Stelle buone

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Ho la fortuna di avere una splendida terrazza dalla quale poter ammirare il Golfo di Milazzo nella sua straordinaria bellezza. Di sera, quando in basso si accendono le luci, la raffineria e la centrale elettrica smettono di essere aridi impianti moderni e si colorano di sfavillanti lampadine multicolore. La chiamiamo la Manhattan sicula, perché la sensazione è quella di vivere a poca distanza dai grattacieli americani. Dopo il tramonto è possibile vedere le stelle, perché qui in campagna l’inquinamento luminoso è ovviamente ridotto. Ieri sera ho aperto l’armadio, ho frugato tra i vestiti finché non ho trovato ciò che cercavo: la giacca della tuta viola che indossavo quando ero un po’ più piccolo. L’ho messa (un po’ a fatica), ho agguantato lo stuoino e sono corso sù per le scale. Mi sono sdraiato ed era come avere di fronte un immenso telone nero bucherellato qua e là. Dietro il telone, una gigantesca lampadina faceva penetrare la propria luce attraverso i fori. Non era San Lorenzo ieri, ma ho visto tre stelle cadenti. Ho espresso solo un desiderio prima di addormentarmi sotto le stelle. Il sirìnu (nome siculo per identificare il fresco serale) mi ha svegliato pian piano, ho preso i miei pensieri sparsi sulla terrazza e sono sceso, per coricarmi nel mio letto.

1 Commento a “Stelle buone”

  1. sallileo scrive:

    Vorrei conoscere chi ha il coraggio barbaro di chiamare Giammoro la Manatthan sicula!E’piuttosto una fogna dove si è perso ogni barlume di NATURA a cominciare dall’aria che fa pietà! SVEGLIA!rITORNI CON I PIEDI PER TERRA

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