Bandiera liberata in mezzo al vento

di Nemo


© antonionemoamato

Cosa deve ancora nascondermi la vista della Sicilia dal pontile della nave? Cosa tenta invano di celarmi questa terra così assurda, ricca di compromessi, imbavagliata dai suoi rancori e sfrontata nelle sue reminiscenze/retrospettive, così impudica e sfacciata e, allo stesso tempo, timida e riservata? Perchè molti decantano le gioie del ritorno alla terra natìa, ma dimenticano che certe sensazioni, certe emozioni non sono neppure lontanamente descrivibili. Potrei usare decine e decine di parole per trasmettere una parziale visione di ciò che provo sul pontile della nave diretta a Messina, ma solo un siciliano potrebbe capirmi. Solo una persona avvezza a indignarsi per ciò che succede nella sua terra e, nel contempo, ad avvizzirsi nell’ineluttabilità di quel destino. A noi ci piove in testa, gente. E se davvero tutto cambia affinchè non cambi nulla, noi siamo l’emblema di questo immobilismo. Scriviamo, ci stracciamo le vesti, le donne si battono il petto ma basta poco per far tacere gli animi, per redimere i colpevoli e iniziare l’ennesimo capitolo di una storia millenaria. E forse siamo ancora qui a raccontarci proprio perchè le nostre disgrazie le abbiamo sempre vissute sì fino in fondo, ma anche prendendole così come venivano. Normanni, arabi, spagnoli, mafiosi, politici corrotti: tutto scorre in questa tremenda Sicilia. Tutto scorre e tutto resta fermo. E’ la contraddizione di un popolo intero, il meraviglioso marchio di fabbrica di una genie di eroi e santi, di uomini d’onore e giornalisti uccisi, di preti di campagna e indagatori folli. Nonostante ciò, il siciliano freme di gioia nel vedere la sua isola comparire tra i flutti. Una Venere florida e riarsa appare ogni volta dal mare, adagiata non su una conchiglia ma sulle sabbie mobili della geologia messinese; un terreno infido e potente. E l’unica domanda che ti sale al cervello in quegli attimi non può che essere una sola.
“Ma lacrime sono? O è il vento?”

7 Commenti a “Bandiera liberata in mezzo al vento”

  1. remyna scrive:

    è bellissimo l’amore che trasmette questo post…
    e questo commento non arriva solo perchè siamo di stoffa capricciosa ;-)

  2. Nemo scrive:

    @remyna: di solito il capriccioso accontenta un altro capriccioso raramente… molto raramente. Dunque so che il tuo commento non è dettato solo da compassione per un blogger a corto di commenti… :P

  3. Lu' scrive:

    Ma cavolo…avevo scritto un commento lunghissimo e non è stato pubblicato :(

    Cmq.
    “Tutto scorre e tutto resta fermo”.
    E’ quella sensazione che provo quando il treno si spezzetta e la pancia del traghetto si apre e lo accoglie. L’aria condizionata spenta, l’odore impossibile, che ti costringe a salire, ricordandoti il numero della rampa, sul ponte. Lì, il vento e gli spruzzi e magari i pensieri che si mischiano, e la tua terra che si avvicina, così, con il fascino di chi è senza tempo, e continua immutabile, uguale a se stessa, a restare l’isola vicina al continente.
    (la poesia del traghetto è una delle cose dell’Italia che amo di più e se mai dovessero fare un ponte, laggiù, potesse anche essere utile, priverà voi di essere quello che siete, meravigliosi isolani, ma questa è un’altra storia)

  4. Nemo scrive:

    @Lu’: un ponte quaggiù non sarà mai nè utile nè ben visto. Farebbe di noi un’entità stranissima, a metà tra il grottesco e l’inverosimile. Non abbiamo bisogno di legarci al continente. Vogliamo continuare a galleggiare sulla nostra bella isola.

  5. Lu' scrive:

    Contenta, davvero, che tu la pensi così. Esattamente come il capitano del traghetto quando alcuni anni fa bussai alla sua porta e mi fece entrare in cabina di comando…

  6. Sere scrive:

    A volte è come se l’unica cosa che ci resta da fare è andarsene via da quì, in un posto un pò meno corroso dall’immutabilità consapevole ed invece c’è sempre qualcosa che ti trattiene, che ti fa innamorare ogni giorno di questo cielo azzurro tutto l’anno, del mare cristallino, della salsedine che ormai è mischiata al nostro sangue…
    Io sono convinta che piano piano le cose stanno cambiando, questi piccoli cambiamenti forse sono come lievi smottamenti che fanno tornare quasi tutto come prima,ma danno un’energia enorme… perchè la cosa che ci frega è il credere che sia sempre tutto inutile, è lì che persevera l’immutabilità… sarà che siamo giovani, ribelli e pieni di speranze (anche se a volte ci convinciamo di no) ma io ci credo in un futuro diverso quì.
    noi facciamo sempre il giro largo, per ogni cosa… che sia per goderci il paesaggio ? :P

  7. Sere scrive:

    ehm è un pò sgrammaticato… sai l’influenza…. :PPPP

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