Archivio di July 2007
EspressivaMente
Monday 30 July 2007Eccomi a sorprendermi come un bambino davanti ad un gruppo di ragazze che rievocano le tradizioni popolari della mia terra e non solo… Un pomeriggio ed una serata rilassanti, lentamente camminare tra pietre, suoni, colori. Mi ricordava un po’ le gite fuori porta della domenica. E questo sarà il piano per il settembre che si avvicina. E arriverà anche la pioggia. Il thè caldo. Le braccia serrate. Poche parole. Sussurrate.
Piccole soddisfazioni
Friday 27 July 2007Ieri ho scoperto che uno dei miei scatti migliori (non lo dico io, ma lo dicono tutte le stelline ed i commenti che ricevo su deviantArt) è stato utilizzato da Glifo nel suo blog per un post. Vi starete chiedendo chi sia Glifo… Beh, non lo so neanch’io, ma mi fa piacere che abbia aggiunto la paternità della foto in fondo al post… Grazie, Glifo!
Essere cristiani oggi…
Thursday 26 July 2007E’ difficile essere cristiani oggi…
Non si può mostrare pietà per un suicida, perchè chi si uccide non è degno di una vita migliore nell’aldilà, perchè chi si uccide non può farlo perchè non dispone della propria vita, perchè chi si uccide perchè sta soffrendo come un cane dovrebbe continuare a farlo stando in silenzio, perchè chi si uccide non ha il diritto di raccogliere un lampo di comprensione negli occhi degli altri, perchè chi si uccide deve ingoiare le proprie lacrime e sentirle scorrere amare dentro la gola, perchè chi si uccide non può avere un funerale come tutti gli altri poveri cristi sulla faccia della terra, perchè chi si uccide è solo un vigliacco e non pur sempre un uomo…
Ma Gesù non ci ha insegnato nulla?!
Canzone del Maggio
Wednesday 25 July 2007“Lottavano così come si gioca,
i cuccioli del maggio era normale,
loro avevano il tempo anche per la galera,
ad aspettarli fuori rimaneva
la stessa rabbia, la stessa primavera…”
Anche se il nostro maggio ha fatto a meno del vostro coraggio,
se la paura di guardare vi ha fatto chinare il mento,
se il fuoco ha risparmiato le vostre millecento,
anche se voi vi credete assolti siete lo stesso coinvolti.
E se vi siete detti non sta succedendo niente,
le fabbriche riapriranno, arresteranno qualche studente,
convinti che fosse un gioco a cui avremmo giocato poco,
provate pure a credervi assolti siete lo stesso coinvolti.
Anche se avete chiuso le vostre porte sul nostro muso,
la notte che le pantere ci mordevano il sedere,
lasciandoci in buonafede massacrare sui marciapiedi,
anche se ora ve ne fregate voi quella notte voi c’eravate.
E se nei vostri quartieri tutto è rimasto come ieri,
senza le barricate, senza feriti, senza granate,
se avete preso per buone le “verità” della televisione,
anche se allora vi siete assolti siete lo stesso coinvolti.
E se credete ora che tutto sia come prima,
perché avete votato ancora la sicurezza, la disciplina,
convinti di allontanare la paura di cambiare,
verremo ancora alle vostre porte e grideremo ancora più forte,
per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti,
per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti.
Un giorno di ordinaria follia
Wednesday 25 July 2007“Ho superato il punto di non ritorno. Sai qual è?
È il punto in cui, in un viaggio,
è più conveniente proseguire che tornare indietro.”
(William Foster, D-Fens)
Ieri sera, prima di preparare la cena, ho acceso la tv. Ora, non mi sono mai spiegato perchè il mio televisore decide sempre un canale a caso quando lo accendo, fatto sta che ieri ha scelto Rete 4, canale che raramente sceglierei io di mia iniziativa. Le prime immagini mi ricordano un film del 1993 di Joel Schumacher, con uno splendido Michael Douglas nei panni di D-fens: Falling Down, appunto. In italiano, Un giorno di ordinaria follia. L’ho rivisto, gustandomi ogni scena e partecipando come un bambino davanti ad una puntata dei Teletubbies… Memorabile la scena in cui il protagonista entra in un fast-food e sfodera la mitraglietta quando non gli servono la colazione perchè è già ora di pranzo DA 3 MINUTI… D-fens decide allora che è meglio pranzare con un panino. Non appena il proprietario del fast-food gliene porge uno, D-fens comincia a gridare “Sapete cosa mi dà fastidio? Guardate quelle fotografie” e indica le foto sopra il bancone, dove i panini sembrano giganteschi e ripieni di ogni cosa, con le patatine che fuoriescono da ogni lato e l’hamburger cicciottone dentro. Poi, indicando il suo panino (flaccido e striminzito): “Guardate il mio… Sapete dirmi cosa c’entra con quella foto? Sapete dirmi in cosa è simile a quella foto, il mio panino del cazzo?” Nonostante le apparenze (dettate anche dal fatto che forse ho scelto l’episodio meno rappresentativo per il mio racconto) è un film che fa riflettere. Ve lo consiglio assolutamente. Sempre se lo troviate in videoteca.
