Archivio di October 2008

La solitudine della marionetta

Thursday 30 October 2008


da Repubblica.it

Gli ostacoli dell’olio cuore

Tuesday 28 October 2008

“Cosa succede quando, dopo aver gonfiato una busta di plastica, la fai scoppiare comprimendola tra le mani? Nel 90% dei casi la busta si spaccherà al centro, provocando la fuoriuscita dell’aria.”
Io lo guardavo di sottecchi. Quell’uomo stava paragonando il mio menisco a una busta di plastica, senz’alcun rispetto per la busta di plastica, tra l’altro. Già… Perché il mio menisco si è comportato esattamente come una busta di plastica, pur non essendo così delicato e leggero.
“Ma si può sapere come hai fatto questo danno?”
Infieriva, anche. E io non me la sentivo di raccontargli com’era andata. Non avevo cuore per narrare la mia disavventura, perché avevo (e ho) ancora nella testa il suono metallico che il mio ginocchio ha provocato nell’impatto con quella sbarra di metallo.
“Beh?”
Dopo qualche insistenza, ho ceduto. E ho raccontato tutto.
La corsa verso casa per sfuggire al nubifragio.
L’apparizione di quella staccionata di ferro tra la pioggia battente.
La decisione improvvisa di saltare alla olio cuore.
A un metro dall’ostacolo.
Ok, sono un pirla.

La spada di Damocle

Friday 24 October 2008

Parliamo di fatti.
La legge 133 del 6 agosto 2008 riporta i due articoli oggetto della protesta studentesca.
Per facilità di lettura, copio ed incollo gli articoli così come compaiono nel testo della legge.

Art. 16.
Facoltà di trasformazione in fondazioni delle università
1. In attuazione dell’articolo 33 della Costituzione, nel rispetto delle leggi vigenti e dell’autonomia didattica, scientifica, organizzativa e finanziaria, le Università pubbliche possono deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato. La delibera di trasformazione e’ adottata dal Senato accademico a maggioranza assoluta ed e’ approvata con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. La trasformazione opera a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di adozione della delibera.

Art. 66.
Turn over
13. [...] In relazione a quanto previsto dal presente comma, l’autorizzazione legislativa di cui all’articolo 5, comma 1, lettera a) della legge 24 dicembre 1993, n. 537, concernente il fondo per il finanziamento ordinario delle università, e’ ridotta di 63,5 milioni di euro per l’anno 2009, di 190 milioni di euro per l’anno 2010, di 316 milioni di euro per l’anno 2011, di 417 milioni di euro per l’anno 2012 e di 455 milioni di euro a decorrere dall’anno 2013.

Bene. Adesso siate gentili, rileggete i due articoli.

Art. 66.
Turn over
13. [...] In relazione a quanto previsto dal presente comma, l’autorizzazione legislativa di cui all’articolo 5, comma 1, lettera a) della legge 24 dicembre 1993, n. 537, concernente il fondo per il finanziamento ordinario delle università, e’ ridotta di 63,5 milioni di euro per l’anno 2009, di 190 milioni di euro per l’anno 2010, di 316 milioni di euro per l’anno 2011, di 417 milioni di euro per l’anno 2012 e di 455 milioni di euro a decorrere dall’anno 2013.

Art. 16.
Facoltà di trasformazione in fondazioni delle università
1. In attuazione dell’articolo 33 della Costituzione, nel rispetto delle leggi vigenti e dell’autonomia didattica, scientifica, organizzativa e finanziaria, le Università pubbliche possono deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato. La delibera di trasformazione e’ adottata dal Senato accademico a maggioranza assoluta ed e’ approvata con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. La trasformazione opera a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di adozione della delibera.

Notate differenze?
No, infatti. Non c’è alcuna differenza, tranne la diversa disposizione degli articoli.
Nell’articolo 66, comma 13, si predispone la riduzione del fondo per il finanziamento ordinario delle università, riduzione che viene spalmata in cinque anni a partire dal 2009. Calcolatrice alla mano, il taglio al finanziamento delle università ammonta a 1441,5 milioni di euro.

