Seiv dè cilddren…
Voi, omini vestiti di rosso… voi che tenete stampata sul petto la scritta “Save the children”… voi che, all’uscita dalla metropolitana, ci placcate inesorabili, vi frapponete tra il nostro corpo e l’agognata porta scorrevole… voi che biascicate frasi incomprensibili, udibili a stento tra lo sferragliare dei vagoni… voi che, secondo il mio modesto parere, assumete forti dosi di ossido di diazoto per essere sempre così allegri e così rompicoglioni… voi che praticamente bloccate fisicamente le persone pur di procurarvi un’inconsapevole firmetta in più.
Io faccio partire una petizione, affinchè la causa di Save the children possa essere portata avanti da gente meno fastidiosa e più affabile, affinchè i banchetti vengano piazzati in zone più consone per un’informazione seria e responsabile, affinchè i bambini bisognosi sappiano di poter contare su un’organizzazione che non fa le poste in metropolitana, ma che vive tra la gente, alla luce del sole. E’ anche una questione di immagine.




5 May 2008 alle 18:30
appoggio su tutta la linea.
E anzi io mi domando, come sia possibile però che li trovino tutti loro i rompipalle, oppure in alternativa possibile che tutti i rompipalle si dedichino alla raccolta firme e/o donazioni?
5 May 2008 alle 18:39
robie06
Secondo me, li cercano appositamente rompipalle… Ed è questo che non mi va giù!
6 May 2008 alle 18:43
non ho lavorato per save the children per fortuna, ma nelle promozioni ero brava. eppure non rompevo le palle (incredibilmente, che io son bravissima a romperle : P )
9 May 2008 alle 16:04
Condivido. Penso, anche, che piazzare i rompipalle di “save the children” all’ingresso della metro, dove tutti corrono e sono perennemente in ritardo, sia un errore grossolano.
10 May 2008 alle 11:49
a belli! 1 noi non rompiamo le palle salviamo vite…visto che ogni 10 sec muore un bambino…2 l’italia è all’ultimo posto europeo come beneficenza…3 pensate che noi stiamo bene tutto il giorno in quella cazzo di metro fino alle nove? 4 mi scuso se qualcuno è un pò invadente ci dicono di non farlo! 5 per quanto riguarda le frasi sbiascicate non sentite quello che sentiamo noi…io oltre a salvere li regazzini devo sorbirmi tutte li scleri della popolazione romana…e se poi il vostro problema è dire no a un ragazzo di 24 anni state messi male! cmq anche io vorrei stare tutto il giorno a trastevere a raccogliere fondi per i bambini…ma purtroppo la questura romana non ce lo permette…dopo tutto questo quando passerete sotto la metro basterebbe anche solo un ciao a un ragazzo che studia e lavora per una fondazione che aiuta i bambini..visto che ne vedo tanti che dalla mattina alla sera non fanno assolutamente niente…! ciao a tutti !
10 May 2008 alle 19:37
ciao, scusa, mi spiace che ti sei offeso. è ovvio che post e commenti non erano contro chi fa il lavoro, anche perchè qua studiamo e lavoriamo tutti e più o meno la media d’età è quella. te ci hai tutte le ragioni del mondo, e te lo dico perchè pure io faccio sempre dei lavori che a) rompono le palle alla gente ma che b) è quella che si becca le rogne di tutti.
io sicuramente, e nemo anche credo, non ce l’avevamo con chi fa questo lavoro, piuttosto con chi decide che questo lavoro deve essere svolto in questa maniera, in una città dove la gente va sempre di corsa, piazzando persone in punti in cui non ci si può certo fermare, e saturando un “mercato” saturo come è a roma quello dei “piazzisti” (in senso buono, nel senso di persone che ti fermano per strada) da strada.
come dicevo nel mio commento precedente, ho fatto la promoter, ed odiavo proprio il fatto che dovevo andare a rompere le scatole a persone che non volevano essere infastidita, e se c’è una cosa che odio adesso è dire sempre “no, mi spiace” a chi mi chiede pochi minuti, sempre però nei minuti sbagliati.
