E sarò un bohémien…
“Quando lei se ne andò, mi ricordo bene il suo sguardo.
Lasciò qui la giacca. Il mio amore è freddo.”
(Panico! - Baustelle)
Prenderò ancora una volta la scala. Mi arrampicherò sopra l’armadio, a fatica cercherò di afferrare la grossa valigia. Barcollando scenderò i pioli e poserò il mio ingombro sul pavimento freddo. Poi spalancherò le ante, comincerò a selezionare i vestiti per poi accorgermi che mi serve di tutto. E che, molto probabilmente, non ho bisogno di nulla. Se non uno zainetto, il mio computer, le mie macchine fotografiche e qualche diario. Farò la mia valigia, come sempre negli ultimi tempi. Scorderò qualcosa, come sempre negli ultimi tempi. Chiuderò la cerniera, farò una doccia, prenderò un aereo che mi porterà verso nord. E sono ingenuo, perchè penso che vorrei tanto abitare per venti giorni in un monolocale al centro di Parigi, pronto a far la spola tra la Bibliothèque nationale de France e il Musée Guimet. E non mi accorgo del fatto che sarei ugualmente solo. Ancora più di qui. Ma questa è un’altra storia, e forse la racconterò in un altro momento…









28 February 2008 alle 13:35
..certe solitudini siamo noi a cercarle..disperatamente.
Proprio quando qualcuno era pronto a fare quella valigia insieme.
28 February 2008 alle 13:47
Alle volte è meglio rimanere soli a riflettere piuttosto che complicarsi la vita.
Mi sta capitando di capirmi di più ultimamente e questo forse accade perchè sono sola… Prenditi il tuo tempo, le tue solitudini, riflettici sù e prova a capire a vedere se ci stai meglio.
28 February 2008 alle 14:37
magari proprio lì , tra le mura di una casa parigina tu e Nemo parlerete a quattrocchi..non credo potrai mai sentirti completamente solo
28 February 2008 alle 17:36
attento a non fare la fine di christian di “mulin rouge” : P
3 March 2008 alle 17:37
Mi sa che io capisco che intendi.
già .
anche io volevo fare le valigie per scappare dalla solitudine (non so i tuoi motivi quali sono) e anche io alla fine ho realizzato che non sarebbe cambiato nulla.
Ci spero ancora però.
Voi che dite che la solitudine è una cosa positiva o che siamo noi a cercarla..
vuol dire che non l’avete mai provata davvero.
vuol dire che l’avevate scelta con la consapevolezza di avere sempre qualcuno da cui tornare una volta che vi eravate annoiati di stare da soli.
Oppure inconsciamente sapevate che anche se apparentemente eravate soli c’era qualcuno che vi seguiva fuoricampo silenziosamente..
pronto ad intervenire in caso di bisogno.
Quando ti guardi intorno e vedi solo strade vuote,stanze vuote e non ricordi l’ultima volta con cui hai davvero parlato con qualcuno ,di certo maledici la tua solitudine che non hai scelto..non la solitudine un’esperienza “rivelatrice” .
Ma è solo la mia esperienza.
Ad ognuno la sua.
3 March 2008 alle 17:39
ehm…scusate mi sono mangiata alcune parole nell’ultimo post ehm..