Concretamente cosa accadrà?
Le Università si vedranno private di un’ingente somma di denaro pubblico e, per poter sopravvivere, dovranno rivalersi sugli studenti tramite l’innalzamento della quota delle tasse universitarie. Ma la legge stabilisce che tali tasse non possono superare il 20% del totale dei finanziamenti ordinari. Per cui si entrerebbe in un circolo vizioso, in base al quale le Università potrebbero alzare le tasse degli studenti, ma non più di tanto, dato che il finanziamento ordinario viene ridotto.
Come si esce da questa empasse?
Ta dà. Articolo 16, comma 1. Non a caso vi ho gentilmente chiesto di invertire la lettura dei due articoli.
Se l’Università è con l’acqua alla gola, può tranquillamente decidere di trasformarsi in fondazione di diritto privato. In soldoni, le Università potranno raccogliere soldi da chiunque. Sono ben evidenti, a questo punto, i limiti di un intervento legislativo di questa portata. O meglio, più che di limiti si dovrebbe parlare di “conseguenze”. Quale privato oggi può permettersi di contribuire economicamente in maniera sostanziale al fondo di un’Università? La risposta è semplice: chi ha i soldi per farlo. Facciamo l’esempio più lampante (perchè si tratta anche di una delle preoccupazioni maggiori): un’Università a caso decide di trasformarsi in fondazione di diritto privato, pertanto una ditta farmaceutica a caso decide di finanziare quella specifica Università. Si dia il caso che in quell’Università alcuni ricercatori farmaceutici stiano facendo ricerche per produrre un farmaco concorrente di un prodotto della suddetta ditta farmaceutica.
Crediamo davvero che, a questo punto, la ricerca sia veramente libera e scevra da condizionamenti?

Retromarcia

Thursday 23 October 2008

Ehm… Scusatemi.
Ritiro il post di ieri.
Non serve più.

P.S.: ma si può, dico io?! Si può?
C’è anche il video.
Il caro Silvio alza sempre di più l’asticella dell’indecenza.

Perplessità

Wednesday 22 October 2008

“Avete 4-5 anni per fare il callo su queste cose.
Io non retrocederò di un millimetro.”

Silvio Berlusconi, 22 ottobre 2008.

Invece del dialogo, la polizia.
Questo sì che è un grande statista…

She’s got a ticket to ride… maybe!

Saturday 18 October 2008


© ladyorlando

Il rafforzamento di un sentimento passa anche attraverso le piccole cose. Piccolissime, a volte. Viene filtrato da stati d’animo alterni, piccole sventure, piaceri così infinitesimi da sembrare quasi inutili. E, a volte, passa anche attraverso la purificazione di un peccato. Perché credo non esista niente di più bello al mondo di sentirsi dire queste parole dalla persona che ami: “Non so come tu sia riuscito a tranquillizzarmi”. Al di là dell’inevitabile presa di coscienza dell’ascendente che esercitiamo nei confronti dell’altro, vi è anche un intimo piacere, un’irresistibile voglia di abbracciare e continuare a tranquillizzare. Perché, in un modo o nell’altro, capisci solo in quel momento che è una cosa che sai fare, e che ti riesce piuttosto bene. E vedi accendersi qualcosa negli occhi della persona che hai di fronte. Lei sa che tu sai. Lei conosce quasi tutto di te; con i mesi ha imparato a saperti prendere nel modo giusto, a dispensare gioie e dolori con il calcolo materno di chi conosce il proprio potere. E nulla sembra fermare tutto ciò.
Neanche un controllore che ci trova sprovvisti di biglietto.
E quando poggiamo i piedi fuori da quel maledetto autobus, noi due cominciamo a correre a perdifiato, e la telecamera si innalza e si allontana, inquadra tutto dall’alto. Mentre noi siamo già così lontani che il nostro amore diventa imprendibile.

La nostra era

Friday 10 October 2008


© emmedibi

Kali indica la parte peggiore di una cosa e anche contesa, lite, dissidio, guerra, battaglia. Nel gioco dei dadi kali è il colpo perdente.
Quando la società raggiunge uno stadio in cui la proprietà determina il rango, la ricchezza diviene l’unica fonte di virtù, la passione il solo legame che unisce marito e moglie, la falsità la fonte del successo nella vita, il sesso l’unico mezzo di ottenere godimento, e quando i paramenti esteriori vengono confusi con la religione interiore… allora siamo nel Kali Yuga, il mondo d’oggi.
(da Miti e simboli dell’India, Heinrich Zimmer)

