Seiv dè cilddren…

Voi, omini vestiti di rosso… voi che tenete stampata sul petto la scritta “Save the children”… voi che, all’uscita dalla metropolitana, ci placcate inesorabili, vi frapponete tra il nostro corpo e l’agognata porta scorrevole… voi che biascicate frasi incomprensibili, udibili a stento tra lo sferragliare dei vagoni… voi che, secondo il mio modesto parere, assumete forti dosi di ossido di diazoto per essere sempre così allegri e così rompicoglioni… voi che praticamente bloccate fisicamente le persone pur di procurarvi un’inconsapevole firmetta in più.
Io faccio partire una petizione, affinchè la causa di Save the children possa essere portata avanti da gente meno fastidiosa e più affabile, affinchè i banchetti vengano piazzati in zone più consone per un’informazione seria e responsabile, affinchè i bambini bisognosi sappiano di poter contare su un’organizzazione che non fa le poste in metropolitana, ma che vive tra la gente, alla luce del sole. E’ anche una questione di immagine.

20 Commenti a “Seiv dè cilddren…”

  1. robie06 scrive:

    appoggio su tutta la linea.

    E anzi io mi domando, come sia possibile però che li trovino tutti loro i rompipalle, oppure in alternativa possibile che tutti i rompipalle si dedichino alla raccolta firme e/o donazioni?

  2. Nemo scrive:

    robie06
    Secondo me, li cercano appositamente rompipalle… Ed è questo che non mi va giù!

  3. alesstar scrive:

    non ho lavorato per save the children per fortuna, ma nelle promozioni ero brava. eppure non rompevo le palle (incredibilmente, che io son bravissima a romperle : P )

  4. nicogio scrive:

    Condivido. Penso, anche, che piazzare i rompipalle di “save the children” all’ingresso della metro, dove tutti corrono e sono perennemente in ritardo, sia un errore grossolano.

  5. uno di save the children scrive:

    a belli! 1 noi non rompiamo le palle salviamo vite…visto che ogni 10 sec muore un bambino…2 l’italia è all’ultimo posto europeo come beneficenza…3 pensate che noi stiamo bene tutto il giorno in quella cazzo di metro fino alle nove? 4 mi scuso se qualcuno è un pò invadente ci dicono di non farlo! 5 per quanto riguarda le frasi sbiascicate non sentite quello che sentiamo noi…io oltre a salvere li regazzini devo sorbirmi tutte li scleri della popolazione romana…e se poi il vostro problema è dire no a un ragazzo di 24 anni state messi male! cmq anche io vorrei stare tutto il giorno a trastevere a raccogliere fondi per i bambini…ma purtroppo la questura romana non ce lo permette…dopo tutto questo quando passerete sotto la metro basterebbe anche solo un ciao a un ragazzo che studia e lavora per una fondazione che aiuta i bambini..visto che ne vedo tanti che dalla mattina alla sera non fanno assolutamente niente…! ciao a tutti !

  6. alesstar, anche detta una che studia e lavora nella comunicazione scrive:

    ciao, scusa, mi spiace che ti sei offeso. è ovvio che post e commenti non erano contro chi fa il lavoro, anche perchè qua studiamo e lavoriamo tutti e più o meno la media d’età è quella. te ci hai tutte le ragioni del mondo, e te lo dico perchè pure io faccio sempre dei lavori che a) rompono le palle alla gente ma che b) è quella che si becca le rogne di tutti.
    io sicuramente, e nemo anche credo, non ce l’avevamo con chi fa questo lavoro, piuttosto con chi decide che questo lavoro deve essere svolto in questa maniera, in una città dove la gente va sempre di corsa, piazzando persone in punti in cui non ci si può certo fermare, e saturando un “mercato” saturo come è a roma quello dei “piazzisti” (in senso buono, nel senso di persone che ti fermano per strada) da strada.
    come dicevo nel mio commento precedente, ho fatto la promoter, ed odiavo proprio il fatto che dovevo andare a rompere le scatole a persone che non volevano essere infastidita, e se c’è una cosa che odio adesso è dire sempre “no, mi spiace” a chi mi chiede pochi minuti, sempre però nei minuti sbagliati.
    mi spiace davvero che in italia si faccia poca beneficenza, io da parte mia la farei, ma a malapena riesco a comprare vestiti per me e libri dell’uni, con quello che guadagno, se potessi la farei e con piacere. forse, ci son troppe cose che agli italiani non vengono spiegate riguardo alla beneficenza, o vengono spiegate e comunicate male. voi di save the children, a termini ho visto quelli dell’uhncr, poi greenpeace, goletta verde… vi schiaffano in mezzo a una strada alla pari di quelli che da 10 anni chiedono “una firma contro la droga” e poi si ritrovano a pagare enciclopedie infinite… è il metodo che scoccia, da fastidio ed è sbagliato, non certo chi lo attua o chi la causa per cui vi si richiede di farlo.
    amici come prima? : )

