Archivio di March 2008

Conversazioni da Xpro

Sunday 23 March 2008

Fefè SdC scrive:
lo sapevo
Fefè SdC scrive:
un giorno ti crossprocesserò
Nemo scrive:
ahahahaha
Nemo scrive:
ma LOOOL

Oceano Mare

Friday 21 March 2008

“Venivano dai due più lontani estremi della vita,
questo è stupefacente,
da pensare che mai si sarebbero sfiorati,
se non attraversando da capo a piedi l’universo,
e invece nemmeno si erano dovuti cercare,
questo è incredibile,
e tutto il difficile era stato solo riconoscersi,
riconoscersi,
una cosa di un attimo,
il primo sguardo e già lo sapevano,
questo è il meraviglioso”

(Oceano mare - Alessandro Baricco)

Cosa senti? Cosa ascolti?

Friday 21 March 2008

Credo tutti voi sappiate la differenza tra sentire e ascoltare (se non la sapete, siete pregati di prendere in mano un vocabolario e colmare istantaneamente questa lacuna). Fatto ciò, le due domande del titolo sono semplicissime e basta servirsi del fantastico strumento dei commenti per rispondere. Per quanto possa valere, io sento il rumore della chiave del bagno che gira nella toppa mentre ascolto 3 Times And You Lose dei Travis.

Crystal

Thursday 20 March 2008

Stamattina non riesco a reggere le cose con le mani. Mi sono caduti un paio di libri mentre cercavo di sistemarli sullo scaffale. Mi è caduta la fetta di pane&nutella mentre la portavo alla bocca (inutile specificare da quale parte sia caduta). Mi è caduto il joystick della Play in una gara contro mio fratello. Fortuna che adesso la tastiera si trova sulla scrivania, sennò cadrebbe anche lei. Ho evitato di prendere in mano l’iPod Touch. Ora però devo andare, scusatemi…
Tap tap tap
(voce fuori campo) “Mà, dove hai detto che lo devo mettere questo servizio da 12 di calici in cristallo di Boemia?!”

Solo qualcosina, giuro…

Wednesday 19 March 2008

Allora, inizio col dire che sto scrivendo questo post dal mio vecchio scascinatissimo pc di casa. La tastiera è sempre più insozzata di qualsivoglia tipo di rifiuto organico (molliche, marmellata, cioccolata, ecc ecc…) ma, si sa, il sottoscritto la teneva sicuramente in condizioni migliori. Ora si trova nelle indisciplinatissime mani del fratello minore, capace di distruggere un oggetto nell’arco di un paio d’ore. Diciamo che con la tastiera ha deciso di darsi un contegno; la sporca, ma non la annienta.
Sono arrivato stamattina in Sicilia. Alle 5:22. Un viaggio notturno in treno sotto certi versi piacevolissimo; compagni di viaggio con i quali si è parlato di tecnologia, cultura, religione, diritti umani, guerra. Abbiamo affrontato una discussione sul Tibet, sull’Afghanistan, sulla mia voglia di visitare determinati paesi, sul fatto che la matematica è praticamente basata su assunti non dimostrabili (sebbene la mia mente, all’inizio, si trovasse spaesata di fronte a dissertazioni scientifiche di questo calibro, pian piano ha acquistato dimestichezza giungendo persino a porre domande assolutamente pertinenti e azzeccate). Argomenti non proprio leggeri di notte, ne convengo, ma era da un po’ che non partecipavo a un dibattito così costruttivo e affascinante. Mi è venuta voglia di riprendere in mano i miei vecchi tomi di filosofia: Kant, Cartesio, Nietzsche, Platone. I libri di matematica, no. Quelli li lascerò marcire sugli scaffali più alti della libreria. Fino alla fine dei loro giorni..
Il ritorno a casa è stato fantastico, davvero. Mia madre si è svegliata per salutarmi e, con la voce e gli occhi che la dicevano lunga sulla sua capacità di rimanere lucida e desta ancora per molto, mi ha proposto di andare a dormire un po’. Ma io, dopo una notte in treno (seppur passata in dormiveglia), non riesco a dormire. Ho bisogno di una doccia e di una colazione. Mentre mi lavo, la sento armeggiare in cucina. Mi fa compagnia mentre faccio colazione con un bicchiere d’acqua e una fetta di pane&nutella. Poi parliamo del più e del meno, arrivano mio padre e mio fratello. Scherziamo un po’. Passo il resto della mattinata davanti alla Playstation (come non accadeva da mesi e, ogni tanto, ci può pure stare!).
Poi esco per fare qualche foto e passare a salutare i nonni. Visita assolutamente disinteressata. Appena entro in casa di nonna, il profumo delle sfince mi avvolge. Mi ritrovo, non so come non so perchè, seduto a tavola con la scodella piena di sfince (specie di frittelle che è possibile condire con ricotta dolce oppure con acciughe). Il sapore del pesce è inebriante. La nonna sta malferma sulle gambe, ma continua a friggere. Nonno, seduto di fianco a me, mi guarda mentre addenta una sfincia. Io gli sorrido e lui risponde, con le labbra e le dita sporche di olio di frittura. Mi sento bene. Il sole siciliano è lì fuori dalla finestra che riscalda e rende questa giornata davvero speciale. Passo a salutare anche il mio migliore amico, una sorta di rito che entrambi cerchiamo sempre di rispettare. E poi il pranzo e l’allenamento di tiro con l’arco di mio fratello. Sta diventando sempre più grande, quest’essere che stento a ricollegare al faccino che vidi dal vetro dell’ospedale poche ore dopo la sua nascita.
Com’è forte, il richiamo della terra.
Non ci poti nenti. E nenti resisti.