mi spiace davvero che in italia si faccia poca beneficenza, io da parte mia la farei, ma a malapena riesco a comprare vestiti per me e libri dell’uni, con quello che guadagno, se potessi la farei e con piacere. forse, ci son troppe cose che agli italiani non vengono spiegate riguardo alla beneficenza, o vengono spiegate e comunicate male. voi di save the children, a termini ho visto quelli dell’uhncr, poi greenpeace, goletta verde… vi schiaffano in mezzo a una strada alla pari di quelli che da 10 anni chiedono “una firma contro la droga” e poi si ritrovano a pagare enciclopedie infinite… è il metodo che scoccia, da fastidio ed è sbagliato, non certo chi lo attua o chi la causa per cui vi si richiede di farlo.
amici come prima? : )
11 May 2008 alle 10:38
uno di save the children
Involontariamente, hai sollevato un problema di comunicazione in senso stretto. Mi spiego: io comincio a scrivere un post, tra evidenti difficoltà e continui ripensamenti. E non perchè (come potrebbe pensare qualcuno) io non sappia cosa scrivere bensì perchè mi preme che il mio messaggio arrivi al lettore in maniera limpida e cristallina.
Questo poi, il più delle volte (e soprattutto con i lettori più affezionati), accade. Avviene spesso il contrario, invece, con chi nel mio blog ci entra per caso, magari grazie a una chiave di ricerca. Vorrei analizzare punto per punto il tuo commento proprio perchè, indirettamente, mi hai dato lo spunto per chiarire il mio pensiero. Tutto ciò nonostante Alesstar ti abbia già risposto in maniera più che completa.
“Noi non rompiamo le palle, salviamo vite…“
Non lo mette in dubbio nessuno ma, dopo aver passato un po’ di tempo sui banchetti di Emergency, ho imparato a non usare questa frase. Essenzialmente per due motivi: a) ci si pone in maniera troppo arrogante e superiore, b) la persona che si ha di fronte potrebbe irrigidirsi e non seguire più la discussione con lo stesso interesse di prima.
“L’italia è all’ultimo posto europeo come beneficenza…”
E qui mi ricollego al discorso di Alesstar… Sarà mica un problema di mezzi comunicativi?!
“Pensate che noi stiamo bene tutto il giorno in quella cazzo di metro fino alle nove?”
Nessuno ha detto questo… Ma prova a metterti nei panni di uno studente, un tirocinante, un professionista che alle sette di sera, stanco come non mai, non desidera altro che infilarsi un paio di pantofole e leggere un buon libro o rilassarsi con una doccia. Io ho solo proposto di cambiare tempi e luoghi. Il sabato mattina sarei molto più ricettivo del mercoledì sera. Tutto qui.
“Mi scuso se qualcuno è un pò invadente, ci dicono di non farlo!”
Vi dicono di non farlo, però vi infilano in quel passaggio angusto della metropolitana dove non potete far altro che essere invadenti. E’ proprio questo il punto.
“Per quanto riguarda le frasi sbiascicate, non sentite quello che sentiamo noi…”
Qui, devo essere onesto, non sono riuscito a seguirti. Il mio “frasi biascicate udibili a stento” è sempre riferito al fatto che la metropolitana non mi sembra il luogo più adatto per comunicare qualcosa. Se poi intendevi dire che noi non “proviamo” quello che provate voi, allora è un altro discorso. E, conseguentemente, non mi va di seguirti perchè torniamo al punto 1.
Detto ciò, ripeto la domanda di Alesstar: amici come prima? ;)
11 May 2008 alle 21:56
ovviamente io non sono nemico di nessuno…!anzi tutti sono miei amici! quello che io volevo puntualizzare è il fatto che ragazzi che sono entrati nella nostra associazione hanno uno scopo che è nobilissimo…il nome di quest’ultima ne è la prova…la maglietta che noi indossiamo la indossano coloro che in tutti i paesi dove save the children opera salva bambini per quello io mi sento accomunato in questo intento e non è arroganza…capisco che dire di no a un ragazzo che ti chiede di aiutare i bambini può essere difficile ma capisco benissimo anche quelli che non lo possono fare…per quello che chi mi dice di no non è un mio nemico ma è una persona che prima o poi spero aiuterà … cmq amici!
