Archivio di May 2008

Tutti giù per terra

Sunday 4 May 2008


© susanasopa

Clementine: Joel…
Joel: Sì, mandarina…
Clementine: Io sono brutta?
Joel: Uhm?
Clementine: Quando ero piccola, pensavo di sì. Non è possibile: l’ho detto e già piango. I grandi non capiscono quanto ci si può sentire soli da bambini, come se tu non contassi. Io avevo 8 anni e avevo dei giocattoli, delle bambole: la mia preferita era una bambola brutta che io chiamavo Clementine, e la sgridavo in continuazione: non devi essere brutta, sii bella! Che assurdità. Come se, potendo trasformare lei, potessi per magia cambiare me stessa.
Joel: Sei bella.
Clementine: Joel, non mi lasciare mai.
Joel: Sei bella… sei bella… sei bella…

(Eternal sunshine of the spotless mind, 2004)

Posso dire una cosa?

Saturday 3 May 2008

Ecco… Se c’è una cosa che mi infastidisce dei miei studi, è il fatto che noi poveri studenti di archeologia e storia dell’arte raramente studiamo su libri seri (quelli cioè provvisti di copertina, costina rigida, rilegati, ecc ecc…). E, cosa ancora più grave, non è per nulla facile studiare a letto su una serie di fotocopie sgualcite e spillate male. Ecco, l’ho detto…

P.S.: mi sono reso conto soltanto adesso di aver superato da pochissimo il 400esimo post! Ci sarebbe da festeggiare con alcool a litri, ma qui siamo personcine a modo…

La casa delle onde di luce

Saturday 3 May 2008


© antonionemoamato

Caterina aprì gli occhi.
Il sole doveva già essere alto nel cielo ma nella stanza si aggiravano ancora gli odori e i sapori di una notte d’amore. Caterina pensò che non ci fosse nulla di meglio che far entrare la luce nella stanza, scoprire il corpo di lui da un’angolazione diversa, sconvolgere gli atomi di ogni materia per poi far convergere i raggi solari su di sè… Sentirsi finalmente sicura, serenamente vestita del suo abito migliore.
Daniele si mosse piano sul letto e d’improvviso sembrò quasi che il mondo intero seguisse il suo movimento. Le pareti della stanza si inclinarono e Caterina si trovò dispersa su di lui. Annusare. Percepire. Sentire.
“Perchè non ti piaci?”
Fu solo un sussurro, una di quelle frasi impastate dal sonno, quando parli e non sei sicuro di volerlo fare perchè hai paura che il tuo alito sia cattivo, perchè di prima mattina la bocca non profuma mai. Ma ci sono domande che devono essere fatte, così come ci sono baci che devono essere dati.
Caterina lo guardò negli occhi.
“Perchè tu mi piaci di più.”
Poi si alzò, per scherzo si avvolse nelle lenzuola celesti e si avvicinò alla finestra. Dalle fessure della persiana era possibile vedere fuori; il mondo continuava anche senza loro due. Caterina afferrò la maniglia della finestra e lentamente la tirò verso sè. E così entrambi si accorsero che, dopo una notte d’amore, c’è sempre bisogno di immergersi nella folla, nella luce, nella frenesia del mondo moderno. Per poter camminare lentamente, per poter esprimere la propria felicità; perchè non c’è nulla di meglio che far entrare la luce in una stanza. Così come non c’è nulla di meglio che far entrare la gioia in una persona.

Scusa, hai un fazzolettino?! #3

Thursday 1 May 2008

Terza puntata (qui il podcast).
Ancora hit d’annata, ancora cazzeggi vari, ancora notiziuole (fresche e non). Tutto sommato, una bella diretta radiofonica condita da colpi di scena e ospiti a sorpresa. In studio, come sempre, il sottoscritto e Occhidaorientale. Il prossimo appuntamento? Modi e tempi ancora da stabilire.
Stay tuned!