In una mano


© louobedlam

Prima che il treno partisse, ho aperto il portafogli per controllare che il biglietto fosse convalidato. Forse devo aver inavvertitamente aperto una delle tasche semi-nascoste, fatto che sta che quella fototessera è caduta sul pavimento. Non la vedevo da mesi e avevo anche dimenticato di averla. Mi ha stupito la freddezza con la quale il mio cervello ha appreso la notizia. Le sinapsi hanno fatto il loro egregio lavoro, ma il cervello non ha mandato alcuna scossa al cuore. Ho preso la fotografia da terra e, senza neanche guardarla per un’ultima volta, l’ho spezzettata in tanti minutissimi frammenti, sentendomi sempre più leggero. Poi il turbinìo del vento nello scompartimento e decine di pezzetti di carta fotografica colorata hanno preso il volo; ora il mio passato si trova sparso lungo un centinaio di metri di campagna romana.
Ora c’è un presente. E non servono fototessere.
Il mio futuro si trova nella mia mano; dentro un mucchietto di biglietti ferroviari, dentro la serenità di quel che stiamo costruendo, dentro il mio proposito di vivere alla giornata. E, giuro, son cose che non ho mai fatto e mai avrei pensato di riuscire a fare con tanta naturalezza. Sò in anticipo che, se dovessi arrabbiarmi con te per qualcosa, dopo pochi minuti la voglia di sentirti prenderebbe il sopravvento su tutti gli altri sentimenti. Dov’è finito il Nemo che sbagliava tutto? Quello che non prendeva mai le misure prima. Quello che paradossalmente, pur di calcolare l’incalcolabile, finiva per perdersi tra le cifre dei sentimenti sempre troppo difficili da gestire. Dov’è finita la mia candida sicurezza che “tanto prima o poi finirà”?! Perchè adesso ferirei a morte chiunque tentasse di portarmi/ti via da te/me?!

7 Commenti a “In una mano”

  1. MDV scrive:

    Solo..Che bel post.

  2. Nemo scrive:

    MDV
    Solo… Grazie. =)

  3. paz83 scrive:

    Non parli di me vero..sigh. Delusione hihi
    Bravo Nemo, si vede che questa volta hai scelto il righello giusto nella carolibreria giusta, che queste son cose che contano e fanno la differenza. Allieta leggere queste cose di prima mattina, anzi seconda, forse anche terza, insomma il concetto è che non conta che sia prima seconda o terza, il punto è che c’è, voglio dire, la forza, la consapevolezza. Arriva prima o poi, bisogna solo cercare di mantenere bel incollato il post-it che ce lo ricorda.

  4. MeK2.K scrive:

    Bello, bel momento di riflessione sul past/present, ma il vecchio Nemo con la calcolatrice sul cuore?? forse l’hai perso giù nell’archivio dell’ufficio.. vai a vedere, hai guardato nel cappotto nero .. a volte sai.. comunque se lo trovi postacelo.. Scherzo eh!?!

  5. lepassanti scrive:

    quindi la vecchia storia del gaio marinaio era falsa! e bravo Nemo.

  6. Anna scrive:

    Bellissimo. :-)

  7. Kiaura scrive:

    Giusto per sapere, ma come hai fatto a perdere anche quel rassicurante “tanto prima o poi finirà”??? Abitudini difficili da perdere….

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