Archivio di August 2007

Per te che mi leggi…

Friday 31 August 2007

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© nikology

Oggi è il BlogDay; per onorarlo come si deve dovrei proporre a voi lettori cinque blog a caso. Ma la cosa non mi entusiasma più di tanto (anche perchè non ho molto tempo per stare davanti al computer). Per cui ho deciso di lanciare la palla a voi, miei fidati lettori. Il gioco è molto semplice. Usate pure i commenti per dire come avete scoperto questo blog (se c’è qualcuno che ve lo ha consigliato, da quale link siete giunti qui), da quanto lo leggete, con quale frequenza e che tipo di post vi piacciono di più… Forza, scrivete numerosi (sennò sembrerà quasi che non mi legga nessuno!)… Buon BlogDay a tutti!!!

Sullo scrivere un blog

Thursday 30 August 2007

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© antonionemoamato

Gli eventi degli ultimi giorni mi hanno posto inquietanti interrogativi circa lo scrivere un blog. Cosa significhi per me credo di averlo spiegato già in altri post, cosa significa per gli altri lo so dai vostri commenti, dal vostro entrarci quotidianamente, dal vostro interesse. Ma questo blog, un po’ come un figlio, mi ha creato problemi o mi ha reso felice. La mia scelta di renderlo, sotto certi versi, “pubblico” mi ha esposto e mi ha reso vulnerabile agli attacchi di chi, più o meno velatamente, ha sempre cercato di dare un senso a ciò che scrivo. Un senso che, inevitabilmente, non corrisponde che raramente al mio senso, perchè i miei occhi non sono i vostri occhi. Qualcuno ha affermato che ingigantisco sempre le cose, le rendo più appetibili, più entusiasmanti da leggere; io credo invece che il mio problema principale siano le parole. Mi piace giocarci e spesso le frasi diventano iperboliche, assumono significati ancora più ampi di quelli già stabiliti, si colorano di sfumature ancora più contrastate di quelle che avrei voluto dargli. C’è da qualche parte un contro-blog, un posto dove scrivo ciò che qui non posso scrivere (per vari motivi); lì, sotto uno pseudonimo, paradossalmente sono me stesso. E’ anche vero, però, che ciò che manca qui lo si trova lì, ma ciò che c’è qui lì non lo si trova. Due blog paralleli che si completano solo sotto i miei occhi, sebbene io continui a ritenere questo il mio vero blog, quello più importante perchè è quello in cui si attua il motivo principale dello scrivere un blog: che qualcuno lo legga, ci sbatta la testa, tenti di conoscermi tramite le mie parole.

In partenza

Tuesday 28 August 2007

nemo0000
© antonionemoamato

Ancora pochi giorni nella mia terra natìa, poi sarò di nuovo nella capitale, pronto ad affrontare le prossime settimane con un misto di paura ed eccitazione. Odio i resoconti, il tirare le somme e l’affannosa ricerca di una perfezione, ma se proprio non posso esimermi da tutto ciò, potrei tranquillamente dire che questa strana estate rimarrà piacevolmente impressa nella mia mente e tra le pieghe dei miei ricordi. Mi porto addosso il profumo del mio mare, l’imprescindibile sensazione di trovarmi adeguato ed inadeguato, allo stesso tempo; e poi la chitarra, le nuove amicizie, e quelle vecchie, rassicuranti come alberi centenari o come muri maestri. Mi porto dentro tutti gli incontri che, in un modo o nell’altro, non ho potuto fare. E nella valigia porto anche tanti rullini, tanti scatti, tanti libri. Mi mancherà quest’amaca, questa sensazione di solitudine che mi prende quando la sera scende e mi trovo in campagna da solo, mi mancheranno le mille premure delle persone intorno a me. Ma sono pronto a ributtarmi nel caos di una metropoli, nelle centinaia di volti che mi guarderanno per pochi attimi e poi scivoleranno via, nell’armonia delle amicizie romane (tanto più forti quanto più si è distanti da casa). Tempo di bilanci, ma anche tempo di aprire i nuovi registri contabili. Come ogni anno (e come ogni settembre), per me inizia una nuova vita.