11 May 2008 alle 23:22
io sono un altro ragazzo che lavora (forse ancora x poco) x save the children. non diciamo balle che siamo tutti invadenti, cioe, cerchiamo di non fare di tutta l’erba un fascio.
so di miei colleghi che ti si appiccicano come piattole, e quelli li detesto anche io, pu conoscendoli e condividendo parte della mia vita con loro.
dall’altro lato, pero, ci sono sempre persone che, perfino in metro, con i loro modi stravaganti e a tratti bizzarri di fermare le persone (io, personalmente, ballo con qualche mia collega, canto o mi siedo sui secchi dell’immondizia della fermata di lepanto) riescono a regalare un sorriso anche a chi va di fretta e che non ha la minima idea di cosa possa essere “seiv de cilddren”, e questo è gia tanto x una popolazione di impiegati sfigati (stavolta sono io a fare di tutta l’erba un fascio!) che dimentica anche come un semplice sorriso ti puo risollevare una giornata di merda!
io, e tanti altri miei colleghi, non mi sento un rompipalle, non faccio la barricata x fermare le persone ma, cmq, faccio il mio lavoro, e cerco di farlo nel migliore dei modi! e poi non raccontiamo balle… se la gente ha fretta, VERAMENTE fretta, allora non ha neanche il tempo di vederti… ma vi posso assicurare che il “vado di fretta” che ci sentiamo dire il 99%delle volte è una grande cazzata, senno non si spiegherebbe il xke le persone che, pur andando di fretta, si fermano quasi come un gesto dovuto, inizino a raccontarti vita, morte e miracoli suoi e di tutti i loro parenti fino alla 7° generazione!
e poi… siamo nelle metro da novembre… tutti si lamentano, ma noi ci siamo ancora… un motivo ci sara pure, no? xke se nelle metro, considerati posti dove non si dovrebbe fermare nessuno, non facessimo adesioni, ce ne saremmo gia belli che andati… ma se continuiamo ad esserci, allora vuol dire che è un posto che funziona e che, al di fuori di tutto cio che è stato scritto fin’ora, sta cambiando in meglio la vita di tanti bambini. e per me non è poco.
sinceramente non so quanto tempo resistero ancora a fare sto lavoro (vi assicuro, stare dalle 6 alle 12 ore al giorno a sclerare con le persone e respirare monossido di carbonio x un’intera giornata non è affatto semplice o gradevole), ma fin quando lo faro, lo faro bene come fatto finora…
se cosi non fosse, mi sapreste dire il xke le persone con cui parlo si ricordano di me e, a volte, mi invitano a prendere anche un caffe?
ai posteri l’ardua sentenza (?)
11 May 2008 alle 23:46
…cari ragazzi mi accodo a miei cari colleghi…dicendo semplicemente che il nostro è un lavoro forse non compreso appieno da tutti ma sicuramente degno di essere rispettato come gli altri, motivo per cui potreste anche limitarvi ad un semplice “No grazie” quando ci vedete in metro e amen….nessuno vi chiede con una pistola alla tempia di fermarvi per forza!…I bambini sono il nostro futuro…e noi, in piccola parte, facciamo in modo che abbiano qualche possibilità in più per viverlo al meglio…o per averlo il futuro…Quindi smettiamola di fare il popolo degli isterici e sorridiamo di più…
12 May 2008 alle 17:42
Per carità , salvatemi dal buonismo imperante dei ragazzi di stc, mi sta venendo il diabete! Leggendo i commenti sembra siano tutti crocerossini con la missione di salvare il mondo…
Sarebbe più onesto dire che i dialogatori di stc vengono pagati profumatamente per stare sotto la metro (a respirare monossido di carbonio, sopportare le fisime dei passanti, bla bla..), e che se lo fanno anche per molto tempo la motivazione non è del tutto disinteressata e umanitaria…gli obiettivi giornalieri e settimanali dei dialogatori sono espressi in adesioni raccolte=euri sullo stipendio, e non credo che qualcuno si preoccupi di sapere dall’associazione a che punto della realizzazione dei progetti (costruzione di pozzi, scuole, ecc..) si è arrivati con il proprio contributo lavorativo.
