Voltaire aveva ragione


@ pape

Mi ero disinteressato dell’argomento. Poi l’ondata di indignazione di parenti e amici mi ha spinto a capirne di più. Avevo provato a scrivere qualcosa nei giorni scorsi, ma il post andava sempre a finire nel cestino. Non riuscivo a esprimere il mio pensiero, non riuscivo a dare una forma adeguata alle mie parole, senza rischiare di essere frainteso. Dunque perdonatemi se ne parlo in ritardo e, soprattutto, scusatemi per l’estrema capacità di sintesi che riverserò in questo post. Per questo motivi, passo subito a chiarire alcune cose:
a) chiunque ha il diritto di esprimersi liberamente;
b) non faccio parte di alcun gruppo politico universitario;
c) sono profondamente laico.
Da qualche giorno a questa parte, gli studenti della Sapienza sono diventati un’unica entità fisica; intollerante, irrispettosa delle opinioni altrui, violenta, anticlericale. Sebbene tali forme di generalizzazione facciano comodo prima ai giornalisti e poi all’opinione pubblica, non mi sembra corretto attribuire a migliaia di studenti gli stessi epiteti. Così come non mi sembra corretto definire cattivi maestri quei professori che liberamente hanno chiesto i motivi che hanno spinto il Rettore a invitare il Papa all’inaugurazione dell’anno accademico; inaugurazione che in un primo momento prevedeva la presenza del ministro Mussi ad ascoltare la Lectio Magistralis di Papa Benedetto XVI. Successivamente il rettore ha corretto il tiro: il papa «ci sarà, ma dopo la cerimonia di inaugurazione, e il ministro dell’Università Fabio Mussi invece non ci sarà più».
Contestazioni, parole dure, la politica che (come sempre) si infila dappertutto con i suoi miasmi e le sue incontrollabili traiettorie. Improvvisamente il Papa spiazza tutti: rinuncia alla visita, declina l’invito, non ci sarà. Qualche stupido esulta, come se si trattasse di una vittoria, non tenendo conto del fatto che si è trattato invece di una mossa molto astuta. Come fa notare qualcuno, “è come se Bush si rifiutasse di venire in Italia a meno che tutti quanti non lo accolgano a braccia aperte [...], mentre sistematicamente vi sono delle manifestazioni contrarie alla sua presenza”. Mi sorprende invece vedere come bastino una lettera firmata da 67 docenti e una protesta di una minoranza esigua di studenti per fermare il Papa. La politica di palazzo che si inchina indistintamente e si scusa univocamente. Ma forse i nostri politici dimenticano un particolare non di poco conto: il Papa ha praticamente fatto tutto da solo. A voler essere maligni, si potrebbe pensare che l’abbia fatto per calcolo e che abbia ritenuto tutto il bailamme un’occasione ghiottissima per aumentare il proprio peso politico. Oppure è sinceramente e profondamente dispiaciuto per ciò che è accaduto. Questo, forse, lo sa solo lui.
Passatemi quest’ultima osservazione (dato che questo è un post di osservazioni, non di conclusioni; sono troppo confuso per poter esprimere una posizione netta sulla questione): tutta la questione è stata elevata a “questione di peso mondiale” dai soliti giornalisti che titolano “La Sapienza caccia Benedetto XVI”. No, l’Università non caccia Benedetto XVI; l’Università si è chiesta l’opportunità di tale visita, ha dichiarato incongrua la presenza del Papa all’inaugurazione dell’anno accademico di un’Università statale, ha espresso liberamente e pacificamente il proprio dissenso. Così come il Papa era libero, se lo voleva, di esprimere liberamente e pacificamente il suo pensiero. Quest’opportunità non c’è stata.
Certo, se un Papa dovesse venire per sottoporsi a un confronto costruttivo con docenti e studenti, allora sì che sarebbe interessante. Ma se deve venire per leggere un discorso (senza possibilità di dialogo, dibattito e confronto) e dare la benedizione, allora forse è meglio che stia a casa. A me le parole che cadono dall’alto non sono mai piaciute. E, a scuola così come all’Università, mi hanno sempre insegnato a ragionare con la mia testa, a fare domande, a chiedere, a confrontarmi. Affinchè io diventassi un cittadino onesto, laico e rispettoso.

13 Commenti a “Voltaire aveva ragione”

  1. valentina scrive:

    Scusami, ma dichiararsi “profondamente laici” non significa nulla, semmai ateo, agnostico… ma i laici sono tutti quelli che non appartengono al clero, e - a meno che tu non abbia preso i voti di nascosto - è scontato che tu lo sia…
    Per il resto sono pienamente d’accordo con te.

    vale

  2. Nemo scrive:

    @valentina: faccio riferimento all’accezione moderna del termine “laico”… il link che ho messo porta a wikipedia, dove viene spiegato in maniera semplice ma efficace… =)

  3. alesstar scrive:

    sono pienamente d’accordo.
    e vorrei aggiungere che il fatto che gli studenti in toto e tutta l’università della sapienza di cui orgogliosamente faccio parte, nonostante tutti i casini che la circondano, vengano tacciati di intolleranza da una persona che non ammette nella sua comunità se non una èlite, e pretende che chi è al di fuori di questa èlite sia il male assoluto, non merita di parlare dall’alto di un pulpito in una comunità come quella appunto della sapienza.

