Archivio di April 2008

‘O famo rrradio?!

Monday 28 April 2008

Domani sera appuntamento con la terza puntata del più sconvolgente programma radiofonico dell’intera blogopalla (autostima mode= on); ci trovate come sempre qui intorno alle 22:00 (in realtà si faranno le 22:30, dato che abbiamo bisogno di ogni singolo istante precedente la puntata per cercare di ultimare la scaletta). Io e la mia socia abbiamo bisogno del vostro preziosissimo (?) parere. Ecco ordunque uno splendido sondaggino a vostra disposizione per farci sapere (se e) quando ci vorreste in onda…

“Scusa, hai un fazzolettino?!”

Quando ci vuoi in onda?

mercoledì - ogni 15 giorni
venerdì - ogni settimana
mai, andate a lavorare!
ogni giorno, non posso fare a meno di voi!
  Risultati

C’è gente che vuole dormire

Monday 28 April 2008


© aenima

Abito al primo piano.
E fin qui, direte voi, nulla di male. Il problema però risiede al secondo piano. E risiede in questo caso è il verbo più azzeccato ch’io potessi usare. Io non conosco il viso di questa donna; la immagino grassa e sporca, ma poco importa. Teoricamente potrebbe anche non avere alcuna fattezza umana, potrebbe essere un ibrido tra una donna in menopausa e un’iguana. Potrebbe… So però che ha una figlia, anche lei mai incrociata nè sulle scale condominiali nè nell’androne. (Ora che ci penso, non ho mai incrociato nessuno dei condomini, ma questa scoperta meriterebbe un post tutto suo…). Ora, io credo che queste due donne si odino profondamente. E fin qui, direte voi, tutto normale. Ci sono tante madri e tante figlie che si odiano a questo mondo. Ma loro vogliono farlo sapere a tutto il mondo o, più realisticamente, a tutto il condominio. Ci sono mattine (sì, perchè le liti migliori si fanno alle 07:00 AM, si sa) nelle quali la madre incolpa la figlia (anche lei grassa e sporca, nell’idea che mi son fatto di questo duetto cacofonico) di tornar tardi la sera, di non lavare mai i piatti, di trascurarla… e tante altre cosette che non sarebbe affatto carino ripetere (il diritto all’informazione si eclissa di fronte a insulti sinceramente imbarazzanti). Ovviamente, dalla mia tribuna d’onore, assisto anche all’esercizio del diritto di replica da parte della bambina (che, non so perchè, ma secondo me deve avere minimo 35 anni).
Ma quello che per certi versi mi fa rabbrividire è il gusto musicale di queste due donne. Ogni sabato e ogni domenica, puntuali come un programma radiofonico, alle 07:45 pompano musica ad altissimo volume. Le note sfondano i vetri delle finestre e si riversano nel pozzo luce. Ovviamente la prima abitazione a essere raggiunta dall’assordante melodia è la mia. Non parlo di Gigi D’Alessio, nè di Nino D’Angelo (chissà come mai, il mio metro di giudizio per la musica inascoltabile è rappresentato da questi due artisti)… parlo di swing, gente! Ed è ben strano, direi! Cioè, queste due tizie che passano la maggior parte della propria esistenza a fracomarsi e insultarsi, il sabato e la domenica mattina deliziano il vicinato con lo swing. Che poi, a voler essere onesti, ci sarebbe da aggiungere un piccolissimo particolare: la musica serve loro da colonna sonora per le pulizie di casa.
E loro due puliscono casa calzando dei meravigliosi e pittoreschi sandali di legno.
Devo aggiungere altro?!

La lentezza

Sunday 27 April 2008


© visualofdrm

“L’amore è per definizione un dono non meritato; anzi, l’essere amati senza merito è la prova del vero amore.”
(La lentezza, Milan Kundera)

Fu lentamente che ci cercammo.
Lentamente ci conoscemmo.
Lentamente ci incontrammo.
Lentamente ci trovammo.
Fu in quel giorno di vento che capimmo chi eravamo, cosa volevamo e di cosa avevamo assolutamente bisogno. Non basterebbero mesi per definire al meglio tutto quel che succede ogni volta che i miei pensieri rimangono impigliati tra le pieghe del mio cervello. Non renderei giustizia a quel sentore, a quel lento spargersi di idee, a quella voglia irrefrenabile di fermare tutti gli orologi del mondo, sedermi per terra e guardarti mentre ti avvicini a me. Sarà la stessa sensazione che deve provare l’acqua calda al contatto con le foglie di tè, mentre la bustina viene immersa con lentezza in quel lucido insieme di molecole. E con lentezza tu arriverai, ti chinerai sul mio viso e lì depositerai il tuo amore più dolce. Quel giorno, immediatamente, in ogni angolo della terra, miliardi di uccelli si alzeranno in volo e, senza una meta, supereranno montagne, valli e fiumi.
Tutto ciò pur di non perdersi neanche un minuto del nostro amore.

