Lettera aperta a Enne
Avviso importante: ciò che leggerete tra poco potrebbe non interessarvi minimamente, potrebbe incuriosirvi, potrebbe far scaturire innumerevoli domande, potrebbe farvi incazzare o lasciarvi indifferenti. Ho deciso di pubblicare una lettera che scrissi un po’ di tempo fa per una persona (che, per convenzione, chiameremo Enne), ma che non spedii mai. I commenti sono aperti, ma ci vuole “tanto, troppo coraggio” per commentare una cosa del genere. Siate clementi…
Cara Enne,
non avrei mai creduto che, dopo così tanto tempo, mi sarei trovato seduto sul letto a scriverti una lettera, non avendo altro modo per rintracciarti. In un raro momento di lucidità , qualche mese fa cancellai tutti i tuoi numeri dal cellulare, dal computer e gettai la mia agenda. Avevo deliberatamente deciso di non farti più del male, nel caso in cui mi sarei voluto fare sentire. Dunque adesso è sinceramente strano che io mi trovi sveglio a scriverti queste poche righe che forse non leggerai mai. Sono passati parecchi giorni da quella tristissima telefonata di fine maggio ma raramente ho smesso di pensarci. Ultimamente la consapevolezza di aver commesso uno sbaglio è tornata con più forza di prima. Ricordo come, dopo ciò che successe al tuo ritorno dall’estero, io non volessi minimamente sentir parlare di te, perchè grande era la delusione per ciò che mi avevi fatto. Ero convinto di averti persa per sempre quando, quella sera di agosto, mi dicesti che non era il caso di continuare a sentirsi. Ti stavo dimenticando, anche se lo facevo lentamente perchè non ero neanche sicuro di volerlo davvero. E poi sei ricomparsa, non hai mollato la presa finchè non mi hai fatto di nuovo innamorare di te. E sono stati giorni intensi. Io non lo sapevo, ma ero felice con te. Lo capisco adesso, quando sento “This is a song” e mi ricordo di quella mattina in giro per la tua città . L’eclissi. E poi Roma, il nostro superare i problemi perchè l’importante era stare vicini. Stare insieme. Io non vorrei mollare e mi chiedo spesso cosa significhi tutto ciò. Cosa significhi il tuo emergere dai mille pensieri che ho in testa… Cosa significhi questa notte ambiziosa che si perde nei tratti della mia penna… Cosa significhino i chilometri che sempre ci hanno diviso… Cosa?









26 November 2007 alle 19:33
[OT]
Caro Nemo!
il mio google reader non aggiornava più i tuoi post. Come mai?
Pensavo fossi assente… :-)
Ho copiato nuovamente l’indirizzo Feed.
Recupererò gli arretrati … piano piano!
ciao!
g
26 November 2007 alle 19:50
Dato che costituzionalmente sono clemente, non commenterò quello che hai scritto. Ma siccome so di cosa e di chi stai parlando… hai fatto bene a non mandarla questa lettera! Anche se pubblicarla qui – io e te possiamo dircelo sottovoce – è un po’ sperare che Enne la legga. È un po’ cedere a una tentazione, conservando però l’illusione di non averlo fatto. Io non so dirti cosa significhi il suo emergere dai mille pensieri cha hai in testa. Puoi saperlo solo tu. E scoprirlo sarebbe già un bel risultato.
Non ho ricette da darti. Né consigli saggi. Solo dedicarti la stessa canzone che mi canticchio ogni volta (spesso) che simili tentazioni le ho anch’io…
“Immagini care per qualche istante sarete presto una folla distante, scavalcate da un ricordo più vicino. Per poco che la felicità ritorni è molto raro che ci si ricordi degli episodi del cammino. Ma se la vita smette di aiutarti è più difficile dimenticarti di quelle felicità intraviste, dei baci che non si è osato dare, delle occasioni lasciate ad aspettare, degli occhi mai più rivisti. Allora nei momenti di solitudine, quando il rimpianto diventa abitudine, una maniera di viversi insieme, si piangono le labbra assenti di tutte le belle passanti che non siamo riusciti a trattenere”.
Pensaci…
27 November 2007 alle 19:13
Scrivi:
“Cosa significhi il tuo emergere dai mille pensieri che ho in testa…”
Rispondo:
solo che non hai ancora incontrato un’altra donna.
Non ti conosco, non mi conosci, non so neppure quanti anni hai, ma fidati. E’ cosi’.
;)
27 November 2007 alle 19:15
@markingegno: questa sì che è una risposta… mi fido e la tengo a mente… :)
27 November 2007 alle 19:55
Ma uffa, Nemo! È la stessa cosa che t’ho scritto, in modo più contorto, anch’io! :-(
27 November 2007 alle 19:59
@Brambri: ma te hai fatto un giro della madonna per arrivarci… :P Sintesi, mia cara, sintesi… :D
27 November 2007 alle 20:11
Chiamasi allusione, mio caro! Chiamasi delicatezza, mio caro! Tutta roba sprecata con te!
22 December 2007 alle 10:53
[...] capirlo, ma no… Se non mi complico la vita, non son capace di vivermela (esempio classico: la lettera aperta di qualche settimana fa). E’ insoddisfazione condita con pessimismo. E stamattina sembra [...]