Il terzo occhio di Shiva

Tuesday 28 August 2007

“Una leggenda del Mahābhārata racconta come Shiva giunse ad avere tre occhi. Un giorno la bella Figlia-della-montagna (Pārvatī) arrivò dietro a Shiva e, per gioco, pose le proprie mani davanti agli occhi del dio. Immediatamente il mondo fu immerso nell’oscurità e tutta la vita sembrò sospesa. Gli esseri tremarono per lo spavento. Siccome gli occhi del padrone dell’universo erano chiusi, la luce del mondo era estinta. Ecco allora che apparve un terzo occhio, come un sole, al centro della sua fronte, e l’oscurità sparì.”
(Alain Daniēlou - Miti e dèi dell’India)

Del plagio e dei suoi effetti (su di me…)

Sunday 26 August 2007

nemo0000
© illf8ed

Tutto è bene quel che finisce bene, direbbe qualcuno. Ma la mia piccola avventura merita di essere raccontata, non foss’altro per la riflessione che fa scaturire. Pochi giorni fa, una segnalazione da parte dell’attentissima Ale mi ha messo in crisi: una mia foto era stata utilizzata per un template, ma non era segnalato nessun credit per il sottoscrittò nè un link di collegamento alla mia homepage su flickr o alla foto stessa. La cosa all’inizio mi dette un fastidio incredibile, nonostante dovetti riconoscere che il template non era poi così male. Non sapevo come comportarmi poichè, sebbene la foto era coperta dal diritto d’autore per il semplice fatto che si trovasse su flickr, non me la sentivo di accusare con così tanta facilità una persona che aveva usato, magari imprudentemente, una mia fotografia. Allora ho inviato una mail alla proprietaria del template e le ho chiesto gentilmente di inserire almeno un credit con il mio nome, essendo la foto di mia proprietà. Mi ha risposto scusandosi ed abbiamo chiarito. La cosa è finita lì, se non fosse per il fatto che ho cominciato a pensare a tutta questa storia cercando di capire come mai una persona come me, da sempre in lotta con chi detiene il copyright di qualunque cosa, si sia infastidita così tanto per una palese violazione del suo copyright. In questo blog, come nel precedente, ho sempre avuto l’accortezza di collegare ogni foto non mia alla pagina personale dell’autore; di recente ho però scoperto che non tutti avevano capito questa mia forma di riconoscenza. Alla luce di ciò che è successo a me, d’ora in poi sotto ogni foto troverete il nome dell’autore con un link alla sua pagina personale. All’inizio le mie foto erano coperte da una licenza più elastica che permetteva di utilizzarle senza chiedere il permesso al sottoscritto ma, col passare del tempo, mi è sembrato più logico utilizzare una licenza più restrittiva. E tutto ciò non per il gusto di rifiutare ad una persona l’utilizzo di una mia foto (chi mi conosce, sa bene che sono felice di “prestare” le mie foto), ma piuttosto per avere il piacere di vedere i frutti di questo utilizzo. Per usare una mia foto, teoricamente, non ci sarebbe bisogno di chiedere il mio permesso; basterebbe aggiungere sotto la foto una piccola nota con il mio nome e magari il link al mio blog o alla mia pagina personale di flickr. Non chiedo altro. Diverso è il discorso nel caso in cui si voglia modificare una mia foto; in quel caso è necessario chiedere il mio permesso. Che poi, diciamocela tutta, a me piace partecipare ad un processo creativo!

Tu

Sunday 19 August 2007

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La luce entra silenziosa dai buchini della tapparella mentre qualche cicala fa sentire il suo canto sopra gli alberi di questa immensa campagna. Sto vivendo delle giornate serene, da una settimana circa. Passo le mattine a studiare ed i pomeriggi in compagnia di lei. Poi una doccia veloce e di nuovo insieme, fino all’una, alle due o alle tre di notte. E’ tutto così particolare che mi sembra quasi di vivere in un sogno. Avevo fatto le valigie e stavo quasi per congedarmi dall’amore, sconfitto, deluso ed amareggiato. E invece quelle valigie sono ancora dietro la porta perchè “qualcuno” mi ha convinto che non si può scappare per sempre da ciò che cerchiamo disperatamente; perchè comunque, dopo esser andato via con le mie valigie, mi sarei guardato indietro e avrei provato una fitta di rimorso, di rimpianto, di disillusione. Invece mi trovo ancora qui, a mordere, a sognare, a cercare di non parlare, di non spiegare per forza tutto con le parole; sono qui a meravigliarmi, a piacermi, ad osservarla muoversi insieme a me. E mi sento diverso quando in macchina, mentre guido, sento le sue braccia stringermi e la sua testa poggiarsi delicatamente sulla mia spalla. Mi stupiscono le coincidenze, il nostro esistere solo per noi stessi, la nostra perfetta alchimia sin dal primo istante, da quando notai il suo sguardo su di me. Sto vivendo. E sto bene dove sto. Per tutto questo non ho che da ringraziare una sola persona… di cuore.

