Volevo nascere donna (forse)

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Lo ammetto. Me ne accorgo solo quando non trovo più un centimetro sul lavello per riporre l’ennesimo bicchiere della giornata. Quotidianamente “spreco” dai due ai quattro bicchieri. E non perchè non mi va di bere sempre nello stesso bicchiere, ma fondamentalmente perchè me ne dimentico, penso che i bicchieri sul lavello siano stati usati da qualche altra persona (anche se sono praticamente solo in casa) e così passo il mio tempo a chiedermi se sia giusto prenderne uno pulito oppure usare uno di quelli sporchi, optando sempre (vigliaccamente) per la prima azione. E, ogni volta che mi appresto a lavare pile di piatti con l’ultima goccia che è rimasta nel contenitore del detersivo (che, chissà come mai, s’ha sempre da comprare), penso: “Ma se mia madre mi avesse fatto donna, sarebbe cambiato qualcosa?”. La prima risposta che mi viene in mente è: “Da dove ti escono queste domande?”, poi “Probabilmente sì” e infine, dopo attenta analisi, “No, non sarebbe cambiato nulla”. Le donne cercano (quasi) sempre l’uomo galante, che non rutti a tavola o che non si gratti nelle zone più impensabili durante i momenti più impensabili, che si ricordi degli anniversari e che sappia essere dolce e comprensivo… Io invece non cerco necessariamente la donna sensibile, disponibile, affettuosa, ecc ecc… Vado oltre. Cerco una razza che si è praticamente estinta, nella ricerca affannosa delle pari opportunità (che, ricordiamocelo, non significa mascolinizzarsi!). Cerco una persona ordinata, una persona che sappia arginare il mio effluvio costante di vestiti, che sappia insegnarmi cosa siano l’ordine e la disciplina domestica; non necessariamente facendo tutto da sola, anzi! Io voglio essere ri-educato, voglio imparare a riporre le cose ordinatamente, seguendo un criterio alfabetico o di materiale di cui sono composte, piuttosto che una catalogazione cromatica o nominale. Chi entra nella mia stanza si stupisce sempre dell’ordine che vi regna… perchè non apre gli armadi ed i cassetti!!! In tal caso sarebbe letteralmente sommerso dal mio disordine. Mi piace dire che sono ordinato nel mio caos e, tutto sommato, è vero. Ma c’è una bella differenza tra l’ordine disordinato e l’inarrivabile ordine ordinato!
P.S.: ho preso da mio nonno la cattivissima abitudine di conservare ogni busta di plastica che entra in casa… sono convinto che, prima o poi la mia eterogenea collezione di buste di plastica mi tornerà utile!!! Nel 2059 mi chiameranno, in qualità di esperto conoscitore delle buste di plastica, per esporre i miei cimeli in una mostra dal titolo “E ora imbustateci pure!”…



