Archivio di October 2007

Le stampelle di Storace ricordano il regime

Wednesday 10 October 2007

di Rita Levi-Montalcini [da Repubblica.it]

Caro direttore, ho letto su Repubblica di ieri che Storace vorrebbe consegnarmi, portandomele direttamente a casa, un paio di stampelle. Vorrei esporre alcune considerazioni in merito. Io sottoscritta, in pieno possesso delle mie facoltà mentali e fisiche, continuo la mia attività scientifica e sociale del tutto indifferente agli ignobili attacchi rivoltimi da alcuni settori del Parlamento italiano. In qualità di senatore a vita e in base all’articolo 59 della Costituzione Italiana espleterò le mie funzioni di voto fino a che il Parlamento non deciderà di apporre relative modifiche. Pertanto esercito tale diritto secondo la mia piena coscienza e coerenza. Mi rivolgo a chi ha lanciato l’idea di farmi pervenire le stampelle per sostenere la mia “deambulazione” e quella dell’attuale Governo, per precisare che non vi è alcun bisogno. Desidero inoltre fare presente che non possiedo “i miliardi”, dato che ho sempre destinato le mie modeste risorse a favore, non soltanto delle persone bisognose, ma anche per sostenere cause sociali di prioritaria importanza. A quanti hanno dimostrato di non possedere le mie stesse “facoltà”, mentali e di comportamento, esprimo il più profondo sdegno non per gli attacchi personali, ma perché le loro manifestazioni riconducono a sistemi totalitari di triste memoria.

Non commento.
Mi limito solo ad alzarmi dalla sedia ed applaudire questa donna.

Com'è reale la virtualizzazione di una vita…

Saturday 6 October 2007


© mikoyan-gurevich

Chi ha inventato Blogbabel? Ok, ok… non cominciate a tirar fuori nomi, per carità. Voleva essere una domanda retorica. Segnalai il mio blog qualche tempo fa e da subito cominciai a militare intorno alla posizione numero 4480 (o giù di lì). Con i nuovi criteri, sono salito a 1200 (o giù di lì). Questo dimostra come si tratti di una classifica puramente irrilevante. Cos’è successo al mio blog dall’oggi al domani?! Ho ricevuto centinaia (se non migliaia) di accessi in più? Risposta: no. Ho forse ricevuto molti più commenti? Risposta: no, anzi sono diminuiti. Allora probabilmente molte persone hanno aggiunto il mio feed RSS ai loro preferiti? Risposta: non credo. Ora, tutto questo ha un senso. Cioè, tutto questo dovrebbe avere un senso. Per come la vedo io, la Rete mi regala assoluti momenti di libertà, mi piace scoprire ogni tanto un blog nuovo ed interessante, mi piace essere seguito (a chi non piace?!), ecc ecc… Ma ridurre tutto ad una mera statistica non mi piace. Non mi piace perchè non è lo spirito della rete, perchè penso che relegando ad una classifica il compito di stabilire quale sia il blog che contiene idee intelligenti, spunti di riflessione e approfondimenti, non si va da nessuna parte. Io, quando ho voglia di scoprire un blog nuovo, mi rivolgo ai numeri bassi di questa classifica. Sì, applico il principio cristiano del “gli ultimi saranno i primi”…

Mastellino… Mastellino…

Friday 5 October 2007


© dogeatdog5

Al di là di tutta la polemica che sta montando intorno al ministro Clemente Mastella, mi fa piacere notare il fatto che, dopo aver messo egli stesso dei filtri sul proprio blog per evitare che quest’ultimo venga “preso d’assalto da anonimi, nomi inesistenti, provenienze curiose”, il ministro abbia anche il coraggio di dire “Ho chiesto di sapere, nel post precedente, i vostri pensieri sulla legge Gozzini e sono pronto a discuterne insieme a voi”.
Mastella… ma se non ricevi commenti da settimane???!!!

In carrozza

Wednesday 3 October 2007


© antonionemoamato

Solito post. Solita comunicazione di servizio. Soliti sentimenti contrastanti. Domani si riparte. Divido il mio tempo tra Milazzo e Roma, ormai. Quando scendo è sempre una festa; quando salgo ci sono due voci diverse nella mia testa (una vorrebbe restare, l’altra vorrebbe partire). Però, se penso al fatto che questi mesi saranno pieni di lezioni, di impegni universitari, di ore passate in biblioteca, tutto sommato non mi sento poi così male. E’ la stessa sindrome che mi prendeva ogni settembre, quando la scuola iniziava e io ero tutto gasato di poter tornare tra i banchi. Ad ottobre magari ero già stanco della vita da studente, ma quella sensazione di euforia scolastica mi appagava talmente tanto che il resto non importava. Eccomi, Roma… Arrivo con il mio zainetto nuovo, i miei quaderni e le mie penne…

