“Non c’è un essere umano più infelice di quello
in cui nulla è abituale tranne l’indecisione.”
(William James)
Sarebbe stato più semplice se oggi non avesse piovuto affatto. Forse mi sarei svegliato in maniera diversa, avrei condotto diversamente la mia giornata e sarei andato a dormire con un diverso stato d’animo. Ma oggi ha piovuto. Purtroppo o per fortuna, lo lascio decidere alle pozzanghere in giro per Roma.
Sono tutte diverse, le pozzanghere. Ci sono quelle nelle quali puoi tranquillamente specchiarti e quelle in cui si conserva un pezzo di cielo. Ci sono pozzanghere scure come la notte e altre frastagliate come chiome di un albero. Ci sono pozzanghere che si scompigliano, che si alzano in volo, che vorticando incontrano i tuoi jeans già provati dalla pioggia incessante.
E poi c’è quella pozzanghera. Lì, in mezzo allo stradone. Probabilmente in quel punto l’asfalto non è stato passato tanto bene, forse c’è un tombino o gli ultimi lavori hanno semplicemente lasciato una cicatrice più profonda sulla strada. Le macchine scansano quella pozzanghera, e le capisco anche. Ma c’è una cosa che mi colpisce particolarmente: sull’acqua increspata dal vento, galleggia una piccola barchetta di carta. Color carta da zucchero.
Affronta tempeste di vento e piccole onde di commozione. Viene spontaneo chiedersi se il senso della nostra vita stia tutto racchiuso in questo piccolo miracolo.
Soundtrack
Closer – Travis
