Loro

di Nemo


© marvos82

“Non esistono uomini come te, nel mio paese.”
“Grazie.”
“Ecco perchè credo nel futuro del mio paese.”

(Ninotchka, 1939)

Solo in quell’atmosfera fumosa e umidiccia dopo un bagno caldo, lui riusciva a trovarsi affascinante. O, quantomeno, bello. L’acqua grondava copiosamente dai capelli, incorniciava il volto, spioveva dalle sopracciglia e veniva imprigionata dalla corta barba, incolta e ispida. Le labbra leggermente schiuse disegnavano curve perfette. Era solo in quei momenti, dicevo, che lui credeva di essere bello. Poi, dopo essersi asciugato, riavviato i capelli con le mani e messo gli occhiali, tornava a essere la persona che era sempre stata. Ma lì, in quel bagno, tra il calore che ancora stentava a scomparire, lui si sentiva davvero bene.

Lei… beh, lei… lei era troppo anche solo per circoscriverla con parole che avrebbero assunto inevitabilmente il sapore di una sconfitta. Usare frasi, concetti e verbi per lei, per descrivere lei, era una partita persa già dall’inizio. Io sò solo che lei aveva un debole per le emozioni forti, per un libro letto con gusto, per un film visto con passione. Sò, per esempio, che lei aveva un respiro bellissimo; armonioso e profondo. Non l’ho mai sentito, ma si racconta dappertutto del suo respiro. Ogni oggetto in questa casa potrebbe dirvi qualcosa di lei. Non perchè lei qui ci sia stata, in fondo questo non lo so neanche io. Ma perchè ogni oggetto è stato visto, toccato, sentito mentre lei era presente

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