Il fatto


© valentinopane

Non sono nessuno per parlare di Enzo Biagi. E non per quella stupida mania che prende tutti gli uomini di fronte alla morte di qualcuno: cioè, parlarne bene e a tutti i costi. No. Non sono nessuno perchè non posso portare una testimonianza diretta di chi fosse davvero Enzo Biagi. Però ricordo con piacere il mio rientro a casa, la sera, e la sua faccia così gentile e bonaria ad aspettarmi. Si cenava con lui e si parlava del più e del meno. Portava sempre un altro ospite con sé e mio padre era felicissimo di parlare con loro. Ci si confrontava, grazie a Enzo Biagi. Si rifletteva sulle cose del mondo. Sempre con quella precisione e quel tatto che sono tipici di un chirurgo o di un pompiere. Si muoveva lentamente, Enzo Biagi. E ci sapeva fare davvero. Io lo ricordo così. Quando la sera si sedeva a tavola con noi. Prima che fosse cacciato via dalla sua televisione e dal suo mondo da gente che ora dice di aver sempre avuto stima di lui.

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