  7. Nemo scrive:

    uno di save the children
    Involontariamente, hai sollevato un problema di comunicazione in senso stretto. Mi spiego: io comincio a scrivere un post, tra evidenti difficoltà e continui ripensamenti. E non perchè (come potrebbe pensare qualcuno) io non sappia cosa scrivere bensì perchè mi preme che il mio messaggio arrivi al lettore in maniera limpida e cristallina.
    Questo poi, il più delle volte (e soprattutto con i lettori più affezionati), accade. Avviene spesso il contrario, invece, con chi nel mio blog ci entra per caso, magari grazie a una chiave di ricerca. Vorrei analizzare punto per punto il tuo commento proprio perchè, indirettamente, mi hai dato lo spunto per chiarire il mio pensiero. Tutto ciò nonostante Alesstar ti abbia già risposto in maniera più che completa.

    “Noi non rompiamo le palle, salviamo vite…
    Non lo mette in dubbio nessuno ma, dopo aver passato un po’ di tempo sui banchetti di Emergency, ho imparato a non usare questa frase. Essenzialmente per due motivi: a) ci si pone in maniera troppo arrogante e superiore, b) la persona che si ha di fronte potrebbe irrigidirsi e non seguire più la discussione con lo stesso interesse di prima.

    “L’italia è all’ultimo posto europeo come beneficenza…”
    E qui mi ricollego al discorso di Alesstar… Sarà mica un problema di mezzi comunicativi?!

    “Pensate che noi stiamo bene tutto il giorno in quella cazzo di metro fino alle nove?”
    Nessuno ha detto questo… Ma prova a metterti nei panni di uno studente, un tirocinante, un professionista che alle sette di sera, stanco come non mai, non desidera altro che infilarsi un paio di pantofole e leggere un buon libro o rilassarsi con una doccia. Io ho solo proposto di cambiare tempi e luoghi. Il sabato mattina sarei molto più ricettivo del mercoledì sera. Tutto qui.

    “Mi scuso se qualcuno è un pò invadente, ci dicono di non farlo!”
    Vi dicono di non farlo, però vi infilano in quel passaggio angusto della metropolitana dove non potete far altro che essere invadenti. E’ proprio questo il punto.

    “Per quanto riguarda le frasi sbiascicate, non sentite quello che sentiamo noi…”
    Qui, devo essere onesto, non sono riuscito a seguirti. Il mio “frasi biascicate udibili a stento” è sempre riferito al fatto che la metropolitana non mi sembra il luogo più adatto per comunicare qualcosa. Se poi intendevi dire che noi non “proviamo” quello che provate voi, allora è un altro discorso. E, conseguentemente, non mi va di seguirti perchè torniamo al punto 1.

    Detto ciò, ripeto la domanda di Alesstar: amici come prima? ;)

  8. quello di save the children scrive:

    ovviamente io non sono nemico di nessuno…!anzi tutti sono miei amici! quello che io volevo puntualizzare è il fatto che ragazzi che sono entrati nella nostra associazione hanno uno scopo che è nobilissimo…il nome di quest’ultima ne è la prova…la maglietta che noi indossiamo la indossano coloro che in tutti i paesi dove save the children opera salva bambini per quello io mi sento accomunato in questo intento e non è arroganza…capisco che dire di no a un ragazzo che ti chiede di aiutare i bambini può essere difficile ma capisco benissimo anche quelli che non lo possono fare…per quello che chi mi dice di no non è un mio nemico ma è una persona che prima o poi spero aiuterà… cmq amici!

  9. un altro di save the children scrive:

