Di quando mi sento piccolo…
Doverosa prolusione.
Oggi, per un’ora abbondante, il blog era completamente inaccessibile causa un mio maldestro intervento sui permessi dei file. Tale intervento era stato dettato dalla necessità di modificare i permalink, per evitare che comparissero dei fastidiosi numeretti. Tutto risolto per fortuna, con il preziosissimo aiuto di SenzaStile. Praticamente, adesso, se cliccate sul titolo di un post, la barra degli indirizzi vi mostrerà un permalink con il medesimo titolo e la data. Per alcuni di voi questa è una novità di poco conto, ma per la mia mania di perfezionismo questa conquista ha il sapore di una vittoria…

© fraxnet
Avevo accuratamente evitato di parlare della cena di sabato sera. Anzi, per essere precisi, non della cena, ma di tutta la serata. Innanzitutto perchè ho capito che l’automobile a Roma non serve. Sicuramente, non di sabato sera e non a Trastevere. E poi perchè, tranne qualche sporadico tentativo di cambiare discorso, non si è parlato altro che di lavoro, stipendi, curriculum e colloqui. Senza usare eufemismi, direi che mi sono sentito un pesce fuor d’acqua. Stavo lì a boccheggiare, tra una forchettata di fettucine (qua tolgono tutte le doppie, non so come mai) e l’altra; i miei commensali disquisivano amabilmente di stipendi più o meno alti, di colloqui, di come ci si presenta al datore di lavoro. E io… diciamo che ho glissato sulla fatidica domanda “Tu cosa studi?”, diciamo che non mi sembrava il caso di far sentire dei pezzi di merda le persone che erano a tavola con me (e che non facevano altro che dire di non avere prospettive lavorative, quando almeno hanno aziende e case editrici con le quali interfacciarsi), diciamo pure che dire “archeologia orientale” a quel punto avrebbe avuto lo stesso effetto di “ornitologia”. E me ne sono tornato con le pive nel sacco. Del mio tirocinio ancora neanche l’ombra. Del mio futuro lavoro, figurarsi!








22 January 2008 alle 19:44
Visto che a quella cena c’ero anch’io… beh, inevitabile che mi senta tirata in causa! Potrà sembrare istinto di autodifesa da un’accusa di scarsa sensibilità e/o superficialità . Ma nessuno voleva farti sentire un pesce fuor d’acqua. Anche perché – escluso il neo-capitalista – nessuno dei presenti naviga nell’oro o gode di stabili prospettive lavorative. Parli di aziende e case editrici con le quali interfacciarsi. Come se per un laureato in archeologia orientale non ci fosse futuro. E invece lo sai che non è così. Se ne parlava proprio tornando all’agognato parcheggio. Sogni, mi dirai. Irrealizzabili. Non per sempre. Non per tutti.
“Salire. Anche senza essere né una quercia né un tiglio. Salire. Magari poco. Ma salire da solo”. (Cyrano de Bergerac)
22 January 2008 alle 20:00
@Brambri: non era un’accusa di scarsa sensibilità e/o superficialità rivolta a voi! Ci mancherebbe altro. Era solo un’amara constatazione sul fatto che io non sia ancora entrato in questo meccanismo, sul fatto che io dipenda COMPLETAMENTE dai miei genitori, sul fatto che non vedo alcuna prospettiva lavorativa decente. I miei sogni me li tengo stretti; saranno irrealizzabili, ma sono pur sempre l’unico motivo che ho per tirare avanti. Chissà che un giorno non possano avverarsi davvero… :)
23 January 2008 alle 11:29
E’ da una vita che non vado più a Trastevere, ormai è diventata zona off-limit.
25 January 2008 alle 01:06
roma con tutto il suo ‘casino’ resta una città dal fascino indomabile..