Inoltre anche se nessuno dice loro di essere aggressivi o fastidiosi nell’approccio (anzi), probabilmente il fatto di lavorare a provvigione scatena in alcuni un’ansia da prestazione che si ripercuote sull’approccio con i passanti.
Ciò non toglie tuttavia che stc sia una delle associazioni che ha il sistema di raccolta fondi più efficiente…del resto, anche se non vi piacciono i metodi, ammettete che funzionano e quando li incontrate sotto la metro, nessuno vi obbliga a fermarvi o a starli a sentire! ;)
12 May 2008 alle 23:48
E se andaste nelle periferie? Li la gente non va mai di fretta!!!!
12 May 2008 alle 23:48
E non c’è neanche la metro!!!
12 May 2008 alle 23:49
Vi mettete all’uscita del trenino della casilina!!! Li vi ascoltano per forza!!!
13 May 2008 alle 00:08
Sei solo un cretino NERO, si vede che non hai mai lavorato per una ONG!!!!
E’ la gente come te che rovina la società . VERGOGNATI!
Fatti un giro in brasile, e vediamo se hai il coraggio di scrivere lo stesso queste minchiate. VERGOGNA!
Sei il classico figlio di papà , con la macchina sempre pulita!!! E pensa che ci sono bambini che una macchina non la vedranno mai! E non hanno neanche una casa! Fatti un esame di coscienza e VERGOGNATI!
13 May 2008 alle 22:27
O_o
cioè, calmi un po’.
cmq, ragazzi di save the children, come ha confermato nemo… e come dicevo anche io, non ce la si ha su con voi. ma con chi gestisce il marketing. e io quelli li conosco bene, davvero. si inventano cose che poi tradurle in pratica risultano sceme o assurde e del tutto non funzionali. e poi, adesso non so chi l’ha scritto, ma io non penso che vengano proprio pagati profumatamente, eh. mica per dire, ma per fare un lavoroqualsiasi non ti danno molto, figuriamoci una ong che cerca adesioni e contributi se può farlo…
13 May 2008 alle 22:53
alt un po!!! caro nero, guarda che in periferia ci siamo anche andati…
personalmente (sono uno di quelli che lavora da piu tempo x stc) sono andato a fare porta a porta x save the childrn ad: acilia (quartieri popolari inclusi), ostia, ponti del laurentino 38, ponte mammolo, balduina, boccea… insomma, farei prima a dire le zone che non ho fatto…
prima di parlare, sappi cio che è… e se non lo sai, faresti meglio a chiedere…
se non siamo nelle stazioni che tu accenni, non ti balza in mente l’idea che l’autorizzazione ad operare nelle stazioni metro non sia valida anche x le stazioni concesse o per le stazioni appartenenti alle ferrovie dello stato???
su, dai, era semplice come conclusione… o no?
18 May 2008 alle 23:23
…in risposta al messaggio di diabete spiego che i dialogatori di Stc non sono pagati così profumatamente come pensi tu…uno;…chi ti dice che qualcuno di noi non sia andato a vedere i progetti realizzati…non per forza bisogna gridare ai quattro venti le esperienze personali compiute…due;..è un lavoro come un altro…che sia a provviggione o meno…questo a alle persone deve interessare ben poco …visto che nessuno di noi si permette di chiedere le buste paghe alla gente…tre; …prima di sparare a zero andatevi a leggere bene il rapporto attività di Save the Children, quello riguardante i soldi destinati alla raccolta fondi…e poi ne riparliamooooo….
