Credo nei prossimi cinque minuti

di Nemo


© antonionemoamato

Il rumore metallico della piccola tazza d’acciaio che sbatte su altro ferro. Le bollicine nell’acqua. Dicono si chiami acqua di prima ebollizione ma, in fondo, poco importa. La verso nella tazza peruviana gialla e blu, aggiungo due cucchiaini di zucchero e immergo il piccolo contenitore di terracotta con dentro la mistura di tè indiano che ho comprato ieri. Il piccolo rituale mattutino è più lento del solito oggi. Sarà che siamo finalmente arrivati a sabato, sarà che mi sono alzato senza alcuna voglia. Ripenso a quell’incontro fortuito e a tratti già stabilito da chissà cosa o chissà chi, a quel caldo sfiorarsi di sguardi distratti e presenti… e più mi dico di non farci caso, più torno a pensarci. Decretare falsa indifferenza quando invece vorresti mollare tutto a chi ti segue e presentarti lì con un “caffè?” buttato sul tavolo quasi per caso, come una carta giocata controvoglia ma giudicata quasi vincente. O in potenza di vincere. Ma è una cosa che non si fa, non si fa perchè non si è molto sicuri del proprio aspetto e forse converrebbe attendere un momento migliore. Cominciare a credere in quei prossimi cinque minuti, quelli dove ci si gioca in prima persona. Ci si mette la faccia, le parole, la vita. E sei lì. Bicchiere marrone fumante e pochissima voglia di essere ancora in quella fase. Ma ci si deve passare. E sai che quel giorno salirai le scale del Dipartimento seguendo un ordine particolare; un gesto apotropaico che ti porti dietro da quando, in una fredda mattina di dicembre messinese, vedesti il tuo Professore praticare questa sequenza particolarissima sulle scale. Forse non la ripeti nella giusta maniera, ma serve… Eccome!

Soundtrack: Closer – Travis

Un Commento a “Credo nei prossimi cinque minuti”

  1. alesstar scrive:

    te la dovresti smettere di non essere sicuro del tuo aspetto.
    vedi che poi vivi meglio : P

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