“Non so… mi sembra fosse una mia ex compagna di classe.”
Cioè, no, spiegami bene. Tu arrivi davanti la caserma dei Carabinieri di Guidonia, aspetti che i militari portino fuori i rumeni arrestati per lo stupro avvenuto qualche giorno prima, inveisci contro gli stupratori, urli ai Carabinieri di lasciarli a voi, alla folla, per divertirvi un po’, per insegnare a questi extra-comunitari (hai voglia a dirvi che la Romania è in Europa da un bel pezzo!) la giustizia italiana… e ti SEMBRA di ricordare che la ragazza stuprata è una tua ex compagna di classe?!
Io vorrei capirli davvero certi meccanismi. Pur provando sdegno ed orrore di fronte ad una violenza così sconvolgente quale può essere uno stupro, non credo me ne possa importare più di tanto di pestare gli autori di questa violenza. Esigo giustizia, è ovvio, per evitare che cose del genere accadano di nuovo (non prendiamoci in giro, pur con tutta la giustizia del mondo ci sarà sempre uno squilibrato che commetterà atti del genere). Fossi la ragazza, certamente avrei più di un motivo per provare odio nei confronti di questi criminali. Fossi il padre, la madre, un parente…
Ed anche ammesso che il tuo paventato linciaggio sia la tua risposta ad un malessere diffuso, la tua risposta davanti alla paura che possa succedere alla tua ragazza; anche ammesso tutto ciò, mi potresti di grazia spiegare come ti sentiresti dopo aver pestato a calci e pugni l’autore di una violenza che ti riguarda solo marginalmente? Mi potresti dire, tu che sei contro la violenza sulle donne (il che, da uno che non aspetta altro che pestare un uomo, non è che sia molto coerente), quale necessità ti spinge invece a sperare che stuprino un’altra donna?
This is cattiveria, mio caro ragazzo.
E non ha MAI portato a nulla di buono.







