19 May 2008 alle 02:59
ODDIO!!!! Attenti a noi, nuovi mostri!!! “A fare le poste in metro anziché lavorare alla luce del sole”…cosa porta a pensare lo stress quotidiano degli esseri umani..proprio tu Nemo, che come ho avuto modo di capire, tra una foto e l’altra ascolti anche ciò che ascolto io, da Silvestri alla Mannoia…proprio tu ci hai resi quasi “stelle” dei programmi di Maria de Filippi, cioè essere inutili , ormai sulla bocca di tutti per la loro fastidiosa ma pur sempre costante presenza nei lidi romani…e non solo! Eh su, eddaiiii!!! Ma io son sempre andata fiera di una cosa: non della missione umana verso bambini come A Li, Baba, Maria etc…(di certo non li salverò io!!), bensì dei miei memorabili extra-mile ed extra-time (mai da nessuno pagati)volti ad ascoltare la gente nei suoi sfoghi, nelle sue sclerate esistenziali manifestate in un “ma nun me rompe li co……vattene a lavorà !”….quanti problemi abbiamo noi in queste città in movimento!!! E cmq con tanta simpatia per chiunque abbia scritto un commento su questo blog, aggiungo che non siamo tutti uguali per fortuna, non siamo tutti così antipatici e invadenti sul lavoro, non siamo quelli che male informano gli italiani che poi, poverini, non donano per carenza di fiducia e di informazioni…(sappiate che l’Italia come Nazione, come governo, ha dato un terzo di ciò che aveva programmato e promesso di dare per cancellare il debito, e sappiamo di quale debito si parla! discorsi forse nuovi per qualcuno….). Perdonateci per quest’ansia da prestazione (mi toccherà andare da Morelli??), perdonateci per tutto…
7 June 2008 alle 21:45
immagino che nessuno qui abbia mai visto coi suoi occhi un bimbo di 6 anni che pesa come una moretti giusto?
spero che alcuni di voi in futuro abbiamo la fortuna di passare tanto tempo nel terzo mondo…quello vero…dove non si puo mangiare o bere spesso e non nei villaggi vacanza dove vi portano mamma e papa…per rendervi conto di cosa vi succede intorno…cosi da tornare e iniziare a schifare tutte le cazzate di cui siete tanto innamorati, capire che siete stati presi culo e che fate parte del sistema che vi stupra tutti i giorni e forse avrete un po piu di rispetto per chi va in guerra senza armi a dare la vita per altre vite,invece che lamentarvi con la mamma se il vostro i pod è quello pacco da 4 giga
ma probabilmente vi accontenterete cosi
continuate a rompere le palle ragazzi di stc come quelli di amnesty, medici s.f. ecc.ecc.visto che e l unico modo per per tirare fuori dalle tasche di sti barboni qualche euro al mese, che tanto finirebbe sprecato sicuramente, se non basta fermateli col braccio teso e calci sulle rotule
o forse il deficiente sono io che perdo tempo qui ahahaha…ciao belli
7 August 2008 alle 15:35
Giusto ieri mi è successo di essere fermato da uno dei ragazzi di Save The Children. Non che fosse la prima volta che li incontravo ma ieri ero particolarmente stanco, particolarmente esasperato, e ho fatto l’errore di rispondergli e dargli spago.
Siamo invasi da venditori ambulanti. Sono stufo di dovermi difendere da quelli che mi telefonano a casa per vendermi un abbonamento satellitare, telefonico o una fornitura di vini per un anno. Sono stufo di dover chiedere al mio operatore telefonico di far togliere il mio numero dall’elenco per difendermi da questi cialtroni. Sono stufo di dover camminare per strada schivando le persone, sono stufo di avere la mia casella di posta (cartacea ed elettronica) invasa da mondezza “promozionale”. Sono stufo di camminare in un mondo che assomiglia sempre di più ad un enorme velina e ad un enorme gabibbo. Un immensa città dei balocchi che ci trasformerà presto tutti in ciuchini. Sono stufo, stufo, stufo.
Stufo di essere aggredito ad ogni angolo di strada da questa gente e da questi meccanismi. E non sopporto l’idea di vedere accostata la parola “beneficienza” a questi biechi metodi.
Ieri sono stato un ora a parlare con il ragazzo di STC e solo dopo aver rivelato i miei dati ho scoperto che c’era da mettere 3 firme, e solo dopo aver messo le 3 firme ho scoperto che il foglio era un adesione a rinnovo automatico con disdetta, come i più biechi contratti telefonici. Questo non mi va giù. Io cercavo di spiegare alla persona che mi stava di fronte (che sembrava gentile e ragionevole) che le donazioni le ho già fatte ad associazioni di cui mi fido (come ad esempio emergency), che nessuno di loro mi ha mai fermato per strada, e che se faccio beneficienza ho maturato da solo l’esigenza di volerlo fare, non perchè un plagiatore professionista mi induce a farla. Ma lui non capiva, travisava le mie parole, mi rendeva difficile esprimere quello che sto cercando ora di dire a voi. La buttava sui soldi, “è solo un caffè al giorno” diceva. Non sono i soldi dicevo io, posso dare anche 100 euro tutti insieme…ma lui mi interrompeva e non mi dava il tempo “emotivo” di rispondere.
