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Io ‘sta storia di Obama e Berlusconi gemelli proprio non la capisco. Anzi, per essere precisi e rigorosi, non la digerisco proprio. Tra tutti i salti sul carro del vincitore, questo mi sembra il più spericolato e acrobatico in assoluto. Non mi riferisco alle dichiarazioni di Frattini (che, seppur con la spocchia che lo contraddistingue, mi sembra uno dei pochi ministri validi di questo governo), ma ai numerosissimi (e non chiedetemi di elencarveli, ché proprio certi nomi non riesco neanche a leggerli, figurarsi se li scrivo) volta-faccia di esponenti della maggioranza di fronte ai primi risultati provenienti dagli Stati Uniti. Ora, sia beninteso, certe dichiarazioni sono anche comprensibili. Soprattutto alla luce degli infallibili sondaggi del nostro premier. Infatti nelle ultime settimane, tanti politici di centro-destra stavano già allegramente zompando (à la Capezzone by Neri Marcorè) dalla parte del candidato democratico. Candidato democratico che, tra l’altro, si è espresso abbastanza chiaramente sulla politica economica degli ultimi otto anni dicendo che ha “portato la più seria crisi finanziaria dalla Grande Depressione. Di questo non incolpo Mc Cain, ma accuso la filosofia economica che egli sottoscrive, quella che dà a chi ha già molto, sperando poi che la prosperità si diffonda in basso verso tutti gli altri”. Certo non si tratta di una critica velata alla politica economica di Tremonti e Berlusconi, ma fa riflettere sui rapporti che potrebbero esserci tra l’America di Barack e l’Italia di Silvio.
Ora, so benissimo che le chiacchiere stanno a zero, che un conto sono le cose dette in campagna elettorale e un conto quello che poi riesci a fare; sono perfettamente cosciente del fatto che noi europei non sappiamo nulla di Obama, delle sue idee politiche, del suo programma. E questo per un motivo ben preciso. Noi non sappiamo nulla della democrazia americana, di questa democrazia tanto decantata, quanto pasticciona. Certo, colpisce un presidente di colore alla guida di una nazione che per tanti anni (con strascichi fino ai giorni nostri) è stata imbevuta dal razzismo più becero e dall’intolleranza più abietta. Colpiscono anche i suoi discorsi. Colpisce tutto. Tant’è che la sinistra italiana tira Obama per la giacchetta e si indigna quando anche i politici di destra cercano di compiacerlo.
Io non so se Obama sia di destra o di sinistra.
So che ha carisma.
So che ha 47 anni.
So che non è italiano.
E questo mi basta per essere triste.