Per il Tibet (?!)

Monday 17 March 2008


© vauro

Posto qui l’email che ho inviato a Enrica.

Ciao, Enrica.
Sono appena tornato dalla fiaccolata “silenziosa” per il Tibet davanti l’ambasciata cinese a Roma. Dopo un’ora di via vai, me ne sono andato. Principalmente perchè la polizia ci ha bloccato a una trentina di metri dal cancello dell’ambasciata, lasciando passare soltanto due monaci tibetani e i segretari dei sindacati (anche se io ho visto solo quello della CISL). Un sacco di bandiere CGIL, CISL e UIL, striscioni CGIL, CISL e UIL, sindacalisti CGIL, CISL e UIL, qualche sporadico giovane, qualche volto (più o meno) noto… La fiaccolata silenziosa si è trasformata in una caciara controllata. Ho avuto però l’impressione che, su 100 persone, solo in 3-4 erano lì davvero per la causa del Tibet. Tutte le altre, come al solito, erano persone “portate lì” dai sindacati. Se devo dirti la verità, me ne sono andato un po’ schifato. Perchè ci credevo in questa cosa, ma vedere la situazione dei tibetani strumentalizzata in questo modo mi ha fatto un po’ male. Si potrebbe obiettare che questa manifestazione era organizzata dai sindacati, ma io davvero non capisco…
Ti auguro una buona serata,
Antonio ‘Nemo’

Stica!

Monday 17 March 2008

E quando parla, perchè parla.
E quando non parla, perchè non parla.
Ora, qualcuno è così gentile da spiegarmi perchè siamo sempre con le orecchie dritte pronti a sentire cosa dice o cosa non dice Benedetto XVI?! Ieri ha chiesto la pace in Iraq non facendo il benchè minimo accenno al Tibet?!
Beh, come si dice qui a Roma, sticazzi!

Il sentiero dell’unificazione

Sunday 16 March 2008


© bastet

11 marzo 2008
Il rapporto annuale del Dipartimento di Stato americano rivela che la Cina non è più nella lista nera Usa dei Paesi responsabili del maggior numero di violazioni dei diritti umani.