Il succo del discorso è che che il fine non giustifica i mezzi. A me non importa che il metodo funzioni. Anche lo spam su e-mail è provato che funziona, ma sfido chiunque a ritenerlo giusto. Non si può fermare una persona per strada ed incalzarla per impedirgli di riflettere, incartarla con le tecniche di marketig più astute per sfilargli un rid bancario a rinnovo automatico. Non mi importa se è solo 1 euro al giorno.
Voglio poter donare anche 200 euro tutti insieme ma senza uno per strada che mi circuisca e che mi rifili a tradimento un contratto a rinnovo automatico. Voglio farlo in libertà , coscienza e autonomia.
Inoltre non accetto che i miei soldi vadano in tasca a quel tizio vestito di rosso che mi sta davanti e che mi sta pressando come un giocatore di football di 2 metri per potarsi a casa un’altro contratto e qualche euro di più in tasca. Non è così che concepisco la beneficenza. Io quel lavoro lì non lo farei, e non perchè è faticoso o stressante. Perchè lo ritengo profondamente e moralmente ingiusto. Ammiro i medici volontari che rinunciano al loro benessere per andare in afganistan, in mezzo alle bombe, con solo vitto alloggio e il necessario per vivere. Non ammiro un placcatore pagato (poco o tanto che sia) che cerca di sfilarmi una firma a tradimento.
Il fine non giustifica i mezzi perchè il percorso è importante, e il mondo non si cambia con una firma rubata ma con un vera e profonda coscienza collettiva. E soprattutto con il rispetto per gli altri. Tutti gli altri. Non solo i bambini e i poveri.
Stamattina ho dovuto bloccare tutto perchè stanotte ci ho dormito male.
Quello che mi fa più male è che ora ce l’ho con quel ragazzo persino perchè mi ha ricordato per l’ennesima volta dei dolori del mondo e della mia impotenza. Come se non fosse già sufficiente il mio pessimismo cosmico.
Tutto questo mi ha fatto venire voglia di fare una donazione per espiare questo ingiusto e maledetto senso di colpa. Sarà giusto farlo per questo? Non lo so, ma statene certi che se mi decido la farò a Emergency (o a qualcun’altro), perchè con me STC, almeno per ora, ha chiuso.
Un saluto.
8 August 2008 alle 00:04
beh, potevi semplicemente non fermarti. colui che ti ha fermato (e non sono stato io, anche xke non lavoro piu x STC)… se il tuo senso di beneficienza è cosi profondo, allora puoi anche passare oltre al giocatore di football di 2 metri e alle piu astute strategie di marketing.
se proprio ti da cosi fastidio un rid con rinnovo automatico (che permette cmq di abbassare al minimo le spese di amministrazione e gestione delle spese di una qualunque organizzazione, compresa emergency…) o se ti da fastidio il fatto che il ragazzo vestito di rosso possa guadagnare sulle adesioni che riesce a compilare, beh… non è che siamo l’unico modo x fare beneficienza.
puoi tranquillamente andare su internet, e donare quello che vuoi, a chi vuoi, come gia fai. ma non per questo devi farti un’opinione errata su un’organizzazione che, x quello che ho capito, non conosci molto a fondo.
ti consiglio solo di farti un giro su var siti internet (oltre che quello di STC ti consiglio medici senza frontiere, amnesty, action aid e la poco conosciuta terre des hommes).
ah, cmq, se sei cosi stufo di tutto quello che hai detto all’inizio del commento, prova a cambiare citta, vita e lavoro… magari andando come volontario in qualche zona disastrata del mondo…
forse cosi sarai “stufo” di altre cose…
8 August 2008 alle 11:17
Perchè non ci vai tu a fare il volontario? Perchè te ne stai bello tranquillo qui in città a guadagnare sulle offerte che fa la gente? Comodo eh? Bè mi dispiace dirtelo ma con me non attacca. Anche se non lavori più per loro vedo che la presunzione da venditore ti è rimasta.