  4. Alea scrive:

    ottimo post Nemo, ti ho anche tumblrato :)

    @alesstar: anche io sono una studentessa della Sapienza, e mi sono sentita ferita, come te, da tutto sto casino inutile. Capisco la tua rabbia, però vorrei chiederti di non rispondere alle generalizzazioni con le generalizzazioni: il Papa non ha scelto il modo di funzionamento della Chiesa, nè ha mai detto (lui nè alcun suo predecessore recente) che chi sia al di fuori della Chiesa sia il male. Quello che intendo dire è: cerchiamo di rimanere lucidi e razionali, solo così saremo davvero liberi dall’intolleranza. :)

  5. alesstar scrive:

    beh alea, a parte che è ritornato indietro su molte aperture che giovanni paolo secondo aveva fatto, ma lui è capo di stato nonchè pastore d’anime che cerca di direzionare tutti i suoi adepti su una strada ben chiusa. se io faccio una generalizzazione, che non sto facendo, non ho milioni di persone al mondo che mi ascoltano e si regolano di conseguenza nel loro vivere quotidiano come succede se lo fa lui ;)
    e sincerament, boh, io ogni volta che sento quello che dice all’angelus mi pare che se la prenda con tutti quelli che non sono parte dell’èlite e dice di lasciarli stare…
    magari avrò capito male, e a sto punto lo spero tanto.

  6. Nemo scrive:

    @Alea: non c’è il link al tuo tumblr… ;)

    @alesstar: facciamo così… se non ci interessa ciò che dice, allora non ascoltiamolo. Semplice, no? Lui è libero di parlare, io sono libero di non ascoltarlo… :)

  7. Nemesis Nemo scrive:

    Non potevo resistere…
    Un altro Nemo…
    Complimenti per il blog.

  8. Nemo scrive:

    @Nemesis Nemo: un applauso al primo omonimo che commenta su questo blog… :)

  9. Nemesis Nemo scrive:

    p.s. Ovviamente sei linkato…

  10. alesstar scrive:

    @nemo sissì, ma io così faccio, solo che nel momento in cui i suoi “consigli” cominciano a entrare nel merito della legislazione cui devo sottostare, diventa un politico come un altro e a me dà fastidio ;)
    ovvio che per il resto campo bene uguale ;)

  11. Nunzio scrive:

    Onestamente la “rivoluzione rossa” che ha scatenato questo teatrino non mi sembra molto dettata dal libero pensiero di studenti illuminati, ma una macchinazione studiata a tavolino dalle non troppo oscure forze politiche che troppo spesso si servono di studenti cannati per raggiungere i loro fini. A prescindere da quello che il Papa rappresenta sotto un profilo religioso, la Sapienza doveva accogliere l’istituzione e lo studioso non il pastore di anime o il capo della chiesa. Secondo me si è persa una grande occasione. Poi volevo sottolineare che l’elitè di cui si parla è composta da circa 2 miliardi di persone in tutto il mondo, circa il 33% della popolazione mondiale. Con tutto ciò non significa che il mio parere su questo Papa sia positivo al 100%, però ho rispetto per l’istituzione e per ciò che rappresenta e per quello che io credo che rappresenti.-

  12. Nemo scrive:

    @Nunzio: esatto e largamente condivisibile. Non si tratta di studenti illuminati, ma di manipolatori… di “servi di partito” (forse così rende meglio). La cosa assurda è che, da un parte e dall’altra, ci sono delle cose che danno fastidio. Purtroppo però, devi convenirne, il Papa è pur sempre il Papa (anche se viene come studioso). Cioè, voglio dire, il Dalai Lama è il capo in esilio di una nazione ma è pur sempre un capo religioso molto importante, dunque è difficile invitarlo solo in veste politica. A parte questo, a me colpiscono le voci indignate da questa “censura”; il Vaticano viene considerato vittima di questa censura. Ma la gente dimentica come, pochi mesi fa, sul palco del Concerto del Primo Maggio un uomo ha espresso il suo LIBERO PENSIERO. E il giorno dopo l’Osservatore Romano tuonava: “Censura. Quell’uomo non doveva dire quelle cose su quel palco”. I due pesi e le due misure, proprio no. Su tutto il resto possiamo essere d’accordo. :)

  13. Nunzio scrive:

    Possiamo aprire infiniti capitoli sull’ingerenza politica pressante che da qualche anno a questa parte il Vaticano oppone, con i suoi continui interventi anche in questioni che forse interessano poco gli aspetti cristiani della vita sociale e politica.
    Lascia stare le voci indignate dei miei colleghi (lo dico sottovoce ancora) molti non sono migliori dei famosi “studenti illuminati” o dei tuoi “servi di partito”. Però devi ammettere che stiamo facendo una serie di figure di merda con il resto d’Europa e del Mondo, ciò a maggior ragione perchè il Papa ce l’abbiamo a casa nostra ed è pure il Vescovo di Roma… cioè, era più comprensibile se non l’avessero voluto a Messina o Napoli. Comunque caro credo che adesso me ne fotterò del Papa e penserò a passare questa giornata in relax….a presto.

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