Amarcord

Wednesday 3 October 2007

Stavo sfogliando vecchi album di fotografie quando sono incappato in questi scatti della fine degli anni 80. Alcune si commentano da sole, per altre c’è bisogno di qualche spiegazione…

Ogni mese d’agosto la mia famiglia, insieme a quella dei miei zii, si trasferiva nella casa in campagna. Mio cugino (all’estrema destra), in quegli anni, aveva la fissa degli indiani e ci costringeva (devo dire, molto amorevolmente) a travestirci da pellerossa, a costruire un teepe (con le tende per la doccia) sotto il suo attento controllo ed a stare ai suoi ordini. Non c’è bisogno di dirlo, lui era il capo-tribù ed io e le mie cugine eravamo dei semplici sudditi. Non si vede, ma io portavo degli orrendi pantaloncini cortissimi e gialli, con gli orsacchiotti… Trash!

La solita, tamarrissima fotografia che tutti i turisti non possono esimersi dallo scattare… Da notare il tocco trash-cult: gli zoccoletti del Dr. Scholl’s!

Credo fosse Gubbio, o Assisi… Non ricordo bene. Ricordo però che, per via del mio occhio pigro, ero costretto a portare una fastidiosissima benda sull’occhio, della quale non mancavo di vantarmi con tutti gli amichetti…

Sempre tardi

Tuesday 2 October 2007


© frixin

Ho sempre trovato coraggiosissima la scelta di fuggire il giorno del matrimonio. Al di là dei risvolti psicologici dell’atto in sè, mi piacerebbe entrare nella testa di una persona che prende bagatti e bagattelle (come si dice qui in Sicilia) e fugge. Ribellione, anticonformismo, paura… Cosa si agita nella mente di un fuggitivo? Forse il pensiero dei marmocchi in giro per casa, oppure il fatto di non poter reggere una convivenza o, peggio ancora, il sentore di un amore finito che si esplica solo poche ore prima del fatidico sì? E come ci si sente quando le proprie scarpe colpiscono ritmicamente il pavimento nel tentativo di mettere quanto più spazio possibile fra sè ed il proprio annunciato fallimento? Non ho risposte ma mi sta venendo voglia di provarci… Chi accetta di sposarmi per poi sentirmi rispondere “no” al prete allibito, vedermi scappare con il vestito buono mentre i testimoni mi inseguono?

Un contenitore di passioni

Monday 1 October 2007


© hypocrisie

Un simpaticissimo post di Sere ha dato il “la” a questo mio piccolo intervento in difesa delle passioni. E non mi riferisco alle passioni simil-Harmony o definite tali, bensì a tutti quegli hobbies più o meno coltivati, più o meno trascurati, più o meno importanti; passatempi che riempiono il tempo libero e che io amo definire “non-passatempi” (nel senso che non li coltivo per passare il tempo, ma che il tempo passato a coltivarli è una splendida semina della quale raccoglierne la messe in un futuro neanche troppo lontano). Il problema principale, ora come ora, è che la gente non è più animata da alcuna passione. E sono rari, anche adesso, i contenitori di passioni (categoria della quale mi vanto di appartenere); cioè quelle persone che sanno fare una miriade di cose, ma non sono specializzate in nessuna di queste cose. Io ho sempre sentito la necessità di spaziare, di occuparmi di qualunque cosa mi interessasse; cercando di capirne i meccanismi, i termini giusti, le modalità perfette. Ho sempre preferito il manuale all’automatico, l’analogico al digitale, le buone vecchie cose di una volta alla freddezza delle cose di oggi. E mi sono sporcato con i colori ad olio mentre dipingevo (avendo appurato che i colori a tempera non restituivano la stessa gamma cromatica e il rilievo di altri tipi di colori), ho reso doloranti i miei polpastrelli per imparare a suonare la chitarra (per poi passare al gratificante basso elettrico), ho imparato a stuccare, intonacare ed usare il cemento, ho imparato la differenza tra una pellicola sviluppata normalmente ed una sviluppata in cross processing, ho imparato a scrivere decentemente, ho imparato a scattare foto… In nessuna di queste cose raggiungo la perfezione o, più modestamente, un ottimo livello; ma la fase dell’esperienza mi ha permesso di capirne di più. Alla responsabile del Museo (dove da gennaio inizierò il tirocinio), che mi chiedeva se sapessi usare un computer, ho risposto “Certo…”. E lei, forse non soddisfatta dalla mia risposta: “Allora sa fare presentazioni, fogli elettronici, ritocco foto, ecc ecc?!”… Io, imperscrutabile come una lastra di marmo: “Ovvio…”. Ho visto sul suo viso un leggero inarcarsi del sopracciglio. Al che mi sono sentito in dovere di precisare: “Beh, non so programmare… Ma mi dia due mesetti di tempo e sarò all’altezza del compito.” Non ha replicato. Forse era palese l’ironia che avevo riversato a piene mani nella risposta, ma mi rendo conto che probabilmente non era poi così inverosimile!