E poi… e poi… e poi…

Sunday 27 April 2008

Alice: Volevo soltanto chiederle che strada devo prendere!
Stregatto: Beh… Tutto dipende da dove vuoi andare!
(Alice nel paese delle meraviglie, 1951)

Ogni parola sul mondo diventava bugia

Saturday 26 April 2008


© antonionemoamato

“Questo sicuramente diventerà il nostro rito.”
Non sarebbe così difficile nè così strano, in una città come questa. Invece è decisamente spiazzante vedere un luogo da un punto di vista diverso. Passi la maggior parte della tua vita rimanendo indifferente all’aura particolarissima di un luogo e poi, tutto d’un tratto, te ne innamori. Ovvio, non prendiamoci in giro; non è che ti innamori di quel luogo e basta. Ma, grazie a un filtro, riesci a comprenderne la bellezza, a smussare gli angoli dei pregiudizi, a carpirne la vera essenza. Ti ritrovi lì, immerso in un sole complice e infinitamente prezioso, e capisci di non voler essere da nessun’altra parte. Che quello oramai è uno dei tuoi luoghi.
Ci sei tu. C’è lei. C’è questa città. E nient’altro.
Chissà quante persone ci sono passate accanto, chissà quante si sono fermate a guardare, chissà in quanti hanno parlato di noi, hanno sorriso con noi, hanno preso il nostro stesso sole. Chissà…
Io non ricordo nulla, a parte te.

Qualcosa come…

Thursday 24 April 2008


© parawan

Son volate via.
Le abbiamo viste affollarsi sulla nostra testa in una spasmodica notte d’attesa. Le abbiamo sentite lamentarsi, per il dolore di un parto che è sempre un po’ pesante da sostenere. E poi le abbiamo viste piangere. Per tutta la notte. Preoccupandoci di quel che sarebbe stato.
Ma son volate via.
Un cielo sgombro da pensieri inutili, brandelli nebulosi e scie di aeroplani. Un cielo poderoso e portentoso, sferzato da raffiche di vento. I nostri capelli scompigliati. I nostri pensieri aggrovigliati. I desideri sempre più forti. E tutte quelle vie fantastiche, ripiene di gente. I corridoi interni e i lampioni accanto alle scale.
E noi, a Rimini, non ci finiremo mai.

Ancora podcast…

Thursday 24 April 2008

E’ diventata una vera e propria malattia, ormai.
La radio prende sempre più piede e noi ci divertiamo da morire a crearla, pensarla, farla e riascoltarla. Se anche tu sei uno dei nostri, allora non puoi perderti il podcast della seconda puntata di “Scusa, hai un fazzolettino?!”.
Assoluti picchi d’ascolto: il momento anti-clericale, la rivelazione inaspettata di una creaturina adorabile (ma anche un po’ schifida), la hit di Luca D’Ammonio. Imperdibili momenti, gente! Accorrete numerosi!
L’appuntamento per la terza puntata, come sempre, non è ancora fissato. E, come sempre, probabilmente slitterà. Questa radio non ha fissa dimora perchè il nostro scopo principale è spiazzare la concorrenza, sapevatelo!

Avevo un post in mente…

Wednesday 23 April 2008

… ma non riesco a scriverlo adesso.

Scusa, hai un fazzolettino?! #2

Wednesday 23 April 2008

Seconda puntata del delirio.
Appuntamento: mercoledì 23 aprile, ore 22:00, qui.
In studio, come sempre, il sottoscritto e Occhidaorientale.
Vi aspettiamo numerosi.
Si dice così, vero?

All’improvviso… all’improvviso…

Sunday 20 April 2008

Il virus è partito.
E, visti i recenti deliri, non mi sono potuto tirare indietro.
La mitica Remyna ha dato l’avvio a tutto ciò.
Sw4n ha rincarato la dose.
E io credo non ne usciremo tanto presto.
P.S.: da notare la mia espressione incazzata mentre canto “tutto è cambiaaato per me”, le due citazioni 2.0 e il fatto che il mio fermo immagine è addirittura inquietante quasi quanto quello di Sw4n