Piove.
Poco fa ho spalancato la finestra e son rimasto sulla soglia. Guardavo la pioggia cadere. Sarebbe stato fin troppo facile piangere e non sentirsi soli, in quel momento. Ma l’ho aspettata comunque, questa pioggia. L’ho aspettata perché ho deciso di riappropriarmi delle mie cose, delle mie sensazioni, dei miei stati d’animo. Bloccarli o limitarli non è servito a nulla.
Cadeva la pioggia e io la sentivo gocciolare dal balcone di sopra, la vedevo trasformarsi sotto i miei occhi, la toccavo e provavo piccoli brividi. Forse è giunto il momento di riscoprire vecchie sensazioni, farsi trascinare senza pensarci più di tanto. Tornare ad essere me stesso.

Come dicevo, parole sacrosante. Solo che quando tornerai a te stesso, in fondo ti renderai conto che non è più te stesso. O meglio. Che è un te stesso diverso. Non peggiore, solo diverso.
Giulia
Mmm… Ecco, dovrei pentirmi di innescare queste discussioni ingarbugliate! :D
In effetti non hai tutti i torti. Ma farò di tutto per tornare al me stesso originario, senza perdermi in fronzoli. E’ a quello che miro, semplicemente per il fatto che non posso deludere le persone che mi vogliono bene per quello che sono sempre stato. :D