La mia piccola signorina

Non servivano parole. Lo sapevamo entrambi che sarebbe stato superfluo usare parole, costruire frasi ed elaborare concetti. Ci è bastato un secondo e, con la stessa naturalezza di una lacrima che cola lentamente su una guancia, ci siamo stretti in un abbraccio che valeva più di tutto l’affetto che proviamo l’uno per l’altro. Non saprei descrivere com’è stato averti accanto, mia piccola preziosissima amica, dunque spero tanto ti accontenterai di questo insignificante post per celebrare il nostro incontro. Ed è stato comunque fantastico vederti serena, accanto a qualcuno che conosce bene il proprio ruolo ed il proprio peso sulle tue ossa. Ricorda che c’è sempre qualcuno pronto ad insegnarti com’è difficile trovare l’alba dentro l’imbrunire; e quel qualcuno sono io.
Ti voglio bene, Fefè…