Sembri tale e quale al tizio che mi ha fermato, che è stato tanto scorretto da mettersi sulle scale e da bloccarmi il passaggio. Vuoi sapere perchè mi sono fermato? Perchè ero talmente esasperto che invece di svicolare e “fare finta di andare di fretta” gli ho risposto male. A quel punto ho iniziato a discuterci. Ero stanco, stressato e ovviamente lui di mestiere fa il “convincitore” quindi era impossibile discuterci alla pari. Mi si è attaccato e non mi lasciava più perdere, avrei dovuto essere scortese e lasciare a metà la discussione? Stai tranquillo che la prossima volta che mi capita so cosa dire e non mi farò abbindolare un altra volta. Il momento del coglione capita a tutti, sopratutto in quei momenti di stanchezza e stress in quel posto angusto. Vero? Non è una tecnica premeditata anche quella?
Medici senza frontiere la conosco e ho fatto offerte anche a loro. Non sono nato ieri. E se mi ha preso in contropiede è proprio grazie al fatto che non mi aspettavo di trovare “facce da venditore” anche in un organizzazione di beneficienza.
Sai che mi ha detto il tuo ex collega? Che non potevo fare un offerta a qualcun’altro in un’altro modo, non potevo pensarci, dovevo decidermi subito perchè loro stavano chiudendo e poi sarebbero andati in un altra città . Sai perchè c’era così tanta fretta e perchè io non potevo pensarci con calma e farla da casa in totale indipendenza? Perchè se mi avesse dato questa libertà lui non avrebbe preso la percentuale sul contratto? Bè questo mi fa profondamente schifo.
Per quanto riguarda il cambiare città , lavoro, eccetera non ti preoccupare che prima o poi lo faccio. Quando lo farò lo farò per fare una vita più sana, lontana da tutto questo. Forse non sono in grando di andare a fare il volontario e fare una simile scelta. Ma io almeno non ho la pretesa di cambiare il mondo, e non ho bisogno di mettermi a fare il “piazzista” giustificando la mia coscienza con la scusa che sto aiutando i bambini. E se un giorno maturassi veramente l’idea concreta di volerli aiutare con le mie braccia anzichè solo con le donazioni allora sì che mi deciderei a fare il volontario. Di certo non mi metterei a fare il piazzista per le strade.
Un saluto
9 August 2008 alle 00:29
beh, giggio, non nego che tra i dialogatori “metro” di save the children non ci siano persone che pensano solo al fattore “vendita”. d’altronde, in un’agenzia di marketing è la vendita quella che conta!
pero, se una “vendita” puo far bene a qualcuno, che ben venga!
con questo non voglio assolutamente giustificare il comportamento del mio ex-collega anche xke il “Che non potevo fare un offerta a qualcun’altro in un’altro modo, non potevo pensarci, dovevo decidermi subito perchè loro stavano chiudendo e poi sarebbero andati in un altra città ” è tutta una cazzata; la pistola che ti viene puntata alla tempia è sempre una pistola giocattolo. A mio avviso, le strategie di marketing vanno bene, ma quando sono usate in modo onesto (e quindi, anche se il mio orgoglio ne risente, mi trovo costretto a darti ragione x questa parte del tuo post)!
forse cio che non ti è chiaro (forse anche xke non è stato detto esplicitamente nei post precedenti) è il fatto che i buona parte dei dialogatori di STC non sono i cosiddetti “inhouse”, cioe gli interni all’organizzazione (che non hanno facce da venditori, e di certo non sono “piazzisti” ma che, allo stesso tempo, riescono a portare ben poche adesioni all’organizzazione), bensi addetti ad agenzie di marketing diretto, al momento con clienti esclusivamente di tipo no-profit. un giorno potrebbero presentarsi a casa tua (prima delle stazioni metro facevamo esclusivamente porta a porta). Se ti dovesse capitare di sentirti dire al citofono “siamo di save the chilldren. ci aprirebbe gentilmente il portone?” e, soprattutto, se non è la stessa persona che ti ha fermato in metro ( :P ), ti consiglio di prendere un caffe con loro, e parlare anche del piu e del meno. Ti accorgerai che non tutti i dialogatori sono uguali… e se è vero che i miei ex-colleghi rappresentano save the children, forse ricambierai di nuovo opinione su un’organizzazione che tanto ha fatto nel mondo x i bambini, e tanto, ne sono certo, continuera a fare, anche grazie al lavoro dei dialogatori, piazzisti e non.
