatto che il cristianesimo debba diventare religione universale. Non tanto nel senso di “parlare a tutti gli uomini in maniera uguale”, quanto nel senso di “parlare a tutti gli uomini, punto.”
Poniamo il caso che la Chiesa decida di compiere un balzo evolutivo nella sua idea di manipolazione genetica, poniamo pure il caso che non vi siano più reticenze nell’intervenire su un feto pur di instillare in quell’uomo in potenza l’anelito di Dio, senza ripensamenti, senza dubbi, senza eresie, senza l’ombra di qualsivoglia pensiero critico.
Adesso immaginate il mondo tra cinquant’anni, tra cento anni, tra un lasso di tempo ragionevole per permettere alla scienza di sviluppare feti così modificati. Una massa di lobotomizzati per i quali tutto tende verso Dio, tutto è Dio, ogni azione che compiono è fatta per compiacere Dio, privi di qualche trasgressione, privi di fumare una sigaretta, privi di fare qualsiasi cosa il loro Dio non voglia.
Certo, so già che qualcuno di voi sta pensando che in fondo gente del genere esiste anche adesso. Ma sono le avanguardie! Sarebbe come premere un bottone e avere tutta gente del genere sulla faccia della Terra, sarebbe il sogno di molti cristiani: il globo terracqueo in cui finalmente tutto è Cristo. Una Terra sulla quale non c’è più la minima ombra di Islam, Ebraismo, Buddhismo, ecc ecc… Niente confessioni strane, né quelle fastidiosissime re-interpretazioni del cristianesimo in salsa africana e/o orientale; niente più Milingo né Donna Beatrice del Congo.
Avete visto “La guerra dei cloni”?
Mi sa che non avete visto nulla.

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