Caos dolce caos

In principio era il Caos.
E, in quanto caos, io mi ci trovavo parecchio bene.
Nel mio disordine ordinato™ sapevo dove cercare le cose e sapevo che, se mi fossi trovato costretto a spostarle, le avrei messe nel luogo più improbabile e, dunque, più facilmente individuabile. Gli appunti andavano sicuramente a finire nell’armadio ma, se non li trovavo a primo colpo, sapevo di dover cercarli sotto la scrivania o nella vasca da bagno. Insomma, cercarli dappertutto tranne nel luogo a loro dedicato: la scrivania.
In principio era il Caos, dicevo.
Poi giunse l’Ordinatrice, Colei che tutto vede e tutto può, la Genitrice Implacabile; questa sorta di superdonna che si prende carico delle nefandezze domestiche del sottoscritto e, alla stregua di un caterpillar, passa e distrugge. Distrugge per ricostruire. E’ l’atavico destino di quest’essere mitologico, di questo ibrido tra una madre amorevole e la più spietata delle morigeratrici casalinghe. In altre parole, mia madre.
Nel giro di 24 ore (considerando anche buona parte delle ore notturne, nelle quali è notorio e anche abbastanza ovvio che un essere umano normale si riposi) ha:
- disfatto i letti e lavato le lenzuola (da me già regolarmente lavate);
- distrutto la mia libreria per riordinarla a suo uso (?) e consumo;
- lavato i vetri della finestra della mia stanza;
- lavato il bagno (così bene che adesso riesco a specchiarmi su qualunque superficie; da notare come siano spariti anche quei graziosi fiorellini che decoravano le piastrelle di ceramica);
- riordinato il mio armadio secondo i suoi criteri (che, ovviamente, non coincidono con i miei);
- pulito le tende (lavate appena una settimana fa, sic et simpliciter!)
- preteso di ordinare la credenza in base al criterio di yin e yang.
Ieri sera sono esploso.
Inutile dire che ha tentato di rimettere in ordine anche me.


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