Una delirante poesia - Samuele Bersani
La coincidenza è logica,
di trovarti qua lo sapevo già in anticipo.
Avevo un numero e l’ho perso,
poi ho lasciato la tua fotografia su ogni tavolo.
Fino a che per caso un giorno
ho letto un ritaglio che ti riguardava.
In poche parole eccomi a sorprenderti,
torno in qualità di vecchio scheletro.
Intrappolato nella trincea,
dissotterrato da una marea,
ho superato ogni ostacolo.
E sono finalmente riemerso
fuori nell’ossigeno…
E’ un racconto inedito da vivere
prima di stenderlo
come cemento sopra le righe
dritte sulle pagine da capo a margine,
sarebbe inchiostro che non si imprime più…
Si è seccato ormai, molti anni fa, al primo capitolo.
Un viaggio fermo in biglietteria,
fissato per scappare via
dalle barriere che si alzano,
non servirebbe a niente adesso
se non fosse valido.
E’ un racconto inedito da leggerci
negli occhi aprendoli
e non delimiterei un confine.
Prima di ripetere certe abitudini
togliamo ai gambi tutte le spine.
E’ una delirante poesia in febbre leggera che ti regalo…
Devo mettermi a pensare quale piano alternativamente avrei
ma è impossibile fermare un asteroide quando è in transito.
Cambi sempre titolo per non decidere,
il sole intanto fatica a uscire
resta dietro la riunione delle nuvole
raccolte in alto sul campanile.
Cambi sempre titolo per non decidere,
non metti il punto per non finire
mentre avanzi a piedi scalzi nel disordine,
io ti avviluppo con le mie spire…







