Giri di valzer nella mia testa

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Ebbrezze di un attimo, prima di perdere l’equilibrio e cadere inesorabilmente nel vuoto. Fa sempre piacere leggere il messaggio di una persona che si interessa a te, che vuole sapere come va. E’ un po’ come se venisse a farti visita ma, vista la distanza, cerca di esserti vicina in altri modi. Ho risposto a Towa che va tutto bene, le ho detto di invidiarla non poco, di non pensare troppo e di divertirsi. In effetti va tutto bene, questa (momentanea?) passione per la fotografia mi fa vedere tutto sotto un’altra luce, mi sento particolarmente bene mentre giro con la macchina fotografica in mano (anzi, sarebbe più corretto dire “con le macchine fotografiche in mano”, visto e considerato che giro sempre con almeno due macchine). Non mi interessa particolarmente cosa fotografo, bensì cosa penso mentre sto premendo il pulsante dell’otturatore. Nell’attimo esatto in cui la fragilissima molla della Holga ruota su sé stessa per far aprire l’otturatore, ecco che nella mia testa non c’è nulla, solo giri di valzer. Li sento distintamente, riesco a vedere passi muoversi con grazia su un pavimento di marmo, percepisco l’odore dello champagne, l’aroma pungente del caviale, il pizzicore del primo sudore che impregna le giacche dei ballerini. Tutto ciò in un momento preciso, in un millesimo di secondo. Dura troppo poco per potersi perdere in questa sensazione. Diventa una droga e sei sempre lì a cercare di limitarti, dici “no, questa foto scattala con la digitale” ma poi finisci a consumare rullini su rullini, senza nemmeno rendertene conto.
P.S.: come avrete notato, scrivo da una città che non è la mia, infatti mi trovo nella residenza estiva della mia famiglia (oddio, sto parlando come un nobile!) e, quando scendo a Milazzo, posto tutto sul blog.
P.S. bis: ieri un incontro particolare (F.) ha scosso la mia serata… ma forse le mie sensazioni non sono poi così sbagliate!

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