Occhio vivo e padronanza del mezzo
Lo faccio ogni volta che scendo a casa.
Vado a trovarli. In fondo, sono i miei nonni. E sento che l’abbraccio di mia nonna è sempre sincero, lei è davvero felice di vedermi tornare a casa. Credo lo sia anche il nonno, ma lui ormai difficilmente lascia trapelare le sue emozioni. L’ho trovato sulla sua poltrona, avvolto in una vestaglia calda e coperto da un plaid. Sulle gambe un piccolo piattino: cinque o sei spicchi d’arancia. Masticava, come sempre. L’ho salutato come al mio solito: piccola pacca sulla testa pelata, poi un bacio e il consueto “sai chi sono io?!”. Ma lui non lo sa o, forse, non sa dirmelo. Magari si ricorda della mia faccia, ma non sa dire chi è questo giovanotto che è cresciuto tanto negli ultimi anni. Mia nonna non demorde e, per tutto il tempo della visita, non fa altro che punzecchiarlo chiedendogli “ma ti ricordi chi è lui?!”, “è antonio, studia a roma… ti ricordi?”… Lui a volte scuote la testa, altre volte annuisce. Ma gli occhi sono inespressivi. E’ come se guardasse nel vuoto. E a me ritornano in mente i ricordi di bambino: mio nonno in sella alla bicicletta di mio cugino e noi tutti a ridere, mio nonno che pur di evitare la fila saliva con due ruote sul marciapiede, mio nonno che parlando della sua abilità alla guida diceva che era da imputare a due fattori importantissimi: l’occhio vivo e la padronanza del mezzo. Ora non guida più. Siamo stati costretti a togliergli una delle sue ragioni di vita: la macchina. Da allora è stato un declino inesorabile, punteggiato da piccoli momenti in cui sembra riacquistare lucidità , per poi ripiombare nella più assoluta atarassia. Però ieri sera, quando stavo per andare via e l’ho salutato, ha alzato la mano e mi ha congedato con un ciao. Com’è difficile ricacciare le lacrime di fronte ad un uomo che si aggrappa solidamente a quel poco di dignità umana che gli resta, che resiste imperturbabile, che è capace di farci ridere ancora cantando vecchie canzoni (le poche che ricorda), che sa essere ancora nonno. Nonostante tutto. E tutti.









22 December 2007 alle 17:40
Ciao Nemo,
ti leggo sempre via feed, mi piacciono le cose che scrivi, mi piace la tua sensibilità . In questo post … hai “fotografato” mio babbo, che tre anni fa (a 94 anni) mi ha lasciato. Era ormai diventato un bimbo…..
Mi hai commosso.
Auguri di Buon Natale e Sereno 2008, Antonio!
giovanna
22 December 2007 alle 18:19
@giovanna: è sempre piacevole scoprire di avere il dono di commuovere qualcuno… E lo è ancor di più quando praticamente un post lo scrivi più come sfogo personale che come fatto pubblico… Un mondo di auguri anche per te, Giovanna… :)
25 December 2007 alle 17:33
Ti voglio bene Nemone…