All’impronta


© al-fassam

Devo ammetterlo. Sebbene gli Stati Uniti d’America non rientrino nella mia personalissima lista dei dieci paesi da visitare prima di compiere 30 anni, ci avevo fatto un pensierino. Mi ero detto “Ma sì, Nemo… quanto sei pignolo! Magari c’è qualcosa di veramente interessante da vedere”. Vorrei inoltre far notare come la mia deformazione professionale mi porti a prediligere, come meta dei miei viaggi, paesi dalla cultura millenaria, città dai destini secolari, rovine delle epoche più lontane. Com’è ovvio, gli Stati Uniti d’America non possono entrare di diritto in questa mia costrizione turistico-mentale. Ad aggiungersi a tutto ciò, arriva questa notizia fresca fresca. Perchè, più passa il tempo e più questi tizi si ammantano di sempre nuove fobie? E perchè, per visitare il tuo paese, devo lasciare le impronte digitali di tutte le mie dita nel tuo database per 76 anni?

8 Commenti a “All’impronta”

  1. robie06 scrive:

    si è vero è assurdo, non ci sono dubbi, ma alla fine ti adatti alla piazza del mercato di Marrakesh o chessò ai mille mila formaggi francesi, perdi 5 minuti e lasci tutte le impronte, non è la stessa cosa ma so fatti così e “ce li teniamo”.

    Anche io avevo i tuoi stessi dubbi sull’andare a NY o meno, alla fine ci sono andato e la cosa che mi è rimasta più impressa è il museo di storia naturale.
    Stupendo.

    Poi tutto il resto.

    Per me ne vale la pena, ti ricrederai :D

  2. Nemo scrive:

    @robie06: sì, infatti visiterei solo New York. La trovo fantastica. Per il resto, sono sempre un po’ restio a regalare parte del mio corpo, sai com’è? :P

  3. alesstar scrive:

    no, ecco, io molti posti ci andrei. poi da quando so del negozio delle m&m’s a NY se potessi partirei anche domani : D

  4. Magdalena scrive:

    Siamo proprio arrivati all’assurdo :P

  5. Fefè SdC (non credere che per il nuovo blog io cambi nome) scrive:

    Giusto diglielo!!!

    Ma poi, dai, si, sono simpatici ’sti americani. Pensa che per andare un anno in america ti fanno compilare un questionario in cui ti fanno domande del tipo: “Hai intenzione di compiere attentati terroristici in America?”

    …Io quasi quasi risponderei: “Si, certo! E te lo vengo a dire a te! Ma che sei scemooo?!”

  6. LaLui scrive:

    @Fefè: … e nn è così banale. Perchè poi c’è scritto: “Se hai risposto sì ad almeno 1 di queste domande, contatta la tua ambasciata prima di entrare nel nostro paese, ti potrebbe essere negato il visto.” ;-)
    Perchè giocano sul fatto che se hai risposto no (ed era sì), hai mentito. Uddio che detta così pare una banalità, ma c’è un sottile discorso dietro.
    Cmq al di là delle loro politiche di immigrazione, gli USA, anche se privi di storia, rimangono un paese affascinante da visitare, e non solo NYC, che non è America, NY è NY.
    Come dice il mio amico Poul la bellezza degli Usa non sta nelle grandi città, ma nella natura.
    E’ cmq un paese interessante, per i suoi eccessi, le sue contraddizioni, per i suoi usi e costumi. Se NY ti affascina per i suoi volumi/spazi che esplodono in verticale, appena esci dal New Jersey vedi come tutto esplode in orizzontale.
    Insomma, se ti capita, facci un giro ;-)

  7. remyna scrive:

    naa, la menata della frontiera dura un’oretta poi il resto è tutto da vedere… ma poi… mai sentito parlare degli indiani? ci sono siti archeologici da paura… se non è cultura millenaria quella. poi n.y. è fantastica. ti piacerbbe un sacco…

  8. Nemo scrive:

    @Lalui & remyna: sono senz’altro d’accordo che ci sia qualcosa da vedere, ma ecco… credo anche che gli Stati Uniti o si amano o si odiano. E non parlo delle persone, parlo proprio del Paese. Un giorno ci andrò. Però prima ci sono tante altre cose da vedere (che mi interessano di più, beninteso). Inoltre vorrei specificare che per me la “menata della frontiera” è una questione di principio. Però, come disse qualcuno, il Paese è il loro e le regole le dettano loro. ;)

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