Tout…
Un giorno, sulla banchina del porto, aveva atteso sconsolato il suo arrivo. E sebbene nulla sarebbe riuscito a distoglierlo dal suo intento, Paul si era imposto di non desistere. L’avrebbe visto passare. Rimuginava con la testa su cose ormai avvenute, sui pensieri di una vita che più trascorre e più si ingarbuglia. Mentre i pensieri si accavallano gli uni sugli altri. Marie lo aveva avvertito.
Una sera, davanti al piatto di minestra, gli aveva detto che lei se ne andava, che era stanca della sua vita e che voleva cominciare a lavorare in una sartoria. Paul l’aveva guardata. L’aveva osservata per una decina di minuti e poi quel rumore secco. La porta che sbatteva. Marie che usciva silenziosamente da quella gabbia di vetro che era diventato il loro matrimonio. La minestra ormai fredda nel piatto. Paul, dopo interminabili minuti passati a fissare il soffitto, si era alzato, aveva preso il piatto da tavola e versato il contenuto nel lavello. E di nuovo, come fosse un comando, un qualcosa di istintivo, il suo sguardo si era impuntato sui chicchi di minestra incastrati nello scarico. Li aveva spinti giù con il dito. Uno ad uno.
E ora annaspava tra i ricordi. Un film in un cinema di periferia. Qualche castagna bollente presa a caso da un cartoccio. Le lunghe passeggiate in riva al fiume, a scavalcare gli imperfetti risultati di un acquazzone invernale. Ora lui era lì. La testa tra le mani. E quel pulsare continuo.
Les gens qui aiment ne doutent de rien, ou doutent de tout.
Basta, Marie. Non è che qualcuno lo si deve necessariamente distruggere, per fargli imparar qualcosa. Non vedi com’è ridotto quest’uomo?! Non aspetta altro che il suo cuore passi di qui, per colpirlo alle spalle. Più e più volte. Divellere la carne fresca, stracciare i muscoli, sconvolgere il proprio animo. E tu lo sai, Marie, lo sai che è capace di farlo. Sei l’unica che può salvarlo da sè stesso.
Les gens qui aiment ne doutent de rien, ou doutent de tout.
Paul rimise a posto i propri pensieri. Li catalogò, li sistemò sugli scaffali cerebrali, decise che forse era il caso di tornare a casa. Non era necessario porre fine a quell’esistenza. Marie se n’era andata. Lui aveva fatto poco per trattenerla, ma ciò non stava a significare che non gli importasse. A perdere siamo sempre bravi. La cosa più difficile è vincere.
Dubitare di tutto. E andare avanti.
Morì così, Paul. Dubitando di tutto e andando incontro al proprio destino. Alla mano accecata di Marie.





15 December 2007 alle 15:45
quando qualcuno se ne va a volte è per metterci alla prova, per vedere cosa faremo per trattenerla, io grido se voglio ancora che non vada via..