Cose poco ovvie

Friday 10 October 2008


© kirklau

Chi ha deciso che meno per meno debba fare necessariamente più?
No, ecco, io vorrei saperlo. Che poi, si sa, io e la matematica siamo distanti anni luce. Una notte mi capitò di trovare sul treno, come vicino di sedile, un allegro e gioviale studente di fisica. Pochi giorni prima, il Papa aveva rifiutato l’invito a tenere la lectio magistralis alla Sapienza, dopo tante polemiche. Fu l’occasione per un ripasso forsennato sulla teoria evoluzionistica, su Giordano Bruno, Galileo Galilei, Tommaso Bruno Campanella, sul perché il nostro mondo non è fatto altro che da numeri, sulla probabilità concreta che il nostro treno avrebbe potuto deragliare se solo fosse avvenuto un minimo cambiamento dall’altra parte del mondo, sul perché un corpo solido attaccato ad un corpo più grande da un’esile struttura di ossa e cartilagine si sarebbe potuto staccare se soggetto ad un repentino colpo di frusta (anch’esso soggetto ad una causa meglio precisata come colpo di sonno).
Per carità, io seguivo. E annuivo. E cercavo di arginare quella valanga di informazioni nei modi più disparati (e disperati, aggiungerei): a volte tentavo di sviare il discorso ma - chissà come ci riusciva - lui mi riportava di nuovo sul binario giusto. Ho scoperto che i fisici (ma anche i matematici) sono preparatissimi in filosofia, letteratura e storia; spaziano con facilità su argomenti tutto sommato poco utili per i loro studi così come, poniamo il caso, un contadino potrebbe saperne più di me sulla new economy (e questa cosa non è poi così lontana dal vero). Lo ammetto; quella notte fu particolarmente piacevole perché si trattò della prima conversazione stimola-cervello da non so quanti mesi e perché io e lui eravamo soli contro tutti in quello scompartimento “abitato” da una studentessa di Filosofia cattolicissima e ignorante in materia (sia di filosofia, sia di cattolicesimo; memorabile il momento in cui il mio vicino di sedile le fece notare che in un passo della Bibbia viene esplicitamente vietato di portare segni esteriori della propria fede, come per esempio la collanina con la croce che lei esibiva al petto proprio in quell’istante); una studentessa di Psicologia fortemente disinteressata a ciò che le avveniva intorno (sebbene, secondo me, avrebbe sottoscritto ogni parola mia e del mio vicino di sedile ma, per una non meglio precisata stanchezza di vivere, non sembrava averne la forza); uno studente di Scienze Naturali il quale, dopo un timido tentativo di controbattere le tesi rivoluzionarie (a suo dire) del mio vicino, decise di chiudere gli occhi e la bocca; un’orca formato gigante comprata all’Ikea dalla studentessa di Filosofia.
Verso le quattro di mattina, il mio vicino di sedile mi guardò e mi disse:
“Parliamo con l’orca, và. Mi sembra quella più intelligente.”

P.S.: vi starete ancora chiedendo chi ha deciso che meno per meno debba fare più… Beh, io non lo so. Dicono sia una convenzione. Della serie “noi decidiamo le regole e voi giocate”. Buona partita, gente.

Comincia la seconda stagione

Wednesday 8 October 2008


© Fran

Signore e signori,
invidiosi di Lost, Heroes e quant’altro, anche noi ci lanceremo nella seconda stagione della trasmissione più *********** (aggettivo a scelta) del Web. RadioNation non ci ha ancora eliminato dal suo palinsesto, per cui continueremo indisturbati ad emettere le nostre onde sonore nella tranquilla (?) seconda serata del mercoledì.
L’appuntamento con la prima puntata è per oggi, mercoledì 8 ottobre, intorno alle ore 22:15 su RadioNation 1. Buona musica, tante risate e fantasmagorici (nel senso che ce ne saranno veramente pochi e saranno anche evanescenti) ospiti in questa puntata revisionata e corretta.
Come fare per ascoltarci?
Basta cliccare qui (o aprire questo file .PLS con un qualsiasi riproduttore di file multimediali) e si aprirà il luccicante playerino di RadioNation.
Per quanto riguarda la chat, è possibile entrarvi via web (nel canale #radionation1 digitando /join #radionation1) o via IRC.
Io e Occhidaorientale vi aspettiamo numerosi!

P.S.: ne approfitto anche per spammare un po’ il tumblr della trasmissione e per gridare ai quattro venti che il fantastico e luccicante logo è opera di Fran (che, se magari riaprisse il blog, sarei anche tentato di linkarla). Rendiamo grazie a lei.

Update
Et voilà, il podcast è pronto!

Ipse dixit

Friday 3 October 2008

“L’emarginazione deriva anche da comportamenti acquisiti da culture antichissime. Gli zingari girano il mondo da più di duemila anni, se vogliamo credere a Erodoto. Questi Rom, questo popolo libero è affetto da dromomania, cioè desiderio continuo di spostarsi. Non credo abbiano mai fatto del male a qualcuno, malgrado le strane dicerie; è vero che rubano – d’altra parte non possono rinunciare a quell’impulso primario presente nel DNA di ciascun essere umano: quello al saccheggio, di cui abbiamo avuto notizie in queste ultime amministrazioni – però non ho mai sentito dire che abbiano rubato tramite banca. Inoltre non ho mai visto una donna Rom battere un marciapiede. Girano senza portare armi; quindi se si dovesse dare un Nobel per la pace ad un popolo, quello Rom sarebbe il più indicato.”

Fabrizio De Andrè, 6 dicembre 1997.