E mi sento un eroe a tempo perso


© antonionemoamato

“Ma con chiunque sappia divertirsi… mi salverò!
Che viva la vita senza troppo arrichirsi… mi salverò!
Che sappia amare e che conosca Dio come le sue tasche…”

Io scriverò, Rino Gaetano

163.
09:00.
Il Verano alla mia sinistra.
Il sole batte basso sulle nuvole.
Lame di luce penetrano attraverso i vetri sporchi, rimbalzano su orologi e oggetti di acciaio e infine cadono sul mio viso. E mi vedo riflesso sul vetro davanti. Mi piacciono i miei occhi, sono scuri quanto basta; le mie sopracciglia, i miei baffi, la mia fronte. E sembro mio padre. Decine di pensieri si accavallano e mi viene da piangere. Alzo il volume dell’iPod e mi immergo in quella visione. Continuo a guardarmi. Al di là del vetro una Roma bellissima e struggente. Poca gente per strada. Solo l’autobus sembra essere un conglomerato di esistenze. Distolgo lo sguardo e, nel movimento, mi accorgo della mia particolarità: quella piega strana che fa il mio orecchio lì in alto. Quel segno particolare che ogni volta faccio inutilmente notare all’addetto alle carte d’identità. Perchè non mi si vuole riconoscere una particolarità? Io sono diverso dagli altri…

4 Commenti a “E mi sento un eroe a tempo perso”

  1. alesstar scrive:

    uh, anche io chiedo sempre di mettere questo o quel particolare, sulla carta d’identità (cioè, sempre, 2 volte, l’ho fatta), ma niente, mi dicono che non si può. tipo la cicatrice sul sopracciglio, o il naso che si muove quando batto la palpebra.
    evvabbè, significa che queste cose le si dice da noi, che tanto la carta d’identità te la chidono solo per fare gli esami e spesso nemmeno la guardano, chè sulla foto si è sempre diversi da quelli che si è veramente.
    con questo non so dove sono andata a parare, ma boh.

  2. Bry scrive:

    Io ho un piccolo neo sul naso.

    Sono un’eroa anche io (eroina è sminuente).

  3. TrecceNere scrive:

    Ciao Antonio!! Eccomi son tornata proprio oggi :) che bello il post che hai scritto, tuo padre il tuo riflesso come ti vedono gli altri…quante cose ci vogliono per dire la nostra identità.
    Per ridere: Una volta mia zia ha dovuto quasi litigarsi con l’impiegata del municipio perchè non voleva riconoscere che aveva gli occhi verdi e non azzurri!!!

  4. Lu' scrive:

    (ammetto che la prima lettura è stata molto ma molto superficiale, ma solo perchè volevo vedere che combinavi e al tempo stesso stavo facendo altre 5000 cose…cmq, ecco che prima di andare a letto, ho riletto, ho capito qualcosa in più (o_O non ne sono mica sicura) e mi sento la coscienza a posto ;p

    (credo che abbiamo ancora molto da discutere su certi punti. per ora mi limito ad aspettare domani, poi vedremo!)

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