A tre candele
Saturday 3 November 2007
© veronica-p
Stamattina scendo in garage per prendere la mia macchina (che, per inciso, nessuno utilizza durante le mie prolungate assenze da casa) e ormai seguo un rito ben preciso prima di salire: ovvero controllo eventuali sintomatologie esterne e, ovviamente, visibili all’occhio nudo. Premetto che io non so assolutamente come funzioni una macchina, per me rimane un mistero il fatto che si accenda, che con 5 euro di benzina faccio tot chilometri, che ogni tanto si guasti, ecc. ecc… Praticamente, di motori non me ne intendo. E dunque il mio rito consiste nel girare attorno alla vettura polverosa, dare due o tre piccoli calci d’ordinanza alle gomme (non so la ragione di tale gesto ma vedo che lo fanno tutti e dunque mi aggrego), abbassarmi al livello del manto stradale e controllare se ci sono perdite (che poi, per dire, anche se ne vedessi una salirei ugualmente in macchina e accenderei il motore)… Memorabile la volta in cui, infastidito da un persistente odore di benzina “all’interno della macchina”, la portai dal meccanico. Pochi minuti dopo, il responso: “Avevi il culo su un’autobomba!”. Ciò stava a significare che si era danneggiato il bocchettone del serbatoio (quello posizionato sotto il sedile posteriore), la benzina aveva straripato sotto il sedile e sarebbe bastata l’innocua scintilla di un accendino per farmi saltare in aria. Comunque, anche stavolta faccio il giretto di controllo e, rincuorato, salgo sulla vettura. Metto in moto e mi sembra di stare su una di quelle 126 (o 112) di una volta. Il motore borbotta, accenna piccoli singulti di vita, poi parte continuando il suo lamento. Sembro un agricoltore sul suo trattore. Mancano solo quei due o tre sbuffetti di fumo nero e sarei a cavallo. Non esco neanche dal garage, chiamo mio padre e anche questa volta il responso è lapidario: “Stavi camminando a 3 candele. Una si è bruciata”.
Ma perchè? Le automobili non hanno due candele?!