un saluto a te :)
PS: mi scuso x la sintassi da licenza materna, ma scrivo questo post dopo una giornata di lavoro parecchio stressante e solo 3 ore e mezza di sonno sul groppone… caldo maledetto… -.-’
9 August 2008 alle 01:46
Non ti preoccupare per la sintassi, va benissimo. Anche io sto crepando di sonno quindi sarò per forza di cose breve perchè mi sto addormentando sulla tastiera. Capisco ciò che vuoi dire, e non nego che ci siano anche dei dialogatori meno invadenti e meno petulanti. Che save the children sia una buona organizzazione, anche questo non lo nego. Resta il fatto che ritengo quella di usare dei venditori stipendiati per raccogliere offerte la trovo non solo una contraddizione ma un errore proprio di immagine. Tantissime persone schivano i dialogatori, perchè uno che ti ferma per strada per convincerti di qualche cosa è comunque un rompicoglioni. Se io ho un banchetto per le offerte di una ong qualsiasi e mi piazzo in un angolo con manifesti in bella vista ma non rompo a nessuno, molta gente si avvicinerà al bachetto perchè curiosa e perchè nessuno la obbliga. Cosa che naturalmente varrebbe anche per me. Ma non sopporto che qualcuno mi fermi per strada per cercare di insegnarmi la vita o farmi la morale. Sono scelte che si fanno da soli. Non so come spiegartelo, è come una specie di discorso spirituale/religioso/interiore. E’ come se qualcuno invadesse la tua privacy, la tua sfera privata. E’ proprio la cosa in se che ritengo sbagliata.
STC è l’unica associazione che fa questo eppure le altre, quelle che non lo fanno, riescono a svolgere lo stesso il loro lavoro e a ricevere offerte. Io lo ritengo più giusto.
Il fatto che statisticamente possa rendere apparentemente di più usare quella tecnica (e va comunque dimostrato) per me non conta.
Che tu possa raccogliere il 10-20 o 30% di offerte in più grazie al placcagio a mio avviso non serve a niente se quel 30% di persone hanno accettato solo superficialmente, per non peredere tempo a discutere, per togliersi di torno il tizio che li assilla.
Non serve avere più aiuti se poi quegli aiuti sono estorti a gente superficiale che comunque non continua a non avere nessun interesse per quell’argomento.
L’umanità è un entità tutta. E’ un fatto di coscienza, collettiva e individuale.
Sensibilizzare le persone è una cosa, rompere le palle e invadere l’intimità è un altra.
Comunque ho apprezzato molto il tuo ultimo messaggio.
Buonanotte.
9 August 2008 alle 10:15
Ieri ero troppo distrutto e ho dimenticato una cosa. Non so se conosci i lavori teatrali di Giorgio Gaber. Ci sono un paio di monologhi in particolare che esprimono molto bene il mio modo di vivere l’argomento di cui stiamo parlando. Gaber a volte usa dei paradossi, delle metafore…ma nella sostanza è sempre molto diretto.
I due testi sono “L’Azalea” e “Sogno in due tempi”.
Tutto quello che posso fare è linkarti i testi da uno dei siti ufficiali dei fan.
http://www.giorgiogaber.org/testi/veditesto.php?codTesto=319
http://www.giorgiogaber.org/testi/veditesto.php?codTesto=279
Ma se non li hai mai sentiti ti consiglio di prenderli in qualche negozio di musica. Ne vale davvero la pena.
Ciao Ciao
9 August 2008 alle 10:16
Scusate mi è scappata una e sul finale del nome…fa niente….sono sempre io. Ciao