Giugno, dov’eri?

Copio&incollo spudoratamente un mio commento ad un post di Serenella, datato giugno 2007. Sembra non sia cambiato nulla, certe cose potrei riscriverle oggi con tutta tranquillità.

A volte sento la necessità di andare oltre questo stupido schermo, riconosco con occhio clinico che questo modo di “conoscere” le persone mi sta prendendo la mano e che forse dovrei smetterla, fare un giro al parco e attaccare bottone con qualcuna. Ma poi mi dico “Perchè? Prima di internet avresti mai attaccato bottone così facilmente?” e la risposta è sempre e comunque “No”. Però, se c’è qualcosa di positivo in tutto questo, sta proprio nella virtualizzazione della cosa. Siamo diventati come degli hard disk (o forse lo siamo sempre stati): accumuliamo file relativi ad una persona e quella persona prima o poi arriverà a saturare lo spazio ed è in quel momento che dovremo cancellare qualcosa. E quando ci accorgiamo che l’altro hard disk al quale siamo connessi ha cominciato sistematicamente a cancellare i nostri file, succede più o meno la stessa cosa (con tempi e modi diversi). Ma, come dei veri hard disk, i file relativi a quella persona non vengono “fisicamente” cancellati, ma rimangono lì finché altri file non li sovrascrivono. Solo che, a quel punto, abbiamo tremendamente paura di connetterci ad un altro hard disk. E lo capisco.

1 Commento a “Giugno, dov’eri?”

  1. giulia scrive:

    …io penso che quando un cuore inizia a battere vicino ad un altro,fino a sentirne l’eco,a perdersi in uno sguardo,ad intrecciare delle dita..quell’hard disk è stato solo un trampolino di lancio,per arrivare in mare aperto.
    Spesso si resta lì soli,senza ancore di salvezza e si affoga.
    Pensa cosa accadrebbe se una barchetta tornasse indietro a salvare quel naufrago..il viaggio più bello,più di quanto avessero potuto sperare o immaginare.
    Ma questo accade anche conoscendo qualcuno in un parco,in un caffè,tramite un amico..

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