Da qualche giorno ormai, la situazione a Lhasa e in tutte le regioni limitrofe è diventata insostenibile. Fonti cinesi parlano di una decina di morti, la realtà potrebbe essere ancora più grave. Le strade della capitale sono invase dai blindati cinesi e offuscate dai fumi dei lacrimogeni. Dopo qualche giorno di assoluto silenzio da parte dei più importanti mezzi di comunicazione italiani (silenzio non dovuto alla mancanza di notizie, dato che i tg non avevano riportato con immediatezza neanche l’inizio della Marcia del ritorno in Tibet iniziata il 10 marzo a Dharamsala, in India), finalmente trapela qualche notizia e l’opinione pubblica si riscuote dal proprio torpore, salvo poi ritornarci tra qualche giorno, quando la situazione sarà tornata alla normalità e del Tibet non fregherà più niente a nessuno. Il rapporto è proporzionale: se una cosa non interessa a chi fa televisione, allora non interesserà neanche ai cittadini. Legge matematica.
Però qui mi preme sottolineare il rapporto tra la notizia di cui sopra e ciò che succede in Tibet. Federico Rampini, corrispondente della Repubblica in Cina, sottolinea come, da parte del regime cinese, “la svolta nella comunicazione è evidente. La fine del blackout di notizie da Lhasa coincide con una drammatizzazione a senso unico per creare un alibi alle prossime azioni repressive. Scaduto l’ultimatum (mezzanotte di lunedì, n.d.r.), i metodi della polizia e dei reparti paramilitari potranno seguire una escalation del terrore che i tibetani hanno già sperimentato nelle rivolte del passato: perquisizioni a tappeto, retate di massa, deportazioni, torture dei prigionieri. Pechino ora lascia filtrare delle notizie dal Tibet per tentare di influenzare ciò che viene a sapere il resto del mondo.” E magari qualcuno si lancerà nella solita requisitoria: “e vabbè, ma questi tibetani se le cercano”, “ma non lo sanno con chi hanno a che fare?”, ecc ecc…
Gli eventi di questi giorni, le Olimpiadi d’agosto, la presa di posizione americana circa la violazione dei diritti umani in Cina sono tutti eventi collegati. Tutto nasce da una questione di principio, secondo la quale la Cina non lascerà mai il Tibet libero poichè questo aprirebbe “la stura a rivendicazioni destabilizzanti e incompatibili con la logica autoritaria del regime. Questa è la lezione tragicamente memorizzata dal gruppo dirigente attuale, ed è di pessimo auspicio per il destino dei tibetani nei prossimi giorni.”
E stavolta neanche i migliori amici del Dalai Lama potranno aiutarlo, poichè sono amici bravissimi a invitarlo in ogni parte del mondo per tenere conferenze, ma sono anche coloro che a parole combattono il regime autoritario cinese e con i fatti non fanno altro che accrescerne lo strapotere (mediatico e non).

La sorte di uno spalmabile

Sunday 16 March 2008


© antonionemoamato

Sono stati giorni di assenza, dovuti all’immane carico di lavoro del tirocinio. Ieri mattina ne ho approfittato per passare alcune ore in più a letto, cercando di aderire perfettamente al materasso così da scomparire. Non voglio ricevere ancora telefonate, non voglio uscire per andare nelle scuole, vorrei solo fare un tirocinio degno di questo nome. Sono uno studente di archeologia e storia dell’arte dell’Asia centrale, fatemi fare qualcosa di attinente! Non sono uno che studia per diventare un maestro elementare (per il quale, eventualmente, il laboratorio di aquiloni nelle scuole potrebbe risultare un’ottima palestra formativa). Ma mi scontro con la realtà dei fatti, per cui un tirocinante è prima di tutto uno studente da schiavizzare, a prescindere da una qualsiasi competenza che egli possa avere. Mi si potrebbe dire che io quel contratto l’ho firmato, sì. Ma in fondo, mica c’è una penale da pagare. Se la cosa continua a non andarmi bene, io me ne vado.

Pubblicità progresso

Thursday 13 March 2008

Non capita quasi mai che, da queste pagine virtuali, io faccia pubblicità a qualcuno/qualcosa. Stavolta però farò un’eccezione, essenzialmente per due motivi: il sentimento di amicizia che mi lega a una persona e l’importanza del progetto che sta portando avanti con costanza. Un link per spiegarmi meglio: MilazzoCity. Il proprietario di questo neonato blog (on line dal 29 gennaio 2008) è un mio carissimo amico d’infanzia: Nunzio. Giornalista pubblicista, cittadino impegnato, valente capo scout. Nel suo blog è possibile trovare informazioni, notizie, curiosità sulla sua (e mia) città natale: Milazzo. Il progetto, enuncia il suo creatore, è quello di un blog per guardare oltre i luoghi comuni tipici di questo paese, che non ci permettono a volte di vedere lontano. Per me rappresenta un modo per tenermi informato sulla mia città e ancorato alle mie radici. Per lui è, prima di tutto, una palestra per un futuro professionale non troppo lontano (si spera). Fateci un salto. E, se quest’estate pensate di passare dalle nostre zone, saremo lieti di farvi da guide. Gratis, ovviamente! Chè la cultura va condivisa in modalità free.