Ferragosto (?)

Wednesday 15 August 2007

nemo0000

Giornata strana, questa. E’ difficile ammettere che la società ci impone di vedere alcune giornate come se fossero speciali, mentre (per esempio) per me il 15 agosto non è per niente una giornata particolare?! Perchè dovrei festeggiare? Perchè dovrei essere felice? Per quale stramaledetto motivo dovrei stravolgere i miei ritmi? Però, dopo una mattinata a mare ed un pomeriggio a scattare qualche foto, ora mi sto davvero rilassando. In attesa di qualche notizia…

Speranze

Wednesday 15 August 2007

nemo0000

Solo questa foto può esprimere il mio stato d’animo…

Stelle buone

Monday 13 August 2007

nemo0000

Ho la fortuna di avere una splendida terrazza dalla quale poter ammirare il Golfo di Milazzo nella sua straordinaria bellezza. Di sera, quando in basso si accendono le luci, la raffineria e la centrale elettrica smettono di essere aridi impianti moderni e si colorano di sfavillanti lampadine multicolore. La chiamiamo la Manhattan sicula, perché la sensazione è quella di vivere a poca distanza dai grattacieli americani. Dopo il tramonto è possibile vedere le stelle, perché qui in campagna l’inquinamento luminoso è ovviamente ridotto. Ieri sera ho aperto l’armadio, ho frugato tra i vestiti finché non ho trovato ciò che cercavo: la giacca della tuta viola che indossavo quando ero un po’ più piccolo. L’ho messa (un po’ a fatica), ho agguantato lo stuoino e sono corso sù per le scale. Mi sono sdraiato ed era come avere di fronte un immenso telone nero bucherellato qua e là. Dietro il telone, una gigantesca lampadina faceva penetrare la propria luce attraverso i fori. Non era San Lorenzo ieri, ma ho visto tre stelle cadenti. Ho espresso solo un desiderio prima di addormentarmi sotto le stelle. Il sirìnu (nome siculo per identificare il fresco serale) mi ha svegliato pian piano, ho preso i miei pensieri sparsi sulla terrazza e sono sceso, per coricarmi nel mio letto.

Una ruga di ridente nostalgia

Sunday 12 August 2007

nemo0000

E’ mio nonno. E’ anche una delle persone più care della mia vita. Mi sono legato a lui negli ultimi anni, quando per lui è diventato indispensabile un appoggio esterno. Quando penso a lui, un brivido mi percorre la schiena e sento che piangerò quando se ne andrà. Dedicherò a lui le mie prime lacrime ad un funerale. E’ come un bambino, anche se le rughe gli conferiscono un’aria vissuta. E’ come un anziano, anche se i suoi comportamenti lo rendono infantile. Certe fissazioni, alcuni stati d’animo, certi sguardi ti bloccano, non riesci a non affezionarti a questo piccolo grande uomo. Ricordo quando, negli anni del liceo, mi accompagnava ogni mattina a scuola con la macchina… nel senso più letterale del termine: praticamente si fermava con la macchina davanti al portone, io mi facevo piccolo piccolo, gli stampavo un timido bacio sulla guancia e scendevo mentre lui canticchiava “Ohi Marì… ohi Marì… quantu sonnu aggiu persu ppi tte… famme addurmì, ohi Marì… ohi Marì…”. A guardarlo ora non sembra nemmeno lui, ma gli occhi sono quelli. Sono semi-nascosti da una ruga obliqua e divertentissima, ma sono vispi, sempre in movimento e splendidamente presenti. Ogni tanto cantano una vecchia canzone, lo capisci da come mio nonno li muove. E, anche se adesso è raro che lui canti qualcosa, i suoi occhi continuano a farlo; ed è un piacere starsene lì davanti ad ascoltarli. Ohi, Marì…