Un giorno di ordinaria follia

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“Ho superato il punto di non ritorno. Sai qual è?
È il punto in cui, in un viaggio,
è più conveniente proseguire che tornare indietro.”
(William Foster, D-Fens)

Ieri sera, prima di preparare la cena, ho acceso la tv. Ora, non mi sono mai spiegato perchè il mio televisore decide sempre un canale a caso quando lo accendo, fatto sta che ieri ha scelto Rete 4, canale che raramente sceglierei io di mia iniziativa. Le prime immagini mi ricordano un film del 1993 di Joel Schumacher, con uno splendido Michael Douglas nei panni di D-fens: Falling Down, appunto. In italiano, Un giorno di ordinaria follia. L’ho rivisto, gustandomi ogni scena e partecipando come un bambino davanti ad una puntata dei Teletubbies… Memorabile la scena in cui il protagonista entra in un fast-food e sfodera la mitraglietta quando non gli servono la colazione perchè è già ora di pranzo DA 3 MINUTI… D-fens decide allora che è meglio pranzare con un panino. Non appena il proprietario del fast-food gliene porge uno, D-fens comincia a gridare “Sapete cosa mi dà fastidio? Guardate quelle fotografie” e indica le foto sopra il bancone, dove i panini sembrano giganteschi e ripieni di ogni cosa, con le patatine che fuoriescono da ogni lato e l’hamburger cicciottone dentro. Poi, indicando il suo panino (flaccido e striminzito): “Guardate il mio… Sapete dirmi cosa c’entra con quella foto? Sapete dirmi in cosa è simile a quella foto, il mio panino del cazzo?” Nonostante le apparenze (dettate anche dal fatto che forse ho scelto l’episodio meno rappresentativo per il mio racconto) è un film che fa riflettere. Ve lo consiglio assolutamente. Sempre se lo troviate in videoteca.

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