    io sono un altro ragazzo che lavora (forse ancora x poco) x save the children. non diciamo balle che siamo tutti invadenti, cioe, cerchiamo di non fare di tutta l’erba un fascio.
    so di miei colleghi che ti si appiccicano come piattole, e quelli li detesto anche io, pu conoscendoli e condividendo parte della mia vita con loro.
    dall’altro lato, pero, ci sono sempre persone che, perfino in metro, con i loro modi stravaganti e a tratti bizzarri di fermare le persone (io, personalmente, ballo con qualche mia collega, canto o mi siedo sui secchi dell’immondizia della fermata di lepanto) riescono a regalare un sorriso anche a chi va di fretta e che non ha la minima idea di cosa possa essere “seiv de cilddren”, e questo è gia tanto x una popolazione di impiegati sfigati (stavolta sono io a fare di tutta l’erba un fascio!) che dimentica anche come un semplice sorriso ti puo risollevare una giornata di merda!
    io, e tanti altri miei colleghi, non mi sento un rompipalle, non faccio la barricata x fermare le persone ma, cmq, faccio il mio lavoro, e cerco di farlo nel migliore dei modi! e poi non raccontiamo balle… se la gente ha fretta, VERAMENTE fretta, allora non ha neanche il tempo di vederti… ma vi posso assicurare che il “vado di fretta” che ci sentiamo dire il 99%delle volte è una grande cazzata, senno non si spiegherebbe il xke le persone che, pur andando di fretta, si fermano quasi come un gesto dovuto, inizino a raccontarti vita, morte e miracoli suoi e di tutti i loro parenti fino alla 7° generazione!
    e poi… siamo nelle metro da novembre… tutti si lamentano, ma noi ci siamo ancora… un motivo ci sara pure, no? xke se nelle metro, considerati posti dove non si dovrebbe fermare nessuno, non facessimo adesioni, ce ne saremmo gia belli che andati… ma se continuiamo ad esserci, allora vuol dire che è un posto che funziona e che, al di fuori di tutto cio che è stato scritto fin’ora, sta cambiando in meglio la vita di tanti bambini. e per me non è poco.
    sinceramente non so quanto tempo resistero ancora a fare sto lavoro (vi assicuro, stare dalle 6 alle 12 ore al giorno a sclerare con le persone e respirare monossido di carbonio x un’intera giornata non è affatto semplice o gradevole), ma fin quando lo faro, lo faro bene come fatto finora…
    se cosi non fosse, mi sapreste dire il xke le persone con cui parlo si ricordano di me e, a volte, mi invitano a prendere anche un caffe?
    ai posteri l’ardua sentenza (?)

  10. il terzo moschettiere di Save the Children scrive:

    …cari ragazzi mi accodo a miei cari colleghi…dicendo semplicemente che il nostro è un lavoro forse non compreso appieno da tutti ma sicuramente degno di essere rispettato come gli altri, motivo per cui potreste anche limitarvi ad un semplice “No grazie” quando ci vedete in metro e amen….nessuno vi chiede con una pistola alla tempia di fermarvi per forza!…I bambini sono il nostro futuro…e noi, in piccola parte, facciamo in modo che abbiano qualche possibilità in più per viverlo al meglio…o per averlo il futuro…Quindi smettiamola di fare il popolo degli isterici e sorridiamo di più…

  11. diabete scrive:

    Per carità, salvatemi dal buonismo imperante dei ragazzi di stc, mi sta venendo il diabete! Leggendo i commenti sembra siano tutti crocerossini con la missione di salvare il mondo…
    Sarebbe più onesto dire che i dialogatori di stc vengono pagati profumatamente per stare sotto la metro (a respirare monossido di carbonio, sopportare le fisime dei passanti, bla bla..), e che se lo fanno anche per molto tempo la motivazione non è del tutto disinteressata e umanitaria…gli obiettivi giornalieri e settimanali dei dialogatori sono espressi in adesioni raccolte=euri sullo stipendio, e non credo che qualcuno si preoccupi di sapere dall’associazione a che punto della realizzazione dei progetti (costruzione di pozzi, scuole, ecc..) si è arrivati con il proprio contributo lavorativo.
    Inoltre anche se nessuno dice loro di essere aggressivi o fastidiosi nell’approccio (anzi), probabilmente il fatto di lavorare a provvigione scatena in alcuni un’ansia da prestazione che si ripercuote sull’approccio con i passanti.
    Ciò non toglie tuttavia che stc sia una delle associazioni che ha il sistema di raccolta fondi più efficiente…del resto, anche se non vi piacciono i metodi, ammettete che funzionano e quando li incontrate sotto la metro, nessuno vi obbliga a fermarvi o a starli a sentire! ;)

  12. NERO scrive:

    E se andaste nelle periferie? Li la gente non va mai di fretta!!!!

  13. NERO scrive:

    E non c’è neanche la metro!!!

  14. NERO scrive:

    Vi mettete all’uscita del trenino della casilina!!! Li vi ascoltano per forza!!!

  15. SCIARPETTA scrive:

    Sei solo un cretino NERO, si vede che non hai mai lavorato per una ONG!!!!
    E’ la gente come te che rovina la società. VERGOGNATI!
    Fatti un giro in brasile, e vediamo se hai il coraggio di scrivere lo stesso queste minchiate. VERGOGNA!
    Sei il classico figlio di papà, con la macchina sempre pulita!!! E pensa che ci sono bambini che una macchina non la vedranno mai! E non hanno neanche una casa! Fatti un esame di coscienza e VERGOGNATI!