Nemø ❡ Holģito
Tuesday 24 July 2007Ok ok… Riconosco di non aver ancora aggiornato questa mia stanza virtuale da quando son tornato dalla Spagna. E, se per certi versi, questo può significare una maggiore qualità nei post (come sempre ci vuole la S, ma come sempre me ne frego!) che andrò a scrivere d’ora in avanti, per altri versi non sarà assolutamente così. Scherzi a parte, d’estate è normale non avere molto da scrivere per un ciclotimico come me. L’afa e la calura non mi ispirano come la pioggia o il freddo, mi spiace. La vita procede con una calma innaturale, anche se già si avvicina il momento di riprendere i libri in mano. E sarà in quel momento che riprenderò a scrivere quasi giornalmente su questo blog… Tra l’altro le mie fonti di ispirazione attualmente o sono senza connessione ad internet, o sono in vacanza o si trovano in città americane… Tanto per dare qualche notizia, l’acquisto della mia nuova Holga mi ha portato ad aggiungere un nomignolo al mio già criptico nick… Lo vedete in cima a questo post.
City
Tuesday 10 July 2007La Roma della Spagna. Almeno, questa è la mia impressione iniziale. Certo, non si può giudicare una città solo dalla prima impressione, ma è anche vero che la misurata allegria che pervade Madrid qui esplode in una moltitudine di colori, risate, odori, sprizzante felicità. E’ una città che vive e vive perchè si trova vicino al mare. Il mare rende Barcelona quella che è, e Barcelona rende dona tutta sè stessa al suo mare. Mi trovo a girare per la Rambla e vedo i tipi più strani: donne dalla pelle d’ebano improvvisano un flamenco, trampolieri e burattinai, venditori di animaletti da compagnia, file interminabili di vucumprà che tengono in mano i quattro capi di altrettanti cordoni allacciati agli angoli della grossa tovaglia dove sono posate in bella mostra borsette da donna false. Basta un tocco all’insù e le tovaglie si trasformano in sacchi da mettere sulle spalle mentre si scappa dalla polizia. E’ straordinario vedere come questa città sia lenta, in tutto. Il sole scende tardi la sera, come a volersi uniformare a questo ritmo di vita (o forse è l’ora del tramonto ad aver abituato gli abitanti di Barcelona a questa lentezza?!). Prima delle 21:30 qui nessuno si mette a tavola. La mattina ci si alza tardi, i negozi aprono dopo le 9:30, a volte. Mia madre ha notato, con una punta di sarcasmo, che questa potrebbe essere la città fatta per me, o meglio “per quel bradipo di mio figlio”. Io ho scosso la testa ma, sotto sotto, le dò ragione. Mi piacerebbe studiare qui; alzarmi tardi la mattina, prendere un caffè (qui è naturale, non tostano i chicchi), girare per il Barrio Gotico e perdermi nei vicoli antichi di questa città meravigliosamente irrequieta. Queste forme, questi colori, questo ossessivo ostinarsi a voler imparare ed imporre la propria lingua, il catalano; tutto ciò mi piace. E si aggiunge un importante tassello alla mia vita futura: vorrei passare qualche mese a Barcelona. Ma non da solo. Qui, con qualcuna… Per poterla capire meglio, Barcelona, e godermela appieno…
Quasi come se…
Monday 9 July 2007Tutto bianco e celeste, qui. Tutto meravigliosamente abbagliante, accecante e nitido. Un castello. Due spiagge. Sembra quasi Milazzo, con la differenza che qui a Peñìscola non c’è una raffineria e chi muore per un tumore al polmone forse avrebbe dovuto fumare meno sigarette. Pensieri provinciali a parte, mi sto veramente rilassando. L’ultimo mese e mezzo è stato un susseguirsi di colpi di scena, di cose per cui essere tristi ed avvenimenti insolitamente felici. Ora no, il tempo si è fermato. Sto dedicando un po’ di giorni a me stesso, quasi come se fossi l’unico essere umano sulla faccia della Terra. E la cosa non mi dispiace affatto. Il cellulare è spento dentro il mio tascapane, non ho portato il Mac dietro e comunque non posso connettermi ad Internet. La vita da troglodita metropolitano mi piace abbastanza, senza quella overdose di contatti virtuali (che poi, diciamocelo, su 10 persone conosciute sulla rete solo 2 di solito meritano un’occhiata un po’ meno superficiale) che tutti, bene o male, siamo costretti ad assumere. Ma ho trovato una fedele compagna nella mia nuova Holga e posso sicuramente affermare di non separarmene ormai. Il mio occhio fotografico si è risvegliato, i giorni trascorrono lenti però mi sembra ieri il giorno della partenza da Roma. Però domani si va a Barcelona e la mia ansia da ritorno a casa sarà posticipata di qualche ora…
Turismo… a tutti i costi!
Sunday 8 July 2007Sapevo di odiare i villaggi turistici, ma ogni volta mi stupisco sempre di più del mio odio che accresce verso tutte queste casette uguali tra loro, questi giardinetti più o meno curati ma tutti sostanzialmente identici, queste piscine super-affollate e pochissimi centimetri di spiaggia su cui posare la propria timidissima asciugamano. In questo villaggio turistico la realtà è sempre uguale; vialetti finti, addirittura anche le targhe con il nome delle vie, fantastici alberelli da cui spuntano colorate e fintissime arance mature (così come gli alberi). Tra le varie casette striscia un canale fangoso e gracidante. Una bella idea, davvero… Rane a palate e zanzare a stormi! Questa “casa” sarà la nostra base per i prossimi giorni. Mio padre ha programmato un po’ di riposo per oggi e domani. Io non vedo l’ora di fuggire via, a Barcelona, Valencia, ovunque ma non in questo fintissimo villaggio…












