Devo dire che era da un bel po’ di tempo che non mi prendevo una pausa così lunga dalla Rete e dal blog. E, sotto certi versi, mi ha fatto anche bene… Ma, come scrive il buon Camilleri, “ora vengo e mi spiego”…
Tutto è cominciato con il post precedente. Nessuna pretesa, solo una serata tra amici, tanto divertimento. Avevo ricevuto un invito in un locale dove si gioca al Dr. Why?. Non sapevo cosa fosse, in cosa consistesse e se fosse stato meglio prepararmi psicologicamente a delle solenni figure di merda… Ignaro di tutto ciò, incontro le mie amiche alla fermata dell’autobus e ci dirigiamo al locale. Piccola fila per fare la tessera. Tavolo tutto per noi. Scopro che si tratta di un gioco di gruppo: ogni tavolo di amici gioca contro gli altri. Una sorta di “Chi vuol essere milionario?” di gruppo. Per fortuna, il tutto senza Virginio Scotti (sì, il suo vero nome non è ovviamente Gerry!). Vengo presentato dalle mie amiche a due loro conoscenti. Il fatto stesso che porto gli occhiali, deducono entrambe le ragazze all’unisono, è sinonimo di secchione e sapientone. Cominciamo bene. Per uno che non aveva intenzione di apparire attraente, è un ottimo inizio. Peccato che sotto sotto ci sperassi in questo mio “non voler apparire attraente” e lo considerassi come un biglietto di prima classe per il fantastico mondo della seduzione involontaria…
Cerco di pararmi il culo dicendo testualmente che, se dovessi sbagliare qualche risposta, “vuol dire che le domande sono difficili per chiunque”. Non risulto simpatico e ottengo l’effetto opposto; oltre a secchione e sapientone, per loro ora sono anche irrimediabilmente uno che se la tira. Il gioco inizia e, tra una domanda e l’altra, faccio le mie inevitabili figure di merda e ho i miei insostituibili momenti di gloria (tipo quando, alla domanda “Qual è il sinonimo di COACERVO?”, azzecco la risposta giusta in pochi millesimi di secondo, bruciando sul tempo gli altri tavoli); arriviamo 18esimi su 36 tavoli e la serata si conclude nella discoteca al piano di sotto dove, in preda a una non meglio precisata voglia di movimento, ho partecipato ai balli di gruppo sbagliando tutte le mosse. Rientro alle 2:30.
La giornata di sabato mi ha visto impegnato in una visita ad un non-luogo. Odio questi posti ma, quando ti regalano 30 euro di buono sconto, è difficile resistere. 45 minuti di moto per raggiungere il non-luogo, 15 minuti di fila per ritirare i buoni, io vestito da omino Michelin (colpa della giacca da moto prestatami dal mio solerte coinquilino motociclista), un freddo pungente e un casino assurdo. Acquisti: un paio di scarpe e un maglioncino. Totale: 50 euro. Mica male.
E veniamo a oggi. Appuntamento con Brambri alle 10:30 a Termini. Arrivo con mezzora di ritardo, per colpa dei mezzi (classica scusa di chi è uscito da casa alle 10:20, convinto che non fosse un giorno festivo). Destinazione: Porta Portese. Obiettivo: borsa nuova per la cara amica (che, non dimentichiamocelo, ha dimenticato il MIO ombrello a casa di un’estranea!). Ora, devo dire che mi aspettavo di peggio. Ma sarà stata la compagnia, il sole tiepido, la zona dell’antiquariato, la passeggiatina pre-pranzo… insomma, ho un buon ricordo di Porta Portese. Anche se il mio obiettivo di tornarci con la macchina fotografica non sarà perseguibile, perchè non c’è proprio nulla di pittoresco da fotografare… Peccato…

Buuhhhh!! Secchione!!
Che cacchio vuol dire coacervo?:S
ma voglio farlo pure io quel gioco