  16. alesstar, anche detta una che studia e lavora nella comunicazione scrive:

    O_o
    cioè, calmi un po’.
    cmq, ragazzi di save the children, come ha confermato nemo… e come dicevo anche io, non ce la si ha su con voi. ma con chi gestisce il marketing. e io quelli li conosco bene, davvero. si inventano cose che poi tradurle in pratica risultano sceme o assurde e del tutto non funzionali. e poi, adesso non so chi l’ha scritto, ma io non penso che vengano proprio pagati profumatamente, eh. mica per dire, ma per fare un lavoroqualsiasi non ti danno molto, figuriamoci una ong che cerca adesioni e contributi se può farlo…

  17. un altro di save the children scrive:

    alt un po!!! caro nero, guarda che in periferia ci siamo anche andati…
    personalmente (sono uno di quelli che lavora da piu tempo x stc) sono andato a fare porta a porta x save the childrn ad: acilia (quartieri popolari inclusi), ostia, ponti del laurentino 38, ponte mammolo, balduina, boccea… insomma, farei prima a dire le zone che non ho fatto…
    prima di parlare, sappi cio che è… e se non lo sai, faresti meglio a chiedere…
    se non siamo nelle stazioni che tu accenni, non ti balza in mente l’idea che l’autorizzazione ad operare nelle stazioni metro non sia valida anche x le stazioni concesse o per le stazioni appartenenti alle ferrovie dello stato???
    su, dai, era semplice come conclusione… o no?

  18. il terzo moschettiere di Save the Children scrive:

    …in risposta al messaggio di diabete spiego che i dialogatori di Stc non sono pagati così profumatamente come pensi tu…uno;…chi ti dice che qualcuno di noi non sia andato a vedere i progetti realizzati…non per forza bisogna gridare ai quattro venti le esperienze personali compiute…due;..è un lavoro come un altro…che sia a provviggione o meno…questo a alle persone deve interessare ben poco …visto che nessuno di noi si permette di chiedere le buste paghe alla gente…tre; …prima di sparare a zero andatevi a leggere bene il rapporto attività di Save the Children, quello riguardante i soldi destinati alla raccolta fondi…e poi ne riparliamooooo….

  19. Quella che lavorava per save the children.... scrive:

    ODDIO!!!! Attenti a noi, nuovi mostri!!! “A fare le poste in metro anziché lavorare alla luce del sole”…cosa porta a pensare lo stress quotidiano degli esseri umani..proprio tu Nemo, che come ho avuto modo di capire, tra una foto e l’altra ascolti anche ciò che ascolto io, da Silvestri alla Mannoia…proprio tu ci hai resi quasi “stelle” dei programmi di Maria de Filippi, cioè essere inutili , ormai sulla bocca di tutti per la loro fastidiosa ma pur sempre costante presenza nei lidi romani…e non solo! Eh su, eddaiiii!!! Ma io son sempre andata fiera di una cosa: non della missione umana verso bambini come A Li, Baba, Maria etc…(di certo non li salverò io!!), bensì dei miei memorabili extra-mile ed extra-time (mai da nessuno pagati)volti ad ascoltare la gente nei suoi sfoghi, nelle sue sclerate esistenziali manifestate in un “ma nun me rompe li co……vattene a lavorà!”….quanti problemi abbiamo noi in queste città in movimento!!! E cmq con tanta simpatia per chiunque abbia scritto un commento su questo blog, aggiungo che non siamo tutti uguali per fortuna, non siamo tutti così antipatici e invadenti sul lavoro, non siamo quelli che male informano gli italiani che poi, poverini, non donano per carenza di fiducia e di informazioni…(sappiate che l’Italia come Nazione, come governo, ha dato un terzo di ciò che aveva programmato e promesso di dare per cancellare il debito, e sappiamo di quale debito si parla! discorsi forse nuovi per qualcuno….). Perdonateci per quest’ansia da prestazione (mi toccherà andare da Morelli??), perdonateci per tutto…

  20. 1neurone? scrive:

    immagino che nessuno qui abbia mai visto coi suoi occhi un bimbo di 6 anni che pesa come una moretti giusto?

    spero che alcuni di voi in futuro abbiamo la fortuna di passare tanto tempo nel terzo mondo…quello vero…dove non si puo mangiare o bere spesso e non nei villaggi vacanza dove vi portano mamma e papa…per rendervi conto di cosa vi succede intorno…cosi da tornare e iniziare a schifare tutte le cazzate di cui siete tanto innamorati, capire che siete stati presi culo e che fate parte del sistema che vi stupra tutti i giorni e forse avrete un po piu di rispetto per chi va in guerra senza armi a dare la vita per altre vite,invece che lamentarvi con la mamma se il vostro i pod è quello pacco da 4 giga

    ma probabilmente vi accontenterete cosi

    continuate a rompere le palle ragazzi di stc come quelli di amnesty, medici s.f. ecc.ecc.visto che e l unico modo per per tirare fuori dalle tasche di sti barboni qualche euro al mese, che tanto finirebbe sprecato sicuramente, se non basta fermateli col braccio teso e calci sulle rotule

    o forse il deficiente sono io che perdo tempo qui ahahaha…ciao belli

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