Articolando

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Poche impressioni di una mattina fuori.
La prima folata di vento gelido l’ho presa aspettando il 71. Poi la corsa al museo, con la borsa che mi sbatteva sul fianco destro. L’ascensore stile impero che mi porta fino al settimo piano. Il calore confortante della stanza della mia tutor. La sua apparente freddezza. I moduli spiegazzati e la mia firma incerta. Le parole, gli appuntamenti, le mille cose che dovrò fare in queste settimane. Il mio lavoro con i bambini delle scuole elementari. Il laboratorio di aquiloni. Il ricordo di un Nemo undicenne sulla terrazza della casa in campagna a tentare di far volare l’aquilone costruito con il suo sudore, mentre papà riusciva sempre a farlo salire davvero tanto. Le scale di ritorno dall’ufficio del museo. La signora di colore con le buste della spesa. Io che esco la macchina fotografica dalla borsa e comincio a scattare. Santa Maria Maggiore. La strada verso Termini. Una metropolitana affollata di gente, di visi, di corpi. E io ancora con la macchina fotografica in mano. La zingara sulla metro con al collo un bimbo di pochi mesi, gli occhi di lei stanchi di vita, i suoi movimenti affaticati e ritmici mentre conta i soldi, quel bambino che potrebbe anche non essere suo e si trova lì in base a un prestito tra madri bisognose di occhi e portafogli impietositi. La strada verso casa. La sciarpa che mi copre le mani spaccate dal freddo. L’iPod sparato a mille con le ultime canzoni dei Baustelle. La porta di casa. Mani infreddolite che cercano una chiave. La serratura che scatta. Un piede dentro. La porta chiusa con un calcio. Pensieri in testa. Dicotomie vaganti. Silenzio.




18 February 2008 alle 16:33
Sono momenti difficili da descrivere, che solo pochissimi dopo averle lette possono percepire alla stessa maniera di quando le viviamo noi…
I Baustelle mi han fatto pensare tanto quando li ho scoperti con l’album “La Malavita”, e ancora di più mi portano a farlo - e ad adorarli - con “Amen”.
18 February 2008 alle 16:52
@Oskar NRK: già , hai proprio ragione… Anche io ho scoperto i Baustelle con “La Malavita” e ora sto assaporando con calma questo nuovo lavoro… :)
18 February 2008 alle 18:32
Nemo, mi piace sempre la tua …sensibilità ! :-)
non manco mai di leggerti via feed!
ti ringrazio per venirmi a trovare…. :-)
18 February 2008 alle 18:35
@giovanna: ti ringrazio di cuore per ciò che scrivi… :)
18 February 2008 alle 19:08
Il consiglio più grande, Nemo e Oscar, è quello di assaporare i primi album dei Baustelle… “Sussidiario Illustrato della Giovinezza” ha al suo interno dei brani da brivido. ;)
18 February 2008 alle 19:24
@Mari: mi sembra che sei stata tu a farmi scoprire quell’album… o sbaglio? Oramai mi sono fatto una cultura… :P
19 February 2008 alle 12:35
Dopo “La Malavita” infatti sono andato a ritroso e ho ascoltato i primi 2, fantastici a dir poco. E